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India: lo scenario economico alla vigilia delle elezioni

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

19 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Le prossime elezioni indiane si terranno nel maggio 2019, come quelle europee

  • Il Paese ha sofferto i venti avversi che hanno soffiato su tutti i titoli del comparto emerging, complici alcuni interventi normativi del Governo non adeguati alla situazione economica in corso

  • Ma altre leggi hanno invece prodotto importanti incentivi e benefici sull’attività economica della Tigre, che resta ormai la numero uno al mondo per tasso di crescita

Lo scorso anno il subcontinente indiano ha scontato flussi di capitali in uscita, come tutti gli emergenti. Ma, alla soglia delle nuove elezioni politiche, resta l’economia a più alto tasso di crescita al mondo. Comgest ne analizza luci e ombre per questo 2019

Non solo quelle europee, il 2019 vedrà anche le elezioni in India. E il subcontinente indiano, forte del suo miliardo di abitanti e della sua economia in rapida crescita, non può restare ignorato dagli investitori, soprattutto quelli a caccia di elevati rendimenti non timorosi del rischio. Lo sa bene Comgest, asset manager specializzato in mercati emergenti e di frontiera. Manish Shah, gestore del fondo Comgest Growth India di Comgest, dipinge allora il suo scenario alla vigilia di questo importante avvenimento politico.

Il 2017: la demonetizzazione

Nel 2017 il mercato indiano è stato sostenuto sia dai flussi interni generati dalla demonetizzazione sia dagli apporti degli investitori istituzionali esteri. Questo, nonostante lo sconvolgimento dell’economia dovuto dagli effetti post demonetizzazione e all’introduzione dell’imposta sui beni e servizi (la Good & Services Tax, GST).

Il 2018

Il 2018 anche in India è stato un anno di eccezionale volatilità. I rendimenti dei titoli di Stato nazionali sono aumentati, l’indice indiano delle mid cap è calato. Per non parlare dell’aumento del prezzo del greggio e del deprezzamento della rupia. Le ragioni di questa volatilità sono in parte da ricercarsi a livello locale, in particolare nell’indebolimento della posizione politica dell’attuale partito di maggioranza unito a un aumento del programma di indebitamento.

Il doppio shock della demonetizzazione e dell’introduzione della GST ha l’anno scorso esaurito i suoi effetti. E, nei primi mesi dell’anno, i consumi hanno iniziato a migliorare lentamente. In fine d’anno però il partito al goevrno ha subito sconfitte elettorali in tre stati, e ciò ha aumentato il nervosismo politico. A farne le spese, il Governatore della Reserve Bank of India, il quale ha rassegnato le sue dimissioni.

Gli afflussi (e i deflussi) esteri

Il mercato nel 2018 è stato sostenuto da continui afflussi da parte di investitori nazionali (15,9 miliardi di dollarisolo dagli Usa). Gli investitori istituzionali esteri hanno invece disinvestito (4,4 miliardi di dollari per le azioni e 6,7 miliardi di dollari per le obbligazioni).

La contrazione (momentanea)

In linea con tutto il comparto emerging, nel 2018 l’indice Msci India ha perso il 7,3% in dollari (-2,6% in euro) e il fondo ha sottoperformanto il benchmark. In termini settoriali, la sottoesposizione del fondo al settore energetico (Reliance) e ai beni primari (Hindustan Unilever) è stata penalizzante a causa dell’incremento dei prezzi delle materie prime e delle valutazioni elevate. Invece, il sovrappeso nei settori industriale e delle utility ha portato a una sottoperformance relativa.

Le sottoperformance

Tra i titoli peggiori del fondo ci sono le midcap del settore industriale, a causa di alcuni interventi legislativi. Complessivamente però Comgest dice che gli utili del fondo registrano un buon andamento. In seguito alla correzione delle quotazioni azionarie e al calo dei rapporti prezzo/utili previsti, l’asset manager ha poi aumentato in modo selettivo alcune posizioni.

I titoli che hanno performato bene nel 2018

La conglomerata finanziaria Housing Development Finance Corporation ha registrato un’accelerazione nella concessione di mutui ipotecari. Ciò segnala il miglioramento della domanda di alloggi residenziali in seguito all’approvazione, a maggio 2017, della legge sul mercato immobiliare “Real Estate Regulation Act”, che prevede incentivi per gli acquirenti. Le sue controllate Life Insurance e Mutual Fund, entrambe leader nei rispettivi settori, hanno raggiunto una valutazione molto più alta del previsto dopo la quotazione in borsa.

La società energetica Power Grid continua ad essere la principale posizione del fondo. L’attuale programma di investimenti in conto capitale e rendimenti regolamentati fornisce una forte evidenza sulla crescita degli utili di qui a cinque anni.

Il 2019

Nel 2019 il tema dominante sarà l’inasprimento monetario. Questo cambiamento giunge in un momento di scarsa crescita a livello mondiale e di tassi di interesse in aumento. “Sulla scia dello stallo della crescita, i prezzi delle materie prime agricole dovrebbero favorire un calo dell’inflazione. I mercati emergenti importatori di materie prime, come l’India, possono tirare un sospiro di sollievo visto il ritorno della stabilità macroeconomica”.

Le tensioni sul mercato perdureranno fino a maggio 2019 quando si svolgeranno le elezioni politiche. Ad oggi, si prevede un governo di coalizione. Un governo di coalizione instabile sarebbe visto negativamente dai mercati e farebbe probabilmente aumentare il premio per il rischio politico dell’India. Il rallentamento della crescita mondiale, lo spettro della crisi di liquidità per le società finanziarie non bancarie, nonché le incertezze politiche interne che peseranno sulla propensione agli investimenti del settore privato (qui una view sul Pe in India), penalizzeranno la crescita.

Un outlook in sostanza positivo per la crescita

Malgrado i timori, l’India dovrebbe restare l’economia con il maggior tasso di crescita del Pil del (7%). Il disavanzo di bilancio supererà gli obiettivi del governo del 3,3% e ciò limiterà i rendimenti obbligazionari. Un aumento del rapporto impieghi/depositi comporta nel breve termine una pressione sui tassi d’interesse sui crediti.

Le valutazioni restano storicamente elevate a causa di diversi fattori. Le stime sugli utili del 2019 sono probabilmente troppo ottimistiche, anche dopo le recenti revisioni al ribasso. Il sentiment degli investitori nazionali è comunque tutt’altro che negativo, anche se non più euforistico. Comgest ritiene che il portafoglio, grazie all’elevato livello qualitativo dei titoli detenuti (basso indebitamento, redditività elevata, elevato potere di determinazione dei prezzi ecc.), ai fattori trainanti di crescita strutturale e alle valutazioni ragionevoli, sia ben posizionato per affrontare diversi scenari di mercato, incluso quello attuale.

Teresa Scarale
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