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Internet of Things, +35% nel 2018

Internet of Things, +35% nel 2018

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Redazione We Wealth
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19 Aprile 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Oltre alla forte crescita che c’è stata nel 2018 per quanto riguarda l’Internet of things, si prevede un trend in crescita anche per il 2019

  • Le soluzioni di smart metering e smart asset management sono i principali segmenti del settore

Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’Osservatario del Politecnico di Milano, il mercato dell’Internet of things ha visto una crescita del 35% nel 2018

Il mercato italiano dell’Internet of Things continua a crescere a ritmi sostenuti anche nel 2018, raggiungendo il valore di cinque miliardi di euro, con un aumento del 35% rispetto al 2017. La crescita è stata spinta dalle applicazioni che sfruttano la “tradizionale” connettività cellulare (2,8 miliardi di euro, +27%), sia da quelle che utilizzano altre tecnologie di comunicazione (2,2 miliardi, +47%). Lo sviluppo del mercato italiano è in linea con quella degli altri paesi occidentali, dove oscilla fra il +25% e il +40%, ed è trainata soprattutto dai servizi abilitati dagli oggetti connessi, che coprono ormai il 36% del mercato, pari a 1,8 miliardi di euro e in aumento del 44% rispetto all’anno precedente.

Le soluzioni di Smart Metering e Smart Asset Management per le utility si confermano il principale segmento dell’Internet of Things, con il 28% del mercato e un valore di 1,4 miliardi di euro (+45%). Il secondo ambito più sviluppato è quello delle Smart Car, che valgono poco più di 1 miliardo e rappresentano il 21% del mercato (+37%). Seguono le applicazioni per lo Smart Building (600 milioni di euro, +15%), principalmente per la videosorveglianza e la gestione dei consumi energetici all’interno dell’edificio, le soluzioni IoT per la logistica utilizzate per la gestione delle flotte aziendali e per antifurti satellitari (465 milioni, +29%) e le soluzioni per la Smart City (395 milioni, +24%). C’è poi la Smart Home (380 milioni), l’ambito con la crescita più elevata, pari al +52%, le applicazioni di Smart Asset Management (270 milioni, 25%), la Smart Factory (250 milioni, +40%) e l’agricoltura smart (100 milioni di euro, 2% del mercato).

Secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio, la crescita del mercato italiano IoT continuerà anche nel 2019, concentrata prevalentemente nei segmenti Smart Metering, Smart Car, Smart Home e Industrial IoT. Nei prossimi mesi saranno installati altri quattro milioni di smart meter gas e 5,8 milioni di contatori elettrici di seconda generazione. Inoltre, a partire dalla fine del 2020 anche i contabilizzatori di calore di nuova installazione dovranno essere gestibili da remoto e dal 2027 l’obbligo riguarderà tutti i contatori in uso.

E’ prevista una crescita significativa anche delle Smart Car, con l’entrata in vigore da marzo 2018 per le nuove omologazioni dell’obbligo legato all’eCall (l’allerta automatica per attivare servizi di soccorso in caso di incidente) e per l’offerta dei nuovi servizi abilitati dalla connettività, come la manutenzione preventiva basata sul monitoraggio dei componenti e l’integrazione degli smart speaker nelle auto, che consentiranno agli utenti di interagire con il proprio veicolo tramite la voce. Sul fronte della guida autonoma siamo invece ancora in fase sperimentale: Modena e Torino sono tra le prime città che, nel corso del 2018, hanno permesso alle aziende di iniziare a testare anche in Italia queste soluzioni.

Gli assistenti vocali saranno anche il principale motore della crescita delle soluzioni per la Smart Home, con grandi investimenti in marketing promossi dall’arrivo sul mercato degli Ott e con l’effetto traino sulla vendita di altri oggetti smart per la casa. L’Industrial IoT, infine, beneficerà degli incentivi per formazione, super ammortamento e iper ammortamento previsti nell’ultima legge di Bilancio, con un’attenzione spostata però dalle grandi imprese alle Pmi, che finora ne hanno sfruttato meno i vantaggi fiscali. Nel 2019 si prevede anche un’evoluzione dei progetti avviati dalle grandi imprese, soprattutto in termini di utilizzo dei dati raccolti, ancora poco sfruttati rispetto al loro potenziale.

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