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Investimenti, gli esperti amano il rischio

17 Dicembre 2018 · Francesca Conti · 3 min

  • Gli investitori italiani ‘esperti’ allocano in media il 22% dei propri investimenti in asset rischiosi

  • I giovani italiani allocano mediamente in asset rischiosi solo il 17% del proprio portafoglio

  • A livello globale gli investitori ‘esperti’ mantengono in cash mediamente il 21% del proprio portafoglio

Secondo l’ultimo studio di Schroders gli investitori che si ritengono ‘esperti’ allocano in media il 24% del proprio portafoglio in asset ad alto rischio, contro il 14% dei principianti. A livello globale, tra gli esperti, gli investitori più giovani sono quelli che investono maggiormente in prodotti ad alto rischio

Agli investitori esperti piace il rischio. Soprattutto se elevato. A dirlo sono i risultati della terza fase della ricerca annuale Schroders Global Investor Study 2018, che ha coinvolto oltre 22.000 investitori a livello globale. Secondo il report, gli investitori ‘esperti’ allocano in strumenti ad alto rischio una porzione rilevante dei loro portafogli, mantenendo in liquidità una quota ridotta.

Analizzando i dati nel dettaglio emerge infatti che gli investitori che si auto-definiscono ‘esperti’ allocano in media il 24% del portafoglio in asset ad alto rischio (23% la media europea), nei cui benefici potenziali sembrano riporre maggiore fiducia, a fronte di un peso limitato al 14% dichiarato dagli investitori ‘principianti’.

Non solo investitori di professione. A puntare una buona fetta del proprio portafoglio su investimenti rischiosi (22%) sono anche gli italiani ‘esperti’, che si avvicinano così sostanzialmente alla media globale, mentre al contrario scende al 4% la quota così allocata da parte dei ‘principianti’, di gran lunga più prudenti non solo rispetto alla media mondiale ma anche a quella europea.

Dallo studio emerge inoltre che, tra gli ‘esperti’, gli investitori più giovani – di età compresa tra i 18 e 24 anni – sono quelli che investono maggiormente in prodotti ad alto rischio, con il 27% dei portafogli allocato in tal modo a livello globale. All’opposto, gli investitori con età superiore ai 65 anni mostrano un approccio agli investimenti più cauto, destinando il 20% del loro portafoglio in asset ad alto rischio.

Questo a livello globale, mentre in Italia, malgrado un livello medio di prudenza generalmente molto elevato, i giovani in età compresa tra 18 e 24 anni si distinguono per una propensione più simile a quella degli investitori ‘esperti’, con un 17% allocato mediamente in asset rischiosi, mentre gli investitori con più di 65 anni riservano solo il 10% del portafoglio a investimenti ad alto rischio.

Liquidità

Lo studio di Schroders mostra anche che a livello globale gli investitori ‘esperti’ mantengono in cash mediamente il 21% del proprio portafoglio; una quota inferiore rispetto a quella detenuta da investitori ‘principianti’, la cui parte liquida risulta pari al 32%. Tornando all’Italia, anche in tema di liquidità la quota nei portafogli degli investitori ‘esperti’ è allineata alla media mondiale (20%), mentre la parte cash nel portafoglio dichiarata dai ‘principianti’ è pari al 25%.

Diversificazione del portafoglio

Della percentuale rimanente, nel portafoglio medio degli investitori ‘esperti’ a livello mondiale il 34% viene destinato all’azionario, il 19% all’obbligazionario, il 13% ai fondi immobiliari e il 12% a strumenti alternativi. Nel complesso, più di un terzo (34%) degli investitori ‘esperti’ ritiene di detenere un portafoglio ben diversificato, mentre ciò vale solo per il 9% dei ‘principianti’.

Disaggregando questi dati per l’Italia, risulta che gli investitori ‘esperti’ continuano a riservare all’obbligazionario una percentuale elevata (28%), ma non trascurano l’azionario, su cui allocano il 29%, mentre a fondi immobiliari e strumenti alternativi destinano quote sostanzialmente in linea con quelle che emergono a livello mondiale: 12% in immobiliare e 11% in alternativi.

Inoltre, analogamente ai loro pari a livello globale, anche gli investitori italiani ‘esperti’ ritengono che il proprio portafoglio sia ben diversificato (22%), mentre solo il 5% degli investitori ‘principianti’ è di questo avviso. All’interno del campione italiano, la classica predilezione per gli investimenti obbligazionari sembra essere messa in discussione dalle nuove generazioni: i Millennial infatti dedicano in media il 25% del portafoglio a questa asset class, contro il 32% degli investitori italiani over 37.

Trend tematici

Lo studio di Schroders ha indagato anche la propensione degli investitori ai trend tematici: a livello globale i temi risultati essere più di interesse sono healthcare, sostenibilità e tecnologie ‘dirompenti’. In Italia le preferenze sono per sostenibilità e nuove tecnologie a pari merito in prima posizione, seguite da commodity e poi, in quarta posizione, dal settore sanitario.

Il commento

“Come regola generale, aspirare a un reddito maggiore comporta una maggiore tolleranza al rischio, ed è interessante notare questo tipo di propensione tra gli investitori che si definiscono avanzati o esperti”, ha commentato Rupert Rucker, head of income solutions di Schroders. “Tuttavia – ha aggiunto -, riteniamo che i risparmiatori debbano allungare l’orizzonte d’investimento rispetto al passato, in modo da compensare i ribassi di breve periodo e ottenere income”.

“In ogni caso, a prescindere dal livello di competenza finanziaria, tutti gli investitori devono domandarsi quanto rischio sono disposti a tollerare per ottenere ciò che vogliono, in base alla propria situazione individuale. Le persone hanno grandi speranze per i propri risparmi: fanno progetti per il futuro e, per realizzarli, sperano di veder crescere i propri investimenti. Bisogna stare tuttavia attenti nella stima del reddito ottenibile perché, se troppo lontano dalla meta, i progetti potrebbero essere compromessi”, ha concluso il manager.

Francesca Conti
Francesca Conti
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