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Gam, Giappone: imparare dagli errori del 2018

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Redazione We Wealth
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15 Marzo 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Secondo i manager si verificherà una crescita strutturale del settore dei macchinari, perché l’automazione dell’industria è necessaria e molti prodotti e componenti elettronici sono sempre più sofisticati

  • Per i gestori di Gam, le dislocazioni fondamentali si correggono inevitabilmente con il passare del tempo, anche a livello settoriale

Come sfruttare l’azionario di Tokyo, dopo un 2018 difficile? La parola Ernst Glanzmann e Reiko Mito, responsabili strategie azionarie per il Giappone di Gam Investments

Il 2018 è stato un anno difficile per gli investitori nella maggior parte delle asset class e le azioni giapponesi non hanno fatto eccezione: secondo i dati di Bloomberg di gennaio 2019, il Topix è crollato di quasi il 18% in valuta locale, segnando lapeggiore performance annuale dalla crisi finanziaria globale. Ciò è in parte il riflesso delle aspettative elevate dopo un 2017 altalenante, quando il prezzo degli strumenti più esposti al rischio era salito inesorabilmente, trainato dall’espansione economica globale sincronizzata abbinata al basso costo del denaro. Secondo Ernst Glanzmann e Reiko Mito, responsabili strategie azionarie per il Giappone di Gam Investments, è possibile trovare buone opportunità di investimento.

I manager ricordano che “mentre ‘l’istinto animale’ porta inevitabilmente a delle distorsioni, le dislocazioni fondamentali si correggono inevitabilmente con il passare del tempo. Questo non vale solamente nei mercati regionali ma anche a livello settoriale, e all’interno dei settori, come dimostra la sovraperformance esplosiva dei titoli tecnologici, con pochissimi titoli in testa al mercato azionario Usa come negli ultimi anni. In Giappone abbiamo rilevato dinamiche analoghe e, mentre possiamo avere ragione a raccomandare un’esposizione passiva sugli indici azionari giapponesi rispetto a quelli statunitensi (in termini dei P/E), crediamo che una strategia basata sui fondamentali possa creare un considerevole valore aggiunto”.

Da un punto di vista tematico, “la crescita ha rallentato in diversi settori manifatturieri, in particolare quelli relativi a smartphone e automazione. I rischi di una recessione globale sembrano contenuti sulla base dei consumi privati che dovrebbero essere favoriti da un reddito reale robusto nei Paesi core. La domanda nei mercati del lavoro dovrebbe restare elevata, facendo così salire i salari, mentre il prezzo del petrolio in calo dovrebbe contenere l’inflazione. In Giappone, l’imposta sui consumi dovrebbe passare dall’8% al 10% a ottobre 2019. Per limitarne l’impatto negativo, il governo intende introdurre un pacchetto di stimoli economici, in vista dell’introduzione dell’imposta, misure come buoni spesa o tagli fiscali e sussidi per l’acquisto di nuovi veicoli”, sottolineano Glanzmann e Mito.

Uno dei temi di investimento “che monitoreremo nel 2019 riguarda la svolta nel settore dei macchinari. Recentemente il settore ha risentito molto dei timori per il rallentamento della crescita globale e delle controversie commerciali tra Cina e Stati Uniti. Tuttavia, sulla base delle tendenze ed esperienze precedenti (come illustrato qui di seguito),crediamo si potrebbe toccare il fondo all’inizio del secondo trimestre del 2019, o persino alla fine del primo trimestre. Abbiamo fiducia nella crescita strutturale del settore dei macchinari, poiché l’automazione dell’industria è necessaria non solo per far fronte alla carenza di manodopera ma anche perché molti prodotti e componenti elettronici sono sempre più sofisticati e richiedono tecniche di produzione avanzate. Questo tipo di lavoro non può più essere svolto dall’uomo perché è essenziale la precisione meccanica”, aggiungono Glanzmann e Mito.

Inoltre, “se i consumi privati saranno veramente robusti e sostenuti, i produttori (che in questo momento sembrano non investire sufficientemente in aree che risentono direttamente delle frizioni commerciali) saranno costretti a incrementare ancora una volta le spese in conto capitale per far fronte alla domanda dei consumatori”, commentano ancora i manager. “In termini strategici – proseguono -, manteniamo la nostra idea per cui le società quotate dovrebbero essere in grado, nel prevedibile futuro, di sostenere una crescita degli utili annuale intorno all’8-9%“.

Il Giappone “resta all’avanguardia dell’innovazione tecnologica, soprattutto nella robotica. Noi crediamo che i temi del futuro, come l’intelligenza artificiale e l’Internet of Things, continueranno a catalizzare nuove opportunità imprenditoriali e processi di lavoro più efficienti. Inoltre, la domanda al consumo dovrebbe restare alta grazie all’evoluzione di tecnologie come il 5G e il cloud. Nel frattempo, la motorizzazione elettrica, l’automazione nelle auto e i pagamenticashless (voluti dal governo) prevedibilmente accelereranno”, concludono i manager.

Redazione We Wealth
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