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Franklin Templeton: le nuove incertezze globali

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Redazione We Wealth
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22 Novembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • La Brexit rimane un punto fermo di incertezza anche per il 2020. La scadenza della Brexit è stata ulteriormente rimandata alla fine di gennaio e, al momento, il Regno Unito appare intenzionato ad andare alle urne a metà dicembre

  • Il mercato delle azioni statunitensi è stato percepito come un rifugio per molti investitori alla ricerca di uno scenario economico più forte rispetto al resto del mondo, e sono stati disposti a pagare di conseguenza

Nel terzo trimestre del 2019 i mercati azionari globali hanno continuato ad affrontare incertezze, ma si sono mantenuti resilienti. Tony Docal, Peter Moeschter e Heather Waddell di Templeton Global Equity Group spiegano la loro visione

Nel terzo trimestre 2019 i mercati azionari globali sono stati modestamente positivi, ma quelli fuori dagli Stati Uniti hanno subito un calo generale per vari motivi. “Tra questi, le preoccupazioni per l’andamento della trattativa sul commercio tra Stati Uniti e Cina, la persistente mancanza di chiarezza in merito alla Brexit e un’escalation di conflitti nel Medio Oriente” spiegano Tony Docal, Peter Moeschter e Heather Waddell di Templeton global equity group . Sul fronte economico, le notizie sono state prevalentemente negative, con dati globali che puntavano a rallentamenti costanti dell’economia e, in particolare, una debolezza dell’attività manifatturiera. Virtualmente, le uniche notizie positive sono arrivate dalle banche centrali globali, che hanno continuato a tagliare i tassi d’interesse e offrire una guidance accomodante.

“Le periodiche fiammate di volatilità nel trimestre si sono verificate dopo l’ultimo tweet o le nuove notizie. I mercati azionari in Giappone e negli Stati Uniti sono saliti durante il trimestre, a fronte di una debolezza generale in altre zone dell’Asia e in Europa” continuano. Con la forza e il peso degli Stati Uniti, i mercati sviluppati sono saliti dello 0,7% mentre quelli emergenti hanno perso più del 4% a causa dell’escalation delle tensioni commerciali che ha inciso sulla Cina.

Considerando tutte le incertezze geopolitiche e macroeconomiche, i migliori nel trimestre sono stati due settori difensivi, i beni di prima necessità e le utility. I peggiori, come potrebbe non sorprendere, sono stati i settori ciclici, energia e materiali. In un contesto di rallentamento della crescita economica e aumento dei rischi, gli investitori sono stati disposti a pagare un premio per crescita e sicurezza. Il premio di sicurezza è evidente nella sovraperformance di bond proxy quali i beni di prima necessità e le utility. I titoli ciclici rappresentano semplicemente l’altra faccia della medaglia di questo tema; dipendono dal miglioramento delle condizioni macro, e questi tipi di titoli sono stati generalmente evitati in fasi avanzate del ciclo economico come quella attuale, tenendo conto dell’aumento dei rischi.

“Ravvisiamo opportunità nei vari settori ma molto selettive. Secondo noi, l’affollamento estremo e il posizionamento in settori bond proxy (come già detto) rafforzano la probabilità di una rotazione drastica e repentina dai settori difensivi a quelli ciclici. Una performance ciclica sostenibile nel lungo periodo richiederebbe presumibilmente un miglioramento duraturo delle condizioni macroeconomiche e una de-escalation dei rischi politici che ravvisiamo oggi in tutto il mondo” sottolineato Tony Docal ,Peter Moeschter e Heather Waddell

Europa:

Con l’avanzare dell’anno, le condizioni economiche in Europa sono peggiorate. Le comunicazioni dei dati hanno riservato prevalentemente sorprese negative, per cui la debolezza della crescita globale negli ultimi 12 mesi è ampiamente attribuibile all’Europa. Indubbiamente la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina non ha aiutato, considerando che le esportazioni rappresentano il 28% circa del prodotto interno lordo (Pil) dell’Eurozona rispetto al 12% per gli Stati Uniti e al 19% per la Cina. L’Europa è orientata alle esportazioni e molto vulnerabile a shock esterni, quali l’escalation delle tensioni commerciali e l’incertezza relativa alla Brexit. Ciò è particolarmente visibile in Germania, dove nel secondo trimestre del 2019 vi è stata una contrazione del Pil, e altrettanto nel terzo trimestre.

Uno spostamento culturale nella Banca Centrale Europea – spiegano Tony Docal, Peter Moeschter e Heather Waddell – potrebbe a sua volta contribuire alla ripresa dell’economia europea. La nuova Presidente della BCE Christine Lagarde ha indicato un orientamento accomodante discutendo gli strumenti politici di cui dispone e la sua predisposizione ad utilizzarli. E, forse ancora più significativo, Wolfgang Schäuble, il super-aggressivo ex ministro delle finanze tedesco, ha ammesso recentemente che il modello politico tedesco tradizionale, basato sul conservatorismo fiscale, non era sufficientemente dinamico a fronte delle sfide attuali.

Redazione We Wealth
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