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Goldman Sachs Am: assicurazioni e strategie Covid-19

Goldman Sachs Am: assicurazioni e strategie Covid-19

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Redazione We Wealth
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07 Settembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Dal sondaggio “Ready, set, reset” pubblicato da Goldman Sachs Asset Management è emerso come 273 compagnie di assicurazione mondiali hanno apportato minimi cambiamenti di lungo periodo alle proprie strategie d’investimento

  • Ampliando l’analisi alle ultime 4 edizioni, si nota come gli assicuratori hanno iniziato a dare sempre più importanza ai fattori Esg

Un cambio nelle strategie di lungo periodo e una maggiore concentrazione sulla tematica degli Esg. Questo quanto emerge dalla ricerca prodotta da Goldman Sachs Am

Cambiamenti nelle strategie di lungo periodo per affrontare la pandemia globale. Da sondaggio “Ready, set, reset” pubblicato da Goldman Sachs Asset Management è dunque emerso come 273 compagnie di assicurazione mondiali hanno apportato minimi cambiamenti di lungo periodo alle proprie strategie d’investimento, molti dei quali hanno permesso di ridurre i rischi di portafoglio legati alle valutazioni elevate e ai timori relativi al ciclo del credito. Il report pubblicato da Goldman Sachs Am ha dunque l’obiettivo di analizzare le strategie d’investimento che hanno intrapreso gli assicuratori in un contesto caratterizzato da eventi globali senza precedenti e le modalità con cui i loro approcci d’investimento si sono evoluti alla luce di sviluppi di mercato inattesi e del permanere dell’incertezza.

“Prima della pandemia di Coronavirus molti assicuratori erano coscienti del fatto che il ciclo economico fosse troppo esteso e, di conseguenza, si stavano preparavano a gestire la volatilità”, ha dichiarato Michael Siegel, Global head of insurance asset management di Gsam. “Gli eventi di quest’anno hanno accelerato i trend di investimento già consolidati che abbiamo osservato in tutto il mercato”.

E dunque, secondo l’indagine, prima della pandemia di Covid-19, i Chief investment officer (Cio) avevano segnalato che i trend recenti sarebbero proseguiti: incremento nei segmenti del private equity, del private credit e attività cartolarizzate a scapito della la riduzione dell’esposizione a cash, titoli di stato e hedge fund. Inoltre, è anche emerso come non solo questi trend dovrebbero continuare, ma potrebbero addirittura subire un’accelerazione: il sondaggio mostra che i mutui commerciali e per le attività del settore immobiliare subiranno una battuta d’arresto e dovranno essere nuovamente sottoscritti. Da sottolineare come nonostante gli eventi di mercato e la volatilità, i Cio ritengono che l’interesse per i private market sia destinato a proseguire e tra i fattori che sostengono di questa tesi citano i premi di illiquidità, i benefici della diversificazione e la repressione finanziaria. A tutto questo si aggiunge il fatto che il 60% degli intervistati ha dichiarato di investire nel settore insurtech, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Nel 2019 l’Asia-Pacifico è stata la regione ad aver maggiormente esplorato questo tipo di investimenti, ma nell’ultimo anno abbiamo assistito a una crescita dell’interesse anche nelle Americhe e nell’area Emea. Mentre,  il 58% degli intervistati utilizza gli Etf all’ interno dei propri portafogli d’investimento. L’aumento di quest’anno è attribuibile alla continua adozione di questi strumenti da parte degli assicuratori europei.

Ampliando l’analisi alle ultime 4 edizioni, si nota come gli assicuratori hanno iniziato a dare sempre più importanza ai fattori Esg. Nel 2017 la maggioranza degli intervistati (68%) non riteneva di dover prendere in considerazione i fattori Esg nelle scelte d’investimento o comunque non pensava che fossero applicabili ai loro processi d’investimento, mentre nel 2020 la maggioranza degli intervistati a livello globale non condivide quest’affermazione (79%). Nonostante l’adozione sempre più diffusa dei principi Esg, gli assicuratori ritengono all’unanimità che continuino a sussistere degli ostacoli all’implementazione di queste strategie di investimento.

 

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