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Il dividend day non ferma Piazza Affari

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

18 Maggio 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Lo stacco dei dividendi non ferma il Ftse Mib, che guadagna terreno nel giorno dei dividendi

  • La Consob comunica la sospensione del divieto temporaneo di vendite allo scoperto

Nonostante lo stacco della cedola di nove società del Ftse Mib, Piazza Affari corre. Intanto la Consob sospende il divieto di short selling con un mese di anticipo

Corrono le borse, sulla scia della ripartenza e delle buone notizie arrivate dalla società statunitense di biotecnologia Moderna in merito ai primi risultati definiti “positivi” della sperimentazione di un potenziale vaccino per il coronavirus. Piazza Affari registra un netto rialzo, nonostante la giornata impegnativa segnata dallo stacco della cedola da parte di nove big del Ftse Mib. In particolare, il pagamento dei dividendi, che secondo i calcoli di Borsa Italiana, pesa sul Ftse Mib per lo 0,86%, ha visto coinvolte A2A, Azimut Holding, Buzzi Unicem, Eni, Generali, Italgas, Prysmian, Recordati e Saipem. Molte le società che mancano all’appello dopo lo stop fino ad ottobre a dividendi e buyback per gli istituti di credito arrivato dalla Bce.

Per Stefano Turlizzi, gestioni individuali e analisi quantitativa di Cassa Lombarda, il rimbalzo dei mercati è stato “sorprendente” viste le attuali condizioni economiche: “c’è una discrepanza tra il recupero degli indici (ndr, sia per quanto riguarda gli Stati Uniti che l’Italia) e l’andamento degli utili sottostanti che rimane molto debole, forse più delle previsioni” spiega Turlizzi a We Wealth.

Intanto arriva lo stop al divieto di short selling in Borsa. Lo comunica la Consob dopo l’annuncio, lo scorso 17 marzo, del divieto di assumere nuove posizioni nette corte e incrementare le posizioni nette corte esistenti per un periodo di tre mesi. La decisione era stata presa sulla base della considerazione che  le incertezze legate all’impatto della pandemia di Covid-19 sull’economia rappresentassero  una “seria minaccia” alla fiducia degli investitori.  “Alla luce della flessione uniforme dei mercati finanziari e delle significative incertezze sul loro andamento futuro, la Consob, adottando questa misura eccezionale, ha voluto impedire che un incremento delle posizioni nette corte potesse avere un effetto pro-ciclico” evidenzia l’organo di controllo del mercato finanziario italiano.

Tuttavia, si legge nel comunicato ufficiale, alla luce della progressiva normalizzazione delle condizioni generali di mercato (a cui tuttavia si è associata una riduzione della liquidità), la Consob, in consultazione con l’Esma e con le autorità di Austria, Belgio, Francia, Grecia e Spagna, che hanno adottato misure analoghe, ha deciso di sospendere il divieto alle posizioni nette corte, che terminerà alle ore 23.59 del 18 maggio 2020, continuando però a monitorare attentamente l’andamento generale dei mercati finanziari. Infine, ricorda la nota, rimane in vigore la decisione dell’Esma che impone un obbligo di notifica delle nuove posizioni nette corte che raggiungono la soglia dello 0,1% del capitale sociale.

Secondo Turlizzi, la mossa della Consob è benvenuta anche se “si potrebbe creare ulteriore pressione ribassista sui mercati qualora questi ultimi dovessero riprendere a seguire l’andamento degli utili”, questo in un momento in cui “non ci sono grandi flussi di denaro verso i mercati azionari”.

Virginia Bizzarri
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