PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Il 2019 sarà l'anno della frammentazione economica

27 Novembre 2018 · Giorgia Pacione Di Bello · 2 min

  • Gli Stati Uniti sono gli unici che potranno vantare nel 2019 una crescita sostenuta (2,5%). L’eurozona subità una battuta d’arresto e la situazione Italiana rischia di diventare un pericolo per l’eurozona, se non si riuscirà a trovare un compromesso

  • L’incognita Brexit resta ancora senza una vera risposta. Se la situazione dovesse precipitare e si andasse per l’Hard Brexit l’economia inglese subirà un calo, mente nel caso in cui si scelta una Soft Brexit, dopo un primo momento di stallo, vedrà una crescita

La crescita economica nei vari Paesi subirà una battuta d’arresto. Le cause sono di diversa natura: si va dalle tensioni commerciali internazionali all’inasprimento dei rischi politici

Il 2019 sarà l’anno della desincronizzazione delle economie dei Paesi. Le diverse regioni – secondo Union Bancarie Privéè (Ubp) – perderanno il loro slancio e il loro andamento sarà sempre meno sincronizzato. Questo sarà dovuto a diversi fattori che a modo loro andranno a caratterizzare, in modo unico, l’economia di ogni singolo Paese. L’inasprirsi dei rischi politici, l’indebolimento della domanda interna, le guerre commerciali internazionali e una politica monetaria restrittiva, svolgeranno un ruolo centrale nel rallentamento delle economie dei  Paesi.

Stati Uniti d’America
Negli Usa la situazione economia nn dovrebbe subite forti rallentamenti. La crescita raggiungerà il 2,5% nel 2019 e gli investimenti e la domanda interna statunitensi saranno sostenuti dalla riforma fiscale delle imprese, dai tassi sempre bassi e dagli incentivi alle imprese per creare nuovo lavoro sul mercato interno. Inoltre, sottolinea Ubp, alcuni progetti infrastrutturali presentati all’inizio della presidenza Trump potrebbero essere riproposti nel 2019, alimentando la domanda da parte del settore pubblico.

Eurozona
Nell’Eurozona il tasso di crescita, pari al 2,1% nel 2018, dovrebbe scendere sotto la soglia all’1,9%. L’Europa sta subendo e continuerà a subire le tensioni commerciali con gli Stati Uniti e, dopo la situazione di stallo sull’acciaio, non c’è alcuna garanzia che le industrie automobilistiche europee riescano a sfuggire a una revisione dei dazi doganali.

Per quanto riguarda l’Italia, Ubp sottolinea come nel 2018 la Bce ha acquistato il 20% del debito pubblico italiano all’emissione. nel 2019 scenderà al 5% con il rischio di esercitare nuove pressioni al rialzo sui rendimenti italiani quando i titoli. Se questo si dovesse verificare nel nuovo anno, i rendimenti delle obbligazioni italiane rischiano di infrangere il livello del 4%, inasprendo il pericolo di default nel sistema bancario. Secondo Ubp, dopo una prima fase di scontro, questa si concluderà con un compromesso, “salvando ancora una volta dal baratro l’area euro”.

Brexit
L’accordo sull’uscita del Regno Unito dell’Ue scricchiola ancora. Se, infatti, questo non dovesse passare in parlamento e il 29 marzo 2019 si verificasse una hard Brexit, il danno all’economia del Regno Unito sarebbe notevole. La sua crescita economica potrebbe diminuire in media del 5%, e persino di uno spaventoso 8-10% se altri partner commerciali come gli Stati Uniti dovessero ritardare la firma di nuovi accordi. Se, d’altra parte, tutto dovesse andare bene la crescita del Regno Unito potrebbe risalire al 2%, dopo un primo momento di stallo.

Cina
Secondo le previsioni di Ubp, la crescita economica dovrebbe stabilizzarsi intorno al 6% l’anno prossimo. Inoltre, non si deve escludere che Usa e Cina riescano a trovare un armistizio nella loro guerra commerciale. Di questo ne beneficerebbe la crescita.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
VUOI LEGGERE ALTRI ARTICOLI SU: