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Illuminazioni (per gli investimenti) sulla via della Brexit

15 Ottobre 2018 · Teresa Scarale · 5 min

A pochi mesi dalla Brexit, quali sono gli asset su cui conviene investire, quali quelli di cui conviene disfarsi? Gli scenari cambiano a seconda di separazione consensuale o meno. Lo spiega Pimco

Brexit, nulla di fatto ancora sulla via della separazione consensuale, ma non è detta l’ultima parola. Sta infatti iniziando un altro periodo di negoziati accelerati. E gli investitori? Quali mosse adottare di qui ai prossimi mesi? La valutazione degli esperti del gestore Pimco è che un certo numero di attività britanniche abbia già prezzato la possibilità concreta di una Brexit non consensuale e quindi destabilizzante. Vi è tuttavia spazio per ulteriori passi, sia in una direzione che nell’altra, a seconda della virata degli ultimi negoziati.

Brexit, forse alla fine…

Vissero tutti felici e contenti. Secondo gli analisti di Pimco, l’ipotesi di base è quella di un esito cooperativo, costruito in modo da arrivare a fine dicembre 2020. Gli incentivi per giungere ad una separazione consensuale sono forti da entrambe le parti. Per l’Ue, questo garantirebbe che la Gran Bretagna contribuisca al bilancio comunitario fino alla fine dell’attuale periodo fiscale (dicembre 2020). Per il Regno Unito invece, la cosa comporterebbe un attutimento del rischio di una separazione brusca e rapida, un evento per il quale l’economia non è preparata.

Le obbligazioni britanniche

Gli analisti di Pimco sostengono che per le obbligazioni, i rendimenti britannici sono stati correlati a quelli in euro, nonostante il Regno Unito abbia già iniziato il suo ciclo a rialzo dei tassi di interesse. Ciò è dovuto al fatto che alcuni operatori del mercato si aspettano che il ciclo monetario britannico possa fermarsi (o addirittura invertirsi) nel caso di una Brexit non consensuale. In sintesi, i rendimenti d’Oltremanica hanno seguito quelli delle aree in cui il ciclo restrittivo post Qe deve ancora iniziare.

La sterlina

La sterlina britannica si trova tra il 5% e il 10% al di sotto del suo fair value a lungo termine, che gli analisti attribuiscono principalmente al rischio Brexit. Guardando al mercato delle obbligazioni corporate in valuta, le banche inglesi continuano a negoziare un premio di rendimento, che si attribuisce ancora al rischio Brexit. Di contro, la maggior parte degli imprenditori inglesi negozia in linea con le imprese del medesimo settore.

Brexit cooperativa: meglio sottopesare

Per questo motivo, gli analisti di Pimco ritengono che vi siano buone ragioni per ridimensionare adeguatamente le esposizioni verso attività che potrebbero beneficiare di una Brexit cooperativa. In una Brexit cooperativa, ci si aspetterebbe che i rendimenti dei titoli di stato britannici restino inferiori ai bund tedeschi e ai titoli del tesoro statunitensi e si vede un margine per un costante apprezzamento della sterlina inglese e per il debito bancario britannico che resta inferiore all’ampio debito finanziario.

In caso di Brexit brusca…

Titoli e valuta

Gli analisti di Pimco ritengono sia prudente prendere in considerazione adeguate garanzie sul portafoglio contro una Brexit dirompente. In un tale risultato, i rendimenti dei titoli britannici potrebbero diminuire di 25-40 punti base, la sterlina britannica scenderebbe probabilmente di un ulteriore 5% -10% e il debito delle banche commerciali britanniche subirebbe ulteriori pressioni.

Gli immobili

Anche gli asset class come gli immobili commerciali vedrebbero probabilmente un calo della liquidità a causa dell’incertezza economica. Per i portafogli per attività Uk meno liquide, si ritiene che la sterlina britannica sia un valido strumento per coprire il rischio complessivo di portafoglio. Non solo è sensibile al rischio Brexit, ma è anche altamente liquido. In questo modo, i gestori di portafoglio potrebbero cercare di attenuare la volatilità del portafoglio a breve termine, senza essere obbligati a effettuare transazioni in titoli meno liquidi nel portafoglio.

In conclusione

Entrambi gli stati del mondo offrono buone opportunità. Bisogna saperle cogliere col proprio gestore.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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