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Hong Kong: troppa dipendenza da segmento vita

Hong Kong: troppa dipendenza da segmento vita

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Redazione We Wealth
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30 Luglio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • I dati fanno emergere come il settore assicurativo di Hong Kong sia dominato dal segmento vita che rappresenta una quota superiore al 90%

  • Le Autorità locali sta rilasciando delle nuove licenze per le compagnie di assicurazione vita esclusivamente digitali

Il ramo assicurativo ad Hong Kong vale 66 miliardi di dollari e vede uno squilibrio marcato verso il segmento vita che a causa del Covid-19 vedrà un calo consistente nella crescita

Assicurazioni in difficoltà a causa del Covid-19. Questo ad Hong Kong vale circa 66 miliardi di dollari ed è destinato a registrare una crescita inferiore nel 2020. I premi totali che sono cresciuti del 6,3% nel 2019 nel 2020 dovrebbero crescere solo dell’1,46%. A dirlo è l’ultima analisi prodotta da GlobalData.

I dati fanno emergere come il settore assicurativo di Hong Kong sia dominato dal segmento vita che rappresenta una quota superiore al 90%. Si prevede inoltre come quest’anno ci sarà una crescita dell’1,51%, a fronte di una previsione pre Covid-19 del 6,7%. Non bene neanche la quota danni, che rappresenta solo il 10% del mercato assicurativo. Su di questo si stima una crescita dell’1%. Pre Covid-19 questo sarebbe invece dovuto crescere del 4,4%. “Si prevede che il business assicurativo sarà influenzato negativamente dai disordini sociali prevalenti nel Paese, in quanto una parte significativa della domanda ha sede fuori dalla Cina continentale” commenta Swarup Kumar Sahoo, analista assicurativo di GlobalData

A tutto questo si deve anche aggiungere che gli assicuratori sono esposti al rischio di un minore rendimento degli investimenti, soprattutto per quelli che riguardano le obbligazioni societarie. Queste infatti sono state pesantemente colpite dalla pandemia e dunque anche gli investimenti collegati ne risentono maggiormente. I tassi di interesse di riferimento della banca centrale sono infatti scesi dall’1,65% di fine marzo 2020 allo 0,5% della prima settimana di giugno 2020, indicando una pressione sui rendimenti.

Le assicurazioni asiatiche non si fermano. E per cercare di mitigare gli effetti della chiusura aziendale stanno puntando sempre di più sul lato digitale. E dunque si cercano di sviluppare piattaforme ad hoc che possano supportare le imprese e le attività online. Manulife, il quarto assicuratore vita di Hong Kong, per esempio ha  da poco creato una piattaforma di vendita virtuale per consentire ai clienti di connettersi con gli agenti online, per richiedere dei prodotti e delle transazioni. A questo si accompagna anche l’aiuto dell’autorità che sta rilasciando delle nuove licenze per le compagnie di assicurazione vita esclusivamente digitali. Ricordiamo che il comparto vita è quello maggiormente sviluppato ad Hong Kong. E che dunque sta creando anche i maggiori squilibri.

“L’eccessiva dipendenza dalle attività di assicurazione sulla vita rende difficile per gli assicuratori, che dovranno far fronte a vendite inferiori, rendimenti incerti e richieste di risarcimento in aumento. La recrudescenza dei tassi di infezione di Covid-19 e la possibile reimposizione di restrizioni di blocco potrebbero far deragliare ulteriormente le prospettive di recupero del business assicurativo”, conclude Sahoo.

Redazione We Wealth
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