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Fmi, la pandemia sta bruciando 28.000 miliardi di dollari

Fmi, la pandemia sta bruciando 28.000 miliardi di dollari

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

13 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Per quanto riguarda l’Italia, il pil calerà del 10,6%. Meno del 12,8% stimato in luglio, ma più del -9% previsto dal governo

  • L’Italia resta comunque maglia nera fra le economie del G7. Il nostro -10,6% per il 2020 è da paragonarsi infatti con il -6% della Germania, il -9,8% di Francia e Gran Bretagna, il -4,3% degli Stati Uniti, il -7,1% del Canada e il -5,3% del Giappone

  • Il virus causerà quest’anno il primo aumento della povertà estrema degli ultimi 20 anni. “Quasi 90 milioni di persone scivoleranno sotto la soglia degli 1,90 dollari al giorno di reddito”, che indica l’estrema povertà”

  • Le banche globali godono di ottima salute, sono ben capitalizzate, ma le debolezze stanno aumentando. E la pandemia sarà uno stress test

L’Fmi, nel suo outlook annuale, presenta delle prospettive di crescita più sfumate del previsto, anche se in ambito pandemia covid. La fase di ripresa è in chiaroscuro ed è di fondamentale importanza non bloccare gli stimoli adesso, dice il Fondo

Nel suo outlook annuale, il Fondo monetario internazionale ha scritto che la recessione in corso è “meno grave delle attese”, ma si tratta di una magra consolazione. La capo economista Gita Gopinath conferma che la crisi attuale è la più grave da quella del 1929. La crisi pandemica è ancora lungi dall’essere terminata, la ripresa è ancora lunga, tortuosa e non sarà priva di battute d’arresto e di cicatrici, “soprattutto per il mondo del lavoro”.

Le stime di crescita sono però riviste al rialzo. Per quanto riguarda l’Italia, il pil calerà del 10,6%. Meno del 12,8% stimato in luglio, ma più del -9% previsto dal governo. Per il 2020 il rimbalzo è atteso 5,2%, ovvero 1,1 punti percentuali in meno rispetto a giugno e meno del +6% previsto dal governo. Il debito italiano è invece previsto salire al 161,8% quest’anno con un deficit al 13%. La disoccupazione salirà invece dal 9,9% del 2019 all’11% del 2020 e l’11,8% del 2021.

Al rialzo anche le previsioni 2020 per Eurozona e Usa, che si contrarranno rispettivamente dell’8,3% e del 4,3%, abbassando invece quelle per il prossimo anno. L’Italia resta comunque maglia nera fra le economie del G7. Il nostro -10,6% per il 2020 è da paragonarsi infatti con il -6% della Germania, il -9,8% di Francia e Gran Bretagna, il -4,3% degli Stati Uniti, il -7,1% del Canada e il -5,3% del Giappone.

L’aumento della disoccupazione e il peggioramento dei conti pubblici è però un fenomeno generalizzato a livello globale. Aspetto questo che non deve frenare gli stimoli pubblici all’economia. Le perdite a causa del covid infatti già rappresentano una “forte battuta d’arresto negli standard di vita rispetto a quanto previsto prima della pandemia”, osserva Gopinath sottolineando come il virus causerà quest’anno il primo aumento della povertà estrema degli ultimi 20 anni. “Quasi 90 milioni di persone scivoleranno sotto la soglia degli 1,90 dollari al giorno di reddito”, che indica l’estrema povertà”. Nel secondo trimestre le ore di lavoro perse rispetto agli ultimi tre mesi del 2019 “equivalgono alla perdita di 400 milioni di posti a tempo pieno”.

La crisi costerà all’economia – rispetto alle stime pre-covid – 28.000 miliardi di dollari al 2025.

Gita Gopinath, osserva poi che grazie ai 12.000 miliardi di dollari finora stanziati dai governi è stata “prevenuta una catastrofe finanziaria”. È grazie a questi aiuti che il pil mondiale si contrarrà quest’anno del 4,4%, in miglioramento di 0,8 punti percentuali rispetto alle stime di giugno, mentre il prossimo salirà del 5,2%. Meno delle attese, come visto.

Oltre all’aumento delle disuguaglianze, la crisi ha colpito soprattutto donne e giovani, e in generale il mercato del lavoro.

Fmi: la pandemia un test per le banche

Il report dell’istituto guidato da Kristalina Gheorghieva segnala che le banche globali godono di ottima salute. Sono ben capitalizzate, ma le “debolezze” stanno aumentando e la pandemia sarà uno stress test. In caso di uno scenario avverso con una ripresa lenta, il sistema bancario globale appare capace di sostenere eventuali perdite. Vi sono però alcuni istituti più deboli di altri, anche se il Fmi non dice quali. Le banche dell’area euro sembrano più deboli di quelle Usa. Nell’analisi il Fondo sottolinea ancora una volta lo scollamento fra mercati finanziari e debole ripresa economica, osservando come l’incertezza sulle elezioni americane si rifletta sui listini.

Crescita dei paesi nel 2019 2020 2021 (in parentesi le proiezioni pre-covid)

Mondo

+2,8% -4,4% (+0,8) +5,2% (-0,2)

Economie avanzate

+1,7% -5,8% (+2,3) +3,9% (-0,9)

Stati Uniti +2,2% -4,3% (+3,7) +3,1% (-1,4)

Eurozona +1,3% -8,3% (+1,9) +5,2% (-0,8)

Germania +0,6% -6,0% (+1,8) +4,2% (-1,2)

Francia +1,5% -9,8% (+2,7) +6,0% (-1,3)

Italia +0,3% -10,6% (+2,2) +5,2% (-1,1)

Spagna +2,0% -12,8% (-) +7,2% (+0,9)

Giappone +0,7% -5,3% (+0,5) +2,3% (-0,1)

Regno Unito +1,5% -9,8% (+0,4) +5,9% (-0,4)

Canada +1,7% -7,1% (+1,3) +5,2% (+0,3)

Economie emergenti +3,7% -3,3% (-0,2) +6,0% (+0,2)

Russia +1,3% -4,1% (+2,5) +2,8% (-1,3)

Cina +6,1% +1,9% (+0,9) +8,2% (-)

India +4,2% -10,3% (-5,8) +8,8% (+2,8)

Brasile +1,1% -5,8% (+3,3) +2,8% (-0,8)

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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