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Investec AM, i 6 temi da tenere d’occhio nel 2020

Investec AM, i 6 temi da tenere d’occhio nel 2020

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Redazione We Wealth
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02 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il passaggio a un’economia più sostenibile sta favorendo le imprese che forniscono soluzioni a basse emissioni di carbonio. Il 2020 potrebbe essere l’anno dei veicoli elettrici

  • Il rischio più evidente per l’economia del Regno Unito è costituito dalle imminenti elezioni

  • Alcune delle pressioni ‘globali’ che hanno guidato la volatilità nel 2019 sono diminuite, creando uno scenario più stabile per il credito

Brexit, elezioni Usa, veicoli elettrici: il mercato è a un punto di massima incertezza. Quali i rischi e quali i temi da osservare per il 2020? La risposta di sei manager di Investec AM

I mercati devono essere pronti per un probabile rally di fine ciclo. Dopo un anno frenetico, scrivono i manager di Investec Asset Management, potrebbe verificarsi un rally finale in un quadro nel quale si registra un rimbalzo della produzione industriale e diminuiscono i rischi di recessione.

La situazione di moderata incertezza macroeconomica, invece, potrebbe invertire le tendenze dei mercati azionari e determinare un irripidimento delle curve dei rendimenti. Ma che cosa significa questo per gli investitori? Ecco sei temi per il 2020 individuati dai senior portfolio manager di Investec Asset Management.

Siamo al punto di massima incertezza, quale scenario?
La risposta di John Stopford, head of multi-asset income

“Siamo al punto di massima incertezza; dato il nostro approccio alla creazione di rendimento ci stiamo preparando per tutti i possibili scenari. Monitoriamo i mercati dei consumi e del lavoro per vedere in particolare se reggono abbastanza bene da consentire un allentamento delle politiche, o se l’economia possa incrinarsi sotto il peso di un calo della produzione e degli scambi, portando a una recessione”.

Per Stopford, “se si verifica lo scenario migliore, pensiamo che vi sia una grande opportunità per una rotazione. In caso contrario, gli investitori dovrebbero cercare coperture, il che per noi significa avere più opzioni, una maggiore diversificazione e al tempo stesso comprendere che i driver degli investimenti non sono più gli stessi del passato: in questo senso il calo del dollaro è una delle principali tendenze da tenere d’occhio”.

Brexit e dintorni
La view di Simon Brazier, co-head of quality investing

Per Brazier “le aziende più in controllo dei loro destini hanno un posizionamento migliore poiché non devono fare affidamento sull’ambiente economico, politico o normativo per sostenersi. In ogni caso, fino a che le aziende non saranno in grado di comprendere correttamente i rapporti commerciali tra il Regno Unito e il resto del mondo, percepiranno come complicato un qualsiasi investimento nell’isola”.

Il rischio più evidente per l’economia del Regno Unito, secondo Brazier, “è chiaramente costituito dalle imminenti elezioni. Se ne dovesse scaturire un Parlamento bloccato continuerà ad esserci incertezza che avrà ricadute sulle attività economiche britanniche, i mercati e la valuta. In questo contesto si inserisce la volatilità dei corsi azionari che quest’anno ha creato l’opportunità di acquistare alcuni titoli a valutazioni interessanti”.

“In generale, nelle nostre valutazioni, consideriamo principalmente tre fattori: la liquidità, la valuta e il rischio economico. L’insieme di questi fattori ci fa stare particolarmente attenti. Andando a valutare il nostro approccio, va notato che il nostro portafoglio non è mai stato così orientato alle large cap e neutrale in termini di esposizione valutaria e non stiamo assumendo molti rischi economici e ciclici a meno che non siano protetti de buone valutazioni”, conclude il manager.

Il 2020 porterà un boom inflazionistico, non una spinta recessiva
Parola a Alastair Mundy, head of value investing

“Gli investitori preferiscono sempre le situazioni di certezza e per questo l’incertezza data della Brexit li ha disorientati. Passando dall’altro lato dell’Atlantico bisogna notare come gli investitori stiano sottostimando l’importanza delle elezioni presidenziali americane e in particolare gli scenari che vedono la vittoria del candidato democratico e in particolare di Elizabeth Warren. Gli investitori temono la così detta ‘japanification’ delle economie occidentali, vale a dire bassi tassi di interesse, tassi di inflazione e crescita economica per periodi prolungati”.

“Riteniamo – sottolinea Mundy – che i policymaker faranno tutto il necessario per evitare questa situazione e di conseguenza riteniamo che vi sia un rischio significativo di rialzo dei rendimenti obbligazionari e dell’inflazione. Contrariamente al consensus, siamo posizionati per un quadro inflazionistico, non per una recessione”.

Il dragone si alzerà in volo nel 2020?
di Greg Kuhnert, co-head of 4Factor Investing

“I dati economici cinesi sono stati deludenti ma ci sono segnali che fanno pensare che si stia toccando il fondo. Nonostante ciò, quest’anno le azioni cinesi hanno registrato buoni risultati finora e le società hanno superato le aspettative sugli utili per due trimestri consecutivi. Tuttavia rimangono i rischi relativi alla guerra commerciale Usa-Cina e ai progressi delle riforme interne, per questo sarà decisivo concentrarsi sui fondamentali delle società e selezionare i vincitori che possono eccellere attraverso il cambiamento o la ristrutturazione”, commenta Kuhnert.

Investimenti legati all’ambiente: un settore elettrizzante
La view di Deirdre Cooper, portfolio manager dell’Investec Global Environment Strategy

“Il passaggio a un’economia più sostenibile sta favorendo le imprese che forniscono soluzioni a basse emissioni di carbonio. Il 2020 potrebbe essere l’anno dei veicoli elettrici, trainato in parte dagli acquisti di flotte automobilistiche e dai progressi tecnologici. L’impattodell’intensificarsi dell’attenzione politica dell’Ue sui cambiamenti climatici si farà sentire nel 2020″, spiega Cooper.

Per il manager “il commercio basato sul carbonio potrebbe avere implicazioni per tutti gli investitori. Tuttavia le emissioni potrebbero raggiungere cifre record facendo aumentare il rischio che si verifichi un intervento brusco e dirompente da parte dei decisori pubblici. Un’altra conseguenza di questa nuova sensibilità è che ci aspettiamo che le preferenze dei consumatori si evolvano in favore di prodotti più eco-sostenibili”.

Credito: molte possibilità con uno scenario più stabile
Parla Garland Hansmann, portfolio manager dell’Investec multi-asset credit strategy

“Nel 2019 i segmenti del mercato del credito hanno registrato performance differenti, riflettendo le diversità intrinseca dell’universo di investimento. Mentre prevediamo che questa diversità persisterà, alcune delle pressioni globali che hanno guidato la volatilità nel 2019 sono diminuite, creando uno scenario più stabile. Continueremo a cercare di sfruttare le opportunità bottom-up man mano che si presentano nell’universo del credito. Notiamo infine che la natura insolita del rally del 2019 rende alcune aree del mercato high yield particolarmente interessanti”.

Redazione We Wealth
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