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Investec AM, prudenza sui mercati but don't panic!

13 Novembre 2018 · Livia Caivano · 3 min

  • Nonostante il rallentamento in tutto il resto del mondo, la crescita negli Stati Uniti si tiene sostenuta

  • La fine del Qe determina un inasprimento delle condizioni globali di liquidità che hanno sostenuto l’aumento dei prezzi degli asset per la maggior parte degli ultimi dieci anni

  • Il conflitto commerciale, la Brexit e tensioni politiche tra italia e Unione Europea contribuiscono alla sensazione di rischio crescente e l’ambiente di investimento si fa meno interessante per gli asset sensibili alla crescita

Investec AM presenta le previsioni per la fine del 2018. Certo lo scenario di fine ciclo richiede un approccio prudente, ma è (ancora?) presto per una difesa totale

Ormai sono in molti a dirlo, la battuta d’arresto che il mercato globale vive negli ultimi mesi, potrebbe essere solo un modesto rimbalzo ciclico, all’interno di una tendenza di crescita debole.

“Nonostante i mercati si siano mossi in sintonia con la recente dinamica reflazionistica favorevole alla crescita, corredata da aspettative di un rialzo dei tassi d’interesse negli Stati Uniti, le prospettive economiche, politiche e di mercato rimangono incerte”. Così Neil Finlay, product specialist del fondo Global Franchise di Investec AM, è intervenuto questa mattina alla conferenza Investec sulle previsioni per la fine dell’anno. “Tuttavia non riteniamo che l’attuale congiuntura di mercato abbia alterato in modo rilevante i fondamentali delle società in cui investiamo, che continuano ad accrescere i flussi di cassa con un ritmo interessante”. Date le prospettive incerte, Investec ritiene “che niente sia cambiato in termini di capacità di sovraperformance a lungo termine delle imprese di qualità, riteniamo che le opportunità offerte dai titoli di questi emittenti siano tuttora interessanti”.

Il focus è quindi su società con vantaggi competitivi duraturi, allocazione del capitale disciplinata e focus sulla sostenibilità. “Si tratta – prosegue Finlay – di caratteristiche che permettono di generare flussi di cassa costantemente elevati, o di poterli migliorare, e di ottenere ritorni molto positivi sul capitale investito”.

Il recente sell off che ha registrato il mercato, “può essere letto come una correzione in risposta all’escalation delle tensioni commerciali e al tempo stesso come la fine di una politica monetaria di supporto – prosegue John Stopford, portfolio manager del fondo Global Multi-Asset Income di Investec AM – Verso questa lettura converge anche la performance deludente di settori, fino a poco fa leader, come quello della tecnologia. Tuttavia, le correzioni di solito richiedono tempo per completarsi e questa sarebbe una correzione molto modesta se fosse già conclusa”. Dobbiamo quindi aspettarci un’ulteriore debolezza del mercato azionario nel prossimo periodo, e poi un consolidamento che a sua volta precederà una ripresa del mercato rialzista. “A determinare questo scenario di debolezza – precisa Stopford – anche la probabilità che Trump non faccia passi indietro nelle tensioni con la Cina”. Ma anche un altro rischio: “potremmo essere di fronte all’inizio di un mercato ribassista, tuttavia la maggior parte degli indicatori storici – recessione imminente, inversione della curva dei rendimenti, downgrade dei guadagni… – non sono ancora in posizione per un simile scenario, e nemmeno le valutazioni e il sentiment sembrano allineati con questo scenario”. E non dimentichiamoci delle banche centrali.

“Il mercato rialzista è molto maturo secondo gli standard storici. Nel complesso, ci troviamo nella fase finale del ciclo e l’equilibrio fra rischio e rendimento si sta deteriorando, perciò, a nostro avviso, è utile adottare un approccio sempre più prudente, sebbene sia ancora prematuro impostare un assetto completamente difensivo”.

Livia Caivano
Livia Caivano
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