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Dall'aratro alla biometria: la rivoluzione dei servizi finanziari in India

05 Marzo 2019 · Teresa Scarale · 3 min

  • Il piano indiano di inclusione finanziaria, lanciato nel 2014, sta dando i suoi frutti. ossia ampliare e rendere conveniente l’accesso ai servizi finanziari

Alla vigilia delle elezioni, una cosa è certa: il governo Modi ha messo in atto per l’India una vera e propria rivoluzione digitale, impensabile fino a pochissimi anni fa. E l’industria dei servizi finanziari ne beneficia ad un ritmo esponenziale

Jan Dhan Yojana è in India il nome del piano di inclusione finanziaria varato dal governo Modi nel 2014. Il suo scopo è quello di di ampliare e rendere appetibile l’accesso ai servizi finanziari per una popolazione che è arrivata alla soglia del miliardo e 400 milioni di persone, e che usa ancora in larga parte il contante. Ma il ritmo del cambiamento è talmente rapido che in pochissimi anni un’economia largamente informale si troverà ad essere completamente digitale. Beneficiando, a smentita di tutte le classiche teorie dello sviluppo, di quel “salto” diretto dall’economia tradizionale a quella digitale, come la Cina e altri paesi emergenti.

Aadhaar

Si chiama così il sistema di riconoscimento biometrico (di cui We Wealth aveva già parlato) universale messo a punto dal governo Modi per tenere traccia della storia del credito degli abitanti del subcontinente indiano. Il che renderà, e di fatto sta rendendo, più facile per gli istituti di credito indiani offire i loro servizi più diffusamente e in maniera più efficiente. In India il numero di transazioni non effettuate in contanti è bassissimo. Si tratta di meno di 11 pro capite all’anno. Uno dei livelli più modesti tra le più grandi economie mondiali. Ciò è dovuto ad un’avversione ai pagamenti non in contanti sia in campagna che nelle città. Del resto, uno dei problemi più evidenti era la mancanza di infrastrutture di pagamento in tutto il Paese.

300 milioni di nuovi conti bancari in pochi anni

Ci sono voluti 7 anni. Ma da quando il sistema di riconoscimento biometrico Aadhaar è in azione sono circa 1,2 miliardi gli indiani ora identificabili tramite l’impronta digitale, il Dna o la scansione della retina.Il risultato immediato sul comparto dei servizi finanziari è stato quello dell’apertura di 300 milioni di nuovi conti correnti bancari. A catena, si sta assistendo alla contrazione del mercato nero, nonché all’aumento del rating dell’India da parte delle agenzie Moody’s e Standard and Poor’s. Aadhaar permette addirittura agli utenti di effettuare trasferimenti di denaro con il proprio telefono cellulare attraverso l’uso di un proprio codice univoco di identificazione.

L’outlook di Gam sull’India

La Tigre è il secondo Paese al mondo per numero di utenti internet. Tim Love, responsabile strategie azionarie Paesi Emergenti di Gam Investments, ritiene che, nonostante le valutazioni del listino indiano inizino ad essere costose se confrontate con gli altri emergenti, le opportunità da ricercare selettivamente non mancano. La valuta Indiana è diventata più stabile, così come più stabili sono diventate le prospettive di lungo periodo in termini di rating del credito. La digitalizzazione, la riduzione del numero di transazioni in denaro contante e l’approvazione della legge relativa alla Goods and Services Tax (che istituisce di fatto un’unica tassa indiretta nazionale) non potranno incrementare il vasto potenziale del Paese.

Il gestore cita poi la ricerca di Morgan Stanley, “India’s Digital Leap-The Multi-Trillion Dollar Opportunity”. Il potenziale di crescita in India è enorme. Si prevede che il Pil sarà in grado di raggiungere i 6 trilioni di dollari entro il 2027, sulla scia della trasformazione digitale messa in atto Modi. Se così fosse, l’India diventerebbe la terza economia a livello globale dopo Stati Uniti e Cina. Un “emergente” decisamente da monitorare.

Nam June Paik, Golden Buddha, Art Basel
Teresa Scarale
Teresa Scarale
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