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Fmi: debito record nel mondo. In Italia serve "tassa sulla casa"

10 Aprile 2019 · Teresa Scarale · 2 min

  • Dall’1% dell’ottobre 2018, allo 0,6% del gennaio 2019 al dato attuale. Questi i numeri che il Fmi ha sciorinato per la crescita economica italiana

  • Le proiezioni tuttavia parlano di uno 0,9% per il 2020

L’Fmi lancia l’allarme per il livello record del debito, che nel mondo è arrivato al picco di 184mila miliardi di dollari nel 2017. Intanto continua il rallentamento pesante della nostra economia. Il Fondo proietta un dato di crescita prossimo allo zero per l’Italia quest’anno. Ma a differenza dell’Ocse, non prevede una recessione

Il Fondo monetario lancia un nuovo allarme sui rischi che possono correre le banche italiane, sui cui bilanci gravano pesantemente i titoli di Stato. E per l’Italia lancia un’ipotesi destinata a sollevare un polverone: l’introduzione di “tassa di proprietà” sulla casa.

Nella nuova edizione del suo Fiscal Monitor, l’Fmi ha, infatti, lanciato l’allarme per il nuovo record del debito mondiale, arrivato a 184mila miliardi di dollari nel 2017, pari al 225% del Pil globale, in aumento rispetto alla precedente stima di 182mila miliardi. E se l’obiettivo è ridurre il debito, soprattutto a fronte di spread elevati che pesano sulla crescita e sulle prospettive delle banche, che hanno in portafoglio un ammontare consistente di titoli di stato, per il nostro Paese, l’Fmi ha già una possibile ricetta. Tassare i patrimoni “attraverso una tassa moderna sulle residenze primarie”.

Tutto questo è avvenuto all’indomani del rapporto in cui il Fondo ha tagliato le stime di crescita dell’Italia, abbassando di 0,9 punti percentuali (rispetto al documento di ottobre 2018) la previsione di progressione del Pil tricolore nel 2019, che si è attestata a un misero +0,1%.

Un rallentamento che non è arrivato ancora  a una frenata. Questa la situazione della crescita economica per l’Italia secondo il Fondo Monetario, che ci vede quasi fermi allo 0,1%. Il tutto, come ha sottolineato la presidentessa dell’Fmi, Christine Lagarde, coerentemente con il contesto di rallentamento (ma non di recessione) globale.

Fondo Monetario: Italia uno dei rischi maggiori dell’Eurozona

Tralasciando la Brexit, l’Italia potrebbe assurgere a “fattore scatenante” di eventuali mutamenti nel sentiment dei mercati, aggiunge il Fondo nel World Economic Outlook. Un peggioramento dello scenario economico dell’Italia dovuto alla “prolungata incertezza di bilancio e ai rendimenti elevati” delle nostre obbligazioni sovrane potrebbe avere “ricadute negative per le altre economie dell’area euro”. E’ inoltre all’Italia che viene ascritta la svalutazione del 3% dell’euro registratasi negli ultimi mesi.
Gita Gopinath, capo economista dell’Fmi, afferma chiaramente che l’elevato debito e la debole crescita del Belpaese, congiuntamente alle elezioni europee e alla telenovela Brexit sono fra i rischi più insidiosi per la crescita del Vecchio Continente. “In Europa un periodo prolungato di rendimenti elevati in Italia metterebbe sotto ulteriore stress le banche italiane”, e per questa via agirebbe” sull’attività economica e peggiorerebbe la dinamica del debito”. Ancora, “altri fattori tipici europei che potrebbero arrecare rischi sono la concreta possibilità di una Brexit no-deal e l’esito delle elezioni europee” di maggio.
A domanda puntuale poi, durante la conferenza stampa, la Gopinath risponde che “l’Italia ha mostrato debolezze nel 2018 che proseguono anche nel 2019”. E infine, “Restano timori per l’alto livello del debito e per i rendimenti dei titoli di Stato che si riflettono in investimenti più deboli”.
Teresa Scarale
Teresa Scarale
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