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Innovazione e sostenibilità: le sfide della finanza

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

25 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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  • La Bce ha deciso di creare un centro sul cambiamento climatico per riunire tutto il lavoro che si svolge all’interno della banca su queste questioni

  • Dal 2015 a oggi le attività gestite dai fondi d’investimento Esg sono aumentate a livello globale di oltre il 170%

Durante l’evento dell’Associazione Italia per l’analisi finanziaria (Aiaf) per i 50 anni dell’istituto si sono discussi dei temi della sostenibilità e della digitalizzazione nel mondo della finanza

Innovazione e sostenibilità. Queste le parole chiave per la finanza del futuro.
Nei mesi scorsi lo shock provocato dalla pandemia di covid-19 ha fatto riemergere diverse fragilità economiche, sociali e ambientali a livello globale, acuendo i rischi legate a queste. “La pandemia ci ha colto impreparati, ma siamo assolutamente determinati a implementare tutte le sfide che abbiamo individuato: innovazione, digitalizzazione e trasversalità. Per noi è un orgoglio e anche una sfida ridefinire le sfide dell’associazione, che oggi vuole essere rilanciata con quello che chiamiamo Next Generation Aiaf'”. E’ quanto ha detto Davide Grignani, presidente dell’Associazione Italia per l’analisi finanziaria (Aiaf),intervenendo all’evento dell’Aiaf per i 50 anni dell’istituto.
La sostenibilità è uno dei temi che è emerso con prepotenza. E gli Esg sono risultati essere sempre più importanti soprattutto per le aziende.

“Negli ultimi anni i cambiamenti climatici e, più in generale, la transizione verso un modello di sviluppo sostenibile hanno assunto un’importanza crescente. Secondo il paradigma della finanza responsabile, l’obiettivo dell’azienda rimane la creazione di valore, tenendo però conto di principi quali il riconoscimento di un equo compenso ai lavoratori, il rispetto di valori etici e sociali, la protezione dell’ambiente. La finanza sostenibile, o responsabile, integra i principi ambientali, sociali e di governance (environmental, social and governance, Esg) nelle decisioni degli operatori finanziari – sottolinea Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della Bce, intervenendo al 50 anniversario dell’Aiaf – Essa costituisce un’importante innovazione al fine di porre il sistema finanziario al servizio del benessere collettivo; è divenuta uno strumento fondamentale per far fronte ai rischi climatici, resi progressivamente più gravi dall’emersione di danni ambientali irreversibili.”

“Per stimolare l’apporto della finanza sostenibile, è essenziale che gli strumenti finanziari offerti ai risparmiatori siano affidabili e facilmente comprensibili. Occorrono informazioni esaustive sull’effettiva rispondenza degli investimenti a criteri di sostenibilità”, continua Panetta, “E’ inoltre necessario che i prestatori di fondi siano in grado di vagliare i progetti d’investimento e di valutarne la coerenza con i loro obiettivi sia finanziari sia non pecuniari“, aggiunge Panetta. “I dati oggi disponibili sono scarsi e di qualità insoddisfacente. Ad esempio, i rating Esg, relativi alle singole aziende elaborati da diversi analisti, fanno riferimento a metodologie disomogenee e risultano tra loro poco correlati. Anche in questo caso sono auspicabili interventi di carattere normativo”, dichiara Panetta.

Esg

Dal 2015 a oggi le attività gestite dai fondi d’investimento Esg sono aumentate a livello globale di oltre il 170%. Dal gennaio all’ottobre del 2020 in Europa questa categoria di fondi ha registrato afflussi netti di risparmio per oltre 150 miliardi di euro, 80% in più rispetto all’analogo periodo del 2019. Secondo gli operatori la tendenza è destinata a proseguire.

Questo cambio di passo, riferisce Panetta, riflette in primo luogo la spinta delle Autorità a livello globale, ma riflette anche la consapevolezza dei temi sociali e ambientali acquisita dalle nuove generazioni meno inclini a separare le decisioni di consumo e investimento dalle questioni legate alla sostenibilità. Secondo le Nazioni unite l’attuazione dell’Agenda 2030 richiederà dai 5 mila ai 7 mila miliardi di dollari di investimenti annui. La Commissione europea valuta che il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Ue, per il 2030, richiederà fino a 260 miliardi di euro di nuovi investimenti annui nel prossimo decennio. “La possibilità di attuare programmi d’investimento di questa portata dipenderà dal costo e dalla disponibilità di risorse finanziarie. Un costo del capitale più basso rispetto agli investimenti tradizionali, il cosiddetto green premium, potrebbe stimolare l’avvio di progetti sostenibili”, sottolinea Panetta.

La Bce

Il ruolo della Bce in questo nuovo mondo non è però secondario. L’istituto ha infatti “avviato una riflessione sul suo contributo alla crescita responsabile” e, come istituzione “attenta ai bisogni dei cittadini, sia quelli di oggi, sia quelli di domani” e dunque ha l’obbligo di volgere la sua attenzione alle esigenze dello sviluppo sostenibile, continua Panetta. E proprio oggi, 25 gennaio che la Bce ha deciso di creare un centro sul cambiamento climatico per riunire il lavoro fatto sulle questioni climatiche. Questa decisione riflette la crescente importanza del cambiamento climatico per l’economia e per la politica della Bce, nonché la necessità di un approccio più strutturato. La nuova unità, si legge dalla nota, sarà composta da una decina di dipendenti che lavoreranno con i team esistenti in tutta la banca, e riferirà al presidente della Bce, Christine Lagarde, che sovrintende i lavori della banca sui cambiamenti climatici e la finanza sostenibile. “Il cambiamento climatico colpisce tutte le nostre aree politiche”, ha affermato Lagarde. “Il centro sul cambiamento climatico fornisce la struttura di cui abbiamo bisogno per affrontare la questione con l’urgenza e la determinazione che merita”.

“Lo sviluppo della finanza sostenibile richiede infine una stretta cooperazione a livello globale, anche in considerazione della percentuale assai elevata (nell’ordine del 90%) delle emissioni mondiali prodotte al di fuori dai confini europei. Il coordinamento è indispensabile, ad esempio, al fine di adottare regole e prassi comuni riguardo alla tassonomia e ai criteri di disclosure non finanziaria, nonché di definire modalità con cui prevenire comportamenti opportunistici e arbitraggi normativi. La presidenza del G-20 per l’anno in corso offre all’Italia un’occasione unica per collocare questi temi al centro dell’agenda internazionale”, dichiara Panetta.

E infine guardando all’attualità con il focus sull’Italia il membro del Comitato esecutivo della Bce, sottolinea come il programma Next generation Ue offre delle grandi opportunità. “Un’occasione unica per rilanciare la crescita, orientandola verso percorsi sostenibili. Se utilizzate in modo accorto per innalzare la dotazione di capitale umano, per investire in tecnologia, per la salvaguardia dell’ambiente, quelle risorse possono aiutarci a trasformare una crisi con risvolti drammatici in un’occasione di crescita e di progresso. Dobbiamo cogliere questa opportunità con tempestività, ambizione e lungimiranza”. In questo contesto, “la finanza responsabile può svolgere un ruolo di rilievo per riconciliare lo sviluppo con i valori ambientali, etici e sociali. La prossima strategia europea sulla finanza sostenibile offre l’occasione per allineare i flussi finanziari a tali valori”, conclude Panetta.

Giorgia Pacione Di Bello
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