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Investire in Italia, con le Italian Champions si può

17 Ottobre 2018 · Redazione We Wealth · 5 min

  • Equita ha presentato la ricerca agli eventi dell’Italian Market Momentum a Washington e New York 

  • Negli ultimi 10 anni l’indice Mid-Cap ha sovraperformato rispetto alle Small-Cap europee

In una ricerca dal nome ‘Italian Financial Markets, Industrial Trends and Investment Opportunities’, Equita mette in luce come l’Italia, dal punto di vista delle società di medie dimensioni, costituisca un’interessante opportunità di investimento

La ricerca di Equita evidenzia come le società non finanziarie di medie dimensioni abbiano realizzato una performance migliore rispetto alle 40 società italiane più grandi quotate (Ftse Mib): i risultati della ricerca sono in forte contrasto rispetto all’attuale percezione dei media e degli investitori, i quali tendono a focalizzarsi sui problemi del settore finanziario o del debito pubblico.

Ftse Mib e Ftse Star

Analizzando le performance dell’indice Ftse Mib e Ftse Star rispetto all’Eurostoxx 200 Small e al Russel 2000, Equita ha evidenziato come l’indice Star abbia sovraperformato le emittenti small caps europee del 5% all’anno negli ultimi 10 anni e le emittenti small caps statunitensi del 4% all’anno nello stesso periodo. Ulteriori iniziative volte a superare i limiti del mercato finanziario italiano, come l’ottimizzazione del processo di quotazione, potrebbero sostenere questo trend e accrescere i successi iniziali dei Pir e delle Spac, strumenti in grado di facilitare l’accesso ai mercati di capitali.

Equita nella sua ricerca ha identificato, sulla base delle performance di mercato, le 10 migliori emittenti con capitalizzazione superiore a 1 miliardo di euro (Italian Champions), che hanno registrato un ritorno annualizzato tra il 20% e il 30% medio annuo su un periodo di 10 anni. Osservando le loro caratteristiche (ad esempio De Longhi, Reply, Brembo, Amplifon, Recordati, IMA, Diasorin, MARR, Banca Generali e Campari) Equita ha rilevato che la loro capitalizzazione di mercato media è 4 miliardi di euro, che gran parte di queste emittenti sono gestite da famiglie che hanno una quota di controllo della società, e che operano in settori diversificati (industriale, consumer, distribuzione al dettaglio, tecnologia e MedTech). Le Italian Champions risultano inoltre fortemente esposte alle esportazioni (più del 50% dei ricavi) e molto attive sul fronte M&A, ma la loro minor liquidità rispetto alle emittenti comparabili internazionali rimane una significativa barriera per gli investitori esteri.

La ricerca propone diverse strategie per superare i limiti dei mercati finanziari italiani:

  • 20 Spac sono state lanciate in Italia negli ultimi 3 anni, di cui 10 hanno già effettuato la loro business combination. Dei 7,4 miliardi di euro raccolti nel 2017/2018, 2,8 miliardi di euro sono stati raccolti tramite Spac
  • Pir: uno strumento per incrementare la liquidità e direzionare risorse finanziarie verso le società a media capitalizzazione, che ha raccolto 14,2 miliardi di euro nei 18 mesi successivi alla sua introduzione nel 2017 (raccolta a giugno 2018)

“In questi giorni gli investitori percepiscono l’Italia come una fonte di rischio piuttosto che una fonte di opportunità, alla luce dei problemi cronici quali la debole crescita del pil, l’enorme debito pubblico e la bassa produttività – ha commentato Domenico Ghilotti, co-responsabile del team di ricerca di Equita – In realtà, se guardiamo più da vicino il contesto italiano, e più nello specifico dal punto di vista delle società di media dimensione, il quadro complessivo risulta più favorevole e diventa ricco di opportunità di investimento. Come dimostra la nostra analisi sulle Italian Champions, crediamo che le correzioni del mercato possano offrire un’opportunità per investire in società ad alta qualità, che hanno modelli di business solidi e in grado di resistere a situazioni di mercato difficili”.

 

Redazione We Wealth
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