PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Invecchiamento della popolazione, come adattare i portafogli

Invecchiamento della popolazione, come adattare i portafogli

Salva
Salva
Condividi
Rita Annunziata
Rita Annunziata

18 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • La spesa in Ricerca&Sviluppo tra le aziende farmaceutiche e biotecnologiche dovrebbe raggiungere i 177 miliardi di dollari nel 2019

  • Secondo Janus Henderson Investors, una parte del valore migliore generato dall’attività R&S di oggi potrebbe essere trovato tra le società biotecnologiche di piccole e medie dimensioni

L’Italia ha due grandi sfide da affrontare: l’invecchiamento della popolazione e l’eccessivo ricorso agli antibiotici. Quali sono gli impatti sui comparti della farmaceutica e delle biotecnologie e come adattare i portafogli? Intervista a Jennifer Nichols di Janus Henderson Investors

La chiusura del 2019 è alle porte e i mercati si preparano all’arrivo del nuovo anno. L’azionario statunitense, in particolare, condizionato dalle tensioni commerciali e dal rallentamento della crescita economica, ha lasciato alle proprie spalle una scia di incertezze. Ma la geopolitica continuerà a influenzare i mercati globali nel 2020? Secondo Jennifer Nichols, client portfolio manager di Janus Henderson Investors, le aziende che credono nell’innovazione continueranno a essere vincenti. Puntare sulle società biotecnologiche di piccole e medie dimensioni, in un’epoca caratterizzata da un progressivo invecchiamento della popolazione e un conseguente eccessivo ricorso agli antibiotici, potrebbe rappresentare la chiave.

Com’è andato il 2019 per il mercato azionario Usa?

Nel 2019 i mercati azionari statunitensi sono stati per gli investitori come un giro sulle montagne russe, visto l’intensificarsi delle preoccupazioni per le controversie commerciali e il rallentamento della crescita economica. Inoltre, l’inizio del prossimo ciclo elettorale per le presidenziali americane ha aggiunto un altro strato di incertezza per gli investitori statunitensi. Nonostante ciò, le azioni hanno continuato a produrre grossi guadagni. Al 10 dicembre, l’indice S&P 500®  – che ha toccato nuovi massimi – registrava un rendimento annuale del 27%, e la maggior parte dei principali benchmark azionari, sia nei mercati sviluppati che in quelli emergenti, erano anch’essi in territorio positivo.

Cosa dobbiamo aspettarci dal 2020?

Crediamo che la geopolitica influenzerà significativamente i mercati nel 2020, probabilmente anche in maniera eccessiva, soprattutto con l’incombente elezione presidenziale statunitense, la Brexit ancora sospesa e i negoziati commerciali in corso. Ma vediamo anche un contro bilanciamento positivo: l’allentamento della politica monetaria da parte delle principali banche centrali, il potenziale dello stimolo fiscale e un mercato del lavoro solido negli Stati Uniti. Alla fine del ciclo economico, le valutazioni per molti indici azionari si collocano ora al di sopra della media di lungo termine, ma le azioni sembrano più interessanti rispetto ad altre classi di attività, comprese le obbligazioni, dove miliardi di dollari di debito pubblico generano rendimenti negativi.

A livello globale su quali aree bisognerebbe investire?

Hanno cominciato ad emergere dei segnali che mostrano una possibile nuova accelerazione dell’economia nel 2020.  Se tale crescita si concretizza, riteniamo che il mercato azionario potrebbe trarne grande beneficio, ma soprattutto le aree di mercato che sono rimaste più indietro a causa dei timori di un rallentamento globale. Nel Regno Unito, ad esempio, pensiamo che sia possibile trovare aziende di alta qualità che, a nostro avviso, potrebbero beneficiare della soluzione della Brexit e un’economia più forte migliora la fiducia. Allo stesso modo, pensiamo che le azioni cinesi siano interessanti. Un cessate il fuoco nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina potrebbe evitare uno sbalzo significativo sul mercato azionario del paese, mentre un’economia globale più forte potrebbe aumentare la domanda di esportazioni cinesi, una parte significativa del prodotto interno lordo del paese.

Su quali settori puntare?

È difficile prevedere quali saranno i settori più performanti l’anno prossimo, ma crediamo in generale che le aziende che creano le proprie prospettive di crescita attraverso l’innovazione continueranno ad essere vincenti indipendentemente dal contesto macroeconomico.  Tuttavia, i titoli tradizionalmente ciclici potrebbero posizionarsi bene se l’economia globale accelererà nuovamente. Questi titoli sono rimasti indietro rispetto ai livelli medi di crescita e ora hanno valutazioni interessanti, cosa che il mercato ha recentemente scoperto: il cambio di rotta è avvenuto in settembre, quando gli investitori hanno segnalato di non essere più disposti a pagare alcun prezzo per la crescita.

Secondo il rapporto dell’Ocse “Health at a Glance 2019”, l’Italia ha due grandi sfide da affrontare: l’invecchiamento della popolazione e l’eccessivo ricorso agli antibiotici. Cosa succederà in futuro? Quali sono gli impatti dell’invecchiamento della popolazione sui comparti della farmaceutica e delle biotecnologie? 

Siamo stimolati dai rapidi progressi che si stanno compiendo in diverse aree terapeutiche e dalla crescente domanda di assistenza sanitaria a livello globale, dato che un maggior numero di persone invecchia e/o entra a far parte del ceto medio (in particolare nei mercati emergenti). A nostro avviso, queste tendenze spingeranno i governi e gli operatori sanitari a dare sempre più priorità ai farmaci innovativi che migliorano i risultati per i pazienti e aggiungono valore all’intero sistema nel lungo periodo. Riteniamo che questi soggetti cercheranno anche di ridurre i rimborsi per le terapie più vecchie e altamente mercificate.

Come adattare, di conseguenza, i portafogli?

Attenendoci a una strategia di investimento rigorosa – cercando titoli che negoziano a prezzi scontati rispetto alla nostra stima del valore intrinseco di un’azienda e analizzando sia il potenziale clinico che commerciale di nuovi prodotti e servizi – puntiamo a cogliere queste opportunità di crescita nel lungo termine. Secondo una ricerca di Deloitte, la spesa in Ricerca&Sviluppo tra le aziende farmaceutiche e biotecnologiche dovrebbe raggiungere i 177 miliardi di dollari nel 2019, in crescita rispetto ai 171 miliardi di dollari dell’anno precedente.  È importante sottolineare che riteniamo che una parte del valore migliore generato dall’attività R&S di oggi possa essere trovato tra le società biotecnologiche di piccole e medie dimensioni, così come tra le aziende private. Queste imprese tendono ad essere all’avanguardia dell’innovazione di oggi.

Rita Annunziata
Rita Annunziata
Condividi l'articolo
Se non vuoi mancare aggiornamenti importanti per te, registrati e segui gli argomenti che ti interessano.
ALTRI ARTICOLI SU "Innovazione"
ALTRI ARTICOLI SU "Outlook e Previsioni"
ALTRI ARTICOLI SU "Janus Henderson"
ALTRI ARTICOLI SU "Azionari internazionali"