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I miliardari cinesi guidano la ricchezza mondiale

26 Ottobre 2018 · Giorgia Pacione Di Bello · 2 min

  • In Italia la ricchezza dei miliardari è cresciuta del 12% arrivando a 170,4 miliardi di dollari

  • A livello mondiale la maggior crescita si è avuta in Asia e in particolare in Cina

Secondo il nuovo report pubblicato da Ubs la ricchezza mondiale dei paperoni è cresciuta di 1.400 miliardi di dollari nel 2017

Nel 2017 la ricchezza dei miliardari italiani è crescita del 12% arrivando a 170,4 miliardi di dollari. Secondo il report “New visionaries and the chinese century” pubblicato il 26 ottobre da Ubs, il numero di paperoni italiani è cresciuto da 42 a 43 e il 47% di questi è rappresentato da self made man, che oggi detengono il 54% della ricchezza complessiva italiana. I tre settori di attività dei miliardari italiani sono stati soprattutto i beni di consumo/vendite al dettaglio, seguito dal settore industriale e da quello dei servizi finanziari.

Ma questa crescita non riguarda solo l’Italia. Nel 2017 la ricchezza dei miliardari è aumentata di ben 1.400 miliardi di dollari. Questa crescita però da ricondurre in gran parte ai miliardari cinesi. Questi sono infatti passati da 318 a 373 e il loro patrimonio è cresciuto del 39%, arrivando a 1.120 miliardi di dollari. Nel 2006 in Cina c’erano solo 16 miliardari. Oggi, a 30 anni dal momento in cui il governo ha consentito la costituzione della prima impresa privata, sono 373 − quasi un quinto del totale mondiale. Il 97% dei miliardari cinesi sono self made man, e sono leader nei settori della tecnologia e vendite al dettaglio. Nel 2017 sono diventanti paperoni 39 imprenditori cinesi sono diventati, il triplo rispetto agli Stati Uniti ed Emea.

Ma non solo i miliardari cinesi stanno crescendo più di quelli americani, ma stanno anche sfidando il tradizionale dominio statunitense nell’imprenditorialità tecnologica. Nel 2017 hanno infatti raggiunto gli Stati Uniti in termini di volume di finanziamento in capitale di rischio alle start-up, e hanno registrato quattro volte più brevetti legati all’intelligenza artificiale e tre volte più brevetti legati a blockchain e criptovalute rispetto ai loro omologhi a stelle e strisce.

Al secondo posto, come velocità di crescita, ci sono i miliardari europei. Questi sono 629 (29% della popolazione mondiale dei miliardari) e sono in crescita del 7%. Grazie all’apprezzamento della valuta la crescita del loro patrimonio è stata pari al 17%, raggiungendo i 2,5 miliardi di dollari. Per quanto riguarda le Americhe, la crescita della ricchezza è stata pari al 12% (3.600 miliardi di dollari) ed è stata la più lenta rispetto al tasso globale. La regione continua comunque a vantare la maggiore concentrazione di ricchezza proveniente dal settore tecnologico.

Un aspetto importante che ha sottolineato il report è la presenta dei “self made man” e del loro nuovo contributo alla ricchezza. Questi soggetti sono infatti stati gli artefici dell’80% delle 40 innovazioni più rivoluzionarie negli ultimi 40 anni. Nel 2017, 199 persone sono riuscite a diventare miliardari grazie alla propria iniziativa imprenditoriale. Alcuni esempi sono: la blockchain, i prestiti peer to- peer, la genomica e l’energia verde.

La prossima generazione

Un aspetto che ha sottolineato la ricerca riguarda il prossimo passaggio generazionale. E questo perché ci sono 701 miliardari con un’età superiore ai 70 anni il cui patrimonio nei prossimi 20 anni passerà agli eredi e a organizzazioni filantropiche.
Questo aspetto non è da sottovalutare perché i miliardari più giovani sono il motore della crescita dei settori della filantropia e degli investimenti sostenibili, dato che utilizzano il proprio patrimonio per generare un impatto sociale positivo. Più di un terzo (38%) dei family office si dedica infatti agli investimenti sostenibili e quasi la metà (45%) prevede di aumentare i propri investimenti sostenibili nei prossimi 12 mesi.

Paolo Federici, Ubs Global Wealth Management Italy Market Head, ha commentato dichiarato come “stiamo assistendo a una nuova ondata di imprenditorialità a livello globale guidata da miliardari all’avanguardia nell’innovazione. Oltre a creare posti di lavoro e prosperità, le loro iniziative hanno un impatto che va al di là dell’economia. Sta emergendo, infatti, una nuova generazione che vede un’opportunità nelle principali sfide ambientali e sociali alle quali l’umanità deve far fronte. In particolare, i miliardari asiatici sono giovani e incontenibili. Trasformano continuamente le loro aziende, sviluppano nuovi modelli di business ed entrano rapidamente in nuovi settori. Si sono in gran parte fatti da sé e sono determinati a sfruttare uno dei momenti migliori nella storia per la nuova imprenditorialità e a contribuire a un cambiamento positivo della società».

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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