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Generazioni a confronto: il divario di ricchezza

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

04 Dicembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • I millennials hanno 5 mila miliardi di dollari per 72,6 milioni di soggetti

  • I baby boomers posseggono più della metà della ricchezza delle famiglie statunitensi, 59 mila miliardi di dollari

Che differenza c’è fra le varie generazioni? La ricchezza è equamente distribuita? No. Siamo in una situazione dove la classe più anziana detiene la maggiore ricchezza a scapito dei Millennials

Negli ultimi 30 anni le generazioni più anziane hanno accumulato una ricchezza maggiore rispetto ai più giovani. Questo in sintesi quanto emerge dal report pubblicato da VisualCapitalist che si è focalizzato principalmente sulla popolazione americana.

Da ricordare che è proprio nella terra a stelle e strisce che si concentra il maggior numero di paperoni. E dunque la “Silent generation and greatest generation” (individui con più di 75 anni) hanno visto la loro ricchezza aumentare. Si è passato da 16 mila miliardi (1989) a 18,8 nel 2019. Il vero picco lo si è avuto nel 2007 quando si sono raggiunti i 27 mila miliardi. Se si scompone il dato totale per i 23 milioni di soggetti che compongono questa categoria si ottiene una ricchezza di 817.319 dollari a persona.

Poi troviamo i baby boomer(individui tra i 56 e i 74 anni) che posseggono più della metà della ricchezza delle famiglie statunitensi. Con 59 mila miliardi di dollari (834.270 a persona per 71,2 milioni di soggetti) questa generazione supera di 10 volte la ricchezza dei millennial.
Con la generazione X (individui tra i 40 -55) c’è un drastico calo della ricchezza complessiva. Questa passa infatti a 28,6 mila miliardi. Se poi si pensa che gli individui che appartengono a questa categoria sono 65 milioni si nota come il patrimonio singolo arrivi a 440mila.
E infine fanalino di coda ci sono i millennials che hanno 5 mila miliardi di dollari per 72,6 milioni di soggetti. La loro ricchezza personale scende ulteriormente a 69mila.
Ma non tutto è perduto. Il report sottolinea infatti come anche questa categoria stia iniziando a registrare un tasso di crescita interessante. Basti pensare che si è passati dai 3 mila miliardi del 2016 a 5 del 2019.

L’era dell’equilibrio

Come si è visto dai dati fra le varie generazioni c’è veramente un divario enorme di ricchezza. Ma questo non è stato sempre così. Fino al 2001 c’era infatti una sorta di equilibrio fra i vari gruppi. Le persone di età compresa tra 40-54 e 55-69 anni detenevano circa il 35% ciascuna della ricchezza familiare, i pensionati di età superiore ai 70 anni si aggiravano intorno al 20% e i giovani di età inferiore ai 40 anni detenevano circa il 10%.
Dopo la situazione si è ribaltata. O meglio è andata maggiormente a favore di alcune generazioni, a discapito delle altre. E dunque gli over 70 hanno visto incrementare la loro ricchezza. Mentre, la fascia di età 40-54 anni ha visto la sua quota scendere drasticamente dal 36% al 22% tra il 2001 e il 2016 prima di iniziare a riprendersi verso la fine del decennio, mentre la coorte più giovane ora si aggira intorno al 5%.

La distribuzione sugli asset

Ma come è distribuita la ricchezza delle generazioni fra i vari beni?
Stando ai dati della ricerca i più giovani investono maggiormente nell’immobiliare, mentre i più anziani puntano più sulle azioni aziendali, quote di fondi comune di investimento e sulle pensioni.

Generazione Z

Se dunque questi dati hanno mostrato come i millennials siano la fascia più debole, è solo questione di tempo. Si pensa infatti che questa categoria erediterà sui 68 mila miliardi di dollari entro il 2030 dai genitori (baby boomer).
E la generazione Z? Per questa la situazione sarà ancora più difficile rispetto ai precedenti. Infatti sta diventando sempre più difficile riuscire ad accumulare la ricchezza.

Giorgia Pacione Di Bello
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