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Hermes, 4 prospettive per il 2019 su azionari e obbligazionari

19 Dicembre 2018 · Francesca Conti · 5 min

  • Secondo i gestori di Hermes, molte aziende dei Mercati Emergenti progrediranno nonostante i venti che cambiano e gli investitori potranno trarne vantaggio

  • Con l’aumento di finanziatori alternativi nel mercato europeo dei prestiti, il 2019 dovrebbe essere un anno di continua concorrenza in tutta l’area

Cinque gestori di Hermes, Tim Crockford, Gary Greenberg, Fraser Lundie, Mitch Reznick e Patrick Marshall fanno il punto sul 2018 e guardano alle prospettive per i mercati azionari e obbligazionari nel 2019

Volatilità in ripresa, liquidità, un contesto macroeconomico incerto sono solo alcuni degli elementi che si prospettano per il 2019 sui mercati azionari e obbligazionari. La società di gestione Hermes fa il punto sull’anno quasi trascorso e sulle prospettive per il prossimo, attraverso l’analisi di quattro gestori: Tim Crockford (gestore di Hermes Impact Opportunities Fund), Gary Greenberg (head of Emerging Markets), Fraser Lundie e Mitch Reznick (co-head of Credit) e Patrick Marshall (Head of Private Debt)

Tim Crockford, gestore di Hermes Impact Opportunities Fund

La ripresa della volatilità che abbiamo visto nel 2018, e che ha interessato un’ampia gamma di prezzi degli asset, dovrebbe perdurare nel 2019. Mentre la liquidità creata dalla banca centrale ha trovato il suo ingresso nei mercati degli attivi, aumentando le valutazioni in generale, ci aspettiamo che la continua inversione delle loro politiche monetarie produca l’effetto opposto. Mentre ci aspettiamo di rimanere in un contesto macroeconomico incerto, amplificato dalle guerre commerciali e dal dibattito in corso sulla possibilità e sulla misura in cui i responsabili politici interverranno per controbilanciare questi venti contrari, il nostro approccio agli investimenti rimane invariato.

Continuiamo a cercare nuove idee che si inseriscono nei nostri temi d’investimento che offrono opportunità di crescita emergenti derivanti dall’imperativo globale di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite per il 2030. Ci aspettiamo anche che queste aree emergenti siano quindi meno esposte a rischi geopolitici e macro derivanti da valutazioni di mercato a più lungo termine. Se le aspettative di crescita si attenuano, queste società dovrebbero attirare un premio in termini di valutazione, in quanto meno dipendenti dal ciclo. D’altra parte, se la crescita aumenta, l’incapacità dei mercati di fissare correttamente i prezzi di queste opportunità di crescita emergenti dovrebbe aiutare queste aziende a continuare a realizzare utili superiori alle aspettative. Riteniamo che questo approccio sarà fondamentale per ottenere rendimenti positivi nel tempo, a prescindere da come saranno i venti o dallo scenario macroeconomico.

Gary Greenberg, head of Emerging Markets

I venti a favore che hanno sostenuto i mercati emergenti all’inizio del 2018 – miglioramento della resilienza economica e della produttività aziendale, aumento dei prezzi delle materie prime e un dollaro Usa benevolo – hanno lasciato il posto ai venti contrari delle controversie commerciali, all’inflazione elevata, alla spirale valutaria e al calo dei tassi di crescita. Lo scenario non è facile, ma i mercati emergenti sono più ampi – e migliori – rispetto alle economie colpite dalla crisi che hanno dominato i titoli dei giornali. Crediamo che molte aziende progrediranno nonostante i venti che cambiano, e che gli investitori possono trarne vantaggio.

Allo stato attuale, le prospettive per i mercati emergenti sono positive per il 2019. La concorrenza del mercato azionario americano dovrebbe diminuire man mano che gli utili derivanti dalle riduzioni delle imposte proseguiranno il loro corso, e grandi disavanzi ridurranno i venti a favore di cui ha goduto il dollaro. Il reddito fisso globale dei mercati emergenti è ben supportato dai differenziali di spread e, a nostro avviso, le valute emergenti hanno corretto a sufficienza. Le economie emergenti sono complessivamente in buona salute e la crescita degli utili per il prossimo anno sembra a questo punto positiva, stanno crescendo più velocemente del mondo sviluppato, anche se, come previsto, ci aspettiamo un leggero rallentamento della Cina.

Fraser Lundie e Mitch Reznick, co-head of Credit

La politica monetaria accomodante e la forte domanda sottostante dei consumatori negli Stati Uniti rimangono, ma entrambi hanno probabilmente raggiunto i massimi. Una crescita più lenta, condizioni finanziarie più rigide e un’inflazione potenzialmente più elevata faranno sì che l’anno sia caratterizzato da venti contrari. Tuttavia, ci aspettiamo che i parametri del credito resteranno forti […]. Più favorevolmente, le valutazioni hanno già aperto molteplici opportunità. Migliori rendimenti corretti per il rischio nell’investment grade e il segmento a più alto rating dell’high yield sono ora disponibili, in quanto i tassi di interesse e la volatilità del debito sovrano hanno causato una performance inferiore a quella di quest’anno, che è improbabile che continui.

Analogamente, nel mercato degli asset-back securities, il valore più interessante rimane sugli asset Uk, le cui valutazioni sono a sconto sulla base delle preoccupazioni su Brexit rispetto a quelle degli Abs europei. I leveraged loans, che finora non hanno risentito dall’accresciuta volatilità, sono destinati a diventare sempre più difficili da gestire a causa della presenza sul mercato di obbligazioni con strutture di cov-lite e della scarsa convessità. Il credito europeo ed emergente appare ora interessante rispetto al credito statunitense, soprattutto se si tiene conto della migliore qualità media del credito e dei costi di copertura elevati che gli acquirenti internazionali di attivi in dollari devono affrontare. A differenza della curva piatta dei treasury, le curve del credito restano ripide, amplificando i guadagni potenziali da roll-down. Un potente incentivo per i rendimenti in un mondo di fine ciclo, ove accettare scarsa qualità del credito oggi potrebbe risultare in perdite nel futuro prossimo.

Patrick Marshall, head of private debt and Clos

Con l’aumento di finanziatori alternativi nel mercato europeo dei prestiti, il 2019 dovrebbe essere un anno di continua concorrenza in tutta l’area. Mentre i mercati francese, olandese e spagnolo continueranno ad essere altamente competitivi in termini di rendimento con elevati livelli di finanziatori alternativi, ci aspettiamo un aumento della concorrenza anche sul mercato tedesco nel corso del 2019. Tuttavia, nonostante l’aumento della presenza dei fondi in tutta Europa, rimane prevalentemente un’attività bancaria quale leader del mercato. […]

Anche se nel mercato delle grandi capitalizzazioni si è assistito a un certo contenimento da parte dei finanziatori su strutture creditizie sempre più aggressive, riteniamo che anche nel 2019 la debolezza delle strutture continuerà ad essere un problema sul mercato. Sarà necessaria una disciplina per fare in modo che le protezioni diluite dei finanziatori, come cov-lite, non diventino una caratteristica del mercato dei prestiti alle Pmi. Tuttavia, riteniamo che i prestiti senior secured nel mercato delle medie imprese del Nord Europa continueranno a offrire ai finanziatori le migliori protezioni e i migliori parametri di rischio rendimento anche nel 2019.

Francesca Conti
Francesca Conti
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