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Hermes IM, outlook di mezza estate: i temi bollenti

Hermes IM, outlook di mezza estate: i temi bollenti

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

03 Luglio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • A oltre dieci anni dalla crisi finanziaria più virulenta del Nuovo Millennio gli Usa sono l’economia occidentale più dinamica e florida

  • La apparente mancanza di inflazione americana ha cambiato le carte in tavola alla banca centrale americana, indirizzandola verso una politica più accomodante dato che l’economia è in rallentamento

  • Anche sul versante Cina si vede un certo rallentamento come negli Usa, senza dimenticare che una crescita al 6% è comunque fortissima. E in Europa la questione Brexit non si è ancora risolta

  • Il rischio principale, tuttavia, non è la Brexit o la Cina o l’inflazione statunitense, ma ciò che dicono soggetti come Extinction Rebellion e gli studenti scesi in strada per protestare contro il cambiamento climatico

Il 2019 ha scavallato la metà dell’anno, e i temi caldi sono molti. Dagli Usa all’Europa, li analizza Saker Nusseibeh, ceo di Hermes Investment Management nel suo outlook

Hermes IM, outlook in corso d’opera: gli Usa

A oltre dieci anni dalla crisi finanziaria più virulenta del Nuovo Millennio gli Usa sono l’economia occidentale più dinamica e florida. La “stranezza” in questo caso è che l’inflazione non cresce come “dovrebbe” in caso di espansione dell’economia. Parte da quelli che sono tuttora il motore dell’economia mondiale l’analisi di Saker Nusseibeh, ceo di Hermes Investment Management. Courtesy Hermes IM.

Il che mette in difficoltà la Fed. La apparente mancanza di inflazione infatti ha cambiato le carte in tavola alla banca centrale americana, indirizzandola verso una politica più accomodante dato che l’economia è in rallentamento. Le concause? La caduta dei prezzi del petrolio (nel 2020 gli Usa ne diventeranno un esportatore netto), la rigidità salariale. Gli Usa però registrano una robusta crescita della produttività, che rafforza l’economia. La buona salute dell’economia fa il gioco di Trump, in lizza per il suo secondo mandato, che a questo punto secondo l’analista non appare improbabile.

La questione cinese

Il G20 pare aver aperto un nuovo spiraglio, anche se al momento inutile. Assumendo un qualche tipo di accordo commerciale o almeno un allentamento delle tensioni, il ceo vede una conferma di questo contesto di crescita negli Stati Uniti. Anche sul versante Cina si vede un certo rallentamento come negli Usa, senza dimenticare che una crescita al 6% è comunque fortissima. E’ “completamente senza senso l’idea che la trasformazione della Cina da un’economia basata sulle esportazioni a una focalizzata sui consumi possa avvenire da un giorno all’altro”. Si tratta di un processo lungo. Nel frattempo, la Cina continua a investire massicciamente in progetti infrastrutturali, in diplomazia e in risorse estere, come il programma Belt and Road.

L’Europa 2019 nell’outlook di Hermes IM

Come in ogni altra parte del mondo, anche in Europa si è registrato un divario sempre più ampio tra il 10% della popolazione che detiene la ricchezza rispetto al resto. Combinate tutto ciò con un’economia che sta crescendo a stento e otterrete un atteggiamento molto critico della popolazione in generale – come si può vedere in Francia e Germania, e con le elezioni in Italia e Spagna. Questo è il motivo per cui l’Europa non è realmente interessata al tema Brexit, se non per il modo in cui può essere corrosiva per il proprio peso politico. E questa è una differenza fondamentale tra le due parti. Quando la Commissione Europea dice di volere una Brexit ordinata non significa che tema conseguenze economiche, semplicemente vuole evitare un approccio caotico alla negoziazione di contratti o trattati. Il ceo ritiene che se il Regno Unito lasciasse unilateralmente la Ue, nulla cambierebbe realmente fino alla discussione di un nuovo accordo commerciale.

I rischi principali

Il rischio principale, tuttavia, non è la Brexit o la Cina o l’inflazione statunitense, ma ciò che dicono soggetti come Extinction Rebellion e gli studenti scesi in strada per protestare contro il cambiamento climatico. Tutto ciò è interessante almeno da tre punti di vista. Il primo è relativo al fatto che i politici non erano preparati e hanno temporeggiato o evitato la questione, fino a quando tutto si è calmato. Il secondo punto riguarda il modo in cui quanto accaduto riflette la divisione intergenerazionale che sta iniziando a emergere e che sta influenzando il modo in cui gli investitori allocano il capitale. Infine, l’episodio dimostra che la difficoltà di comunicazione non è una prerogativa esclusiva di Brexit. Sembra vi sia un problema generalizzato nella capacità di comunicare opinioni differenti.

Saker Nusseibeh scrive l'outlook di metà anno 2019
Saker Nusseibeh, ceo di Hermes Investment Management. Courtesy Hermes IM
Teresa Scarale
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