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Investimenti: infrastrutture carta vincente per Nordea

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

30 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Scegliere questo tipo di investimenti rappresenta una mossa stabilizzatrice e difensiva quando il ciclo economico è maturo, come nel momento attuale

  • Il fondo integra inoltre i criteri Esg, supportando quindi il raggiungimento degli obietti di sviluppo sostenibile dell’Onu

  • Le società che si occupano di infrastrutture sono tutte monopoliste, dunque con elevate barriere all’ingresso, buoni flussi di cassa collegati all’inflazione nel lungo periodo

Non solo strade e ponti. Gli investimenti in infrastrutture sono un megatrend secolare che interessa da vicino gli investitori attenti a una creazione di valore estesa nel tempo. Ne parla James Crutcher di Nordea Am

Nordea, investimenti solidi come infrastrutture

Decarbonizzazione, dati e gas naturale sono l’oro del futuro prossimo. Sono le opportunità di investimento di cui parla James Crutcher, gestore della strategia Global listed infrastructure di Nordea Am, nella sua intervista a We Wealth.

Un settore in forte espansione

Questo fondo, nato nel 2012, è dedicato ad investitori di lungo periodo, anche retail, sfruttando la crescente domanda globale di infrastrutture. Non necessariamente nuove, ma anche già esistenti: un’infrastruttura ha bisogno per definizione continui investimenti di manutenzione e rinnovamento. Scegliere questo tipo di investimenti rappresenta una mossa stabilizzatrice e difensiva quando il ciclo economico è maturo, come nel momento attuale. “Il fondo ha dimostrato un sacco di difensività e crescita nello stesso tempo, performando bene soprattutto nelle fasi finali del ciclo economico”. Si tratta di infrastrutture idriche, elettriche, e di distribuzione del gas naturale. Poi anche trasporti (porti, ferrovie, aeroporti, autostrade, pedaggi), archiviazione dei dati.

L’integrazione Esg

Il fondo integra inoltre i criteri Esg, supportando quindi il raggiungimento degli obietti di sviluppo sostenibile dell’Onu, relativi all’accessibilità all’acqua pulita e ai servizi igienico sanitari, alla fornitura e alla disponibilità di energia pulita, e lo sviluppo sostenibile delle comunità. Tutti obiettivi che richiedono un’ingente investimento a livello infrastrutturale.

Investimenti in infrastrutture, un megatrend secolare

Decarbonizzazione e rinnovabili sono megrend secolari. Il 35% del fondo è investito nei trasporti. Le società che si occupano di infrastrutture sono tutte monopoliste, dunque con elevate barriere all’ingresso, buoni flussi di cassa collegati all’inflazione nel lungo periodo, dovuti alla natura contrattuale delle loro attività. Esse detengono asset primari per la collettività: anche nei periodi di forte ribasso azionario perdono molto poco rispetto alle altre asset class. Per esempio, nell’ultimo trimestre 2018, i mercati azionari hanno perso in media il 14%, la classe di attivi delle infrastrutture ha invece perso il 3%. Ma il vantaggio di questo fondo non sta solo

L’investimento negli emergenti è limitato, non perché la domanda di infrastrutture in queste economie non sia forte (anzi), ma perché la regolamentazione nei paesi emergenti spesso è incerta.

Teresa Scarale
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