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Gam: arretramento da coronavirus è temporaneo

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Redazione We Wealth
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25 Febbraio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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E’ ancora troppo presto per valutare l’impatto economico del coronavirus, dice Gam. L’analisi è di Adrian Owens investment director obbligazioni e valute di Gam Investments

Troppo presto per valutare l’impatto durevole del coronavirus sulle attività economiche. Ne è convinto Adrian Owens, investment director obbligazioni e valute di Gam Investments. Tuttavia, lo sconvolgimento causato dall’epidemia potrebbe essere temporaneo.

Gran parte dell’influenza sulla crescita nel primo trimestre sarà probabilmente invertita nel secondo e, per ora, i policymaker guarderanno alla volatilità della stessa. In termini di politica in senso più ampio, Owens nota una crescente consapevolezza del fatto che una politica monetaria sempre più accomodante non sia esente da problematiche e ci aspettiamo ulteriori richieste di una politica fiscale più espansiva.

Siccome la maggior parte degli effetti distorsivi associati all’allentamento quantitativo (QE) è ora in larga misura prezzata dal mercato, e con maggiore enfasi sulla politica fiscale, l’esperto si aspetta che i fondamentali diventino più importanti driver di mercato.

“La nostra attenzione ai temi macro del valore relativo e dei discrezionali ci ha storicamente permesso di resistere a periodi di volatilità del reddito fisso”. In questo contesto, Owens individua diverse opportunità di “valore relativo”.

Le opportunità che Gam individua anche all’epoca del coronavirus

Innanzitutto, le aspettative di inflazione Usa. La società ritiene che esse siano eccessivamente smorzate, dato l’impatto di una politica di easing, di mercati del lavoro rigidi e di salari che mantengono un trend ascendente. Il tasso di inflazione di pareggio a 10 anni si aggira attualmente intorno all’1,8%, mentre si osserva che il livello di inflazione Usa impiegato per il calcolo dell’inflazione di pareggio rimane al di sopra del 2%. In questo contesto, riteniamo che i Tips (Treasury Inflation-Protected Securities) – rispetto ai tradizionali titoli di debito Usa – rappresentino un’opportunità interessante ai livelli attuali.

Il Regno Unito

Di contro, le aspettative di inflazione attualmente valutate negli swap sull’inflazione dell’indice dei prezzi al dettaglio (Rpi) del Regno Unito risulterebbero eccessive. Si tratta di un tasso medio di inflazione dell’indice dei prezzi al dettaglio (Rpi) dei prossimi cinque anni pari a circa il 3,5%. Più in generale, l’analista si chiede se le valutazioni del reddito fisso britannico nel suo complesso non siano eccessivamente generose.

Negli ultimi anni ha registrato un forte afflusso di capitali in un contesto di incertezza legato a Brexit. Ma si ritiene che potrebbe fare fatica a tenere man mano ci si avvia alla conclusione della “saga”. Di conseguenza, Owens vede migliori opportunità nei tassi di interesse dell’area dell’euro e del Canada rispetto al Regno Unito. 

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