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Fine ciclo, prudenza è la parola d'ordine per Edmond de Rothschild AM

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

06 Giugno 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nel breve periodo, il rischio di una guerra commerciale esiste e il mercato è diventato più rischioso. Nel medio invece, saranno sempre più evidenti i segnali di avvicinamento alla fase conclusiva del ciclo

  • Un minimo accordo con la Cina Trump lo firmerà. Subito dopo, si concentrerà sul settore auto ed Europa. La portata delle importazioni di auto degli Usa è significativa. Inoltre, nel caso in cui l’accordo Nafta 2.0 dovesse passare, le case automobilistiche statunitensi perderebbero ulteriormente competitività, a causa degli accresciuti costi di produzione

  • Gli ultimi dati di Pmi e Ifo hanno un po’ attenuato gli auspici degli investitori per una possibile ripresa di Cina ed Europa nel secondo semestre

  • Infine, è molto probabile che l’annunciato sostegno della Fed ai mercati sia già completamente scontato. Solamente una correzione del mercato potrebbe lasciare spazio ad un intervento più pesante

Le asset class di rischio hanno registrato una flessione nel mese di maggio, ed è ora di rimodulare il rischio. Del resto, c’è un aumento delle posizioni corte sul Vix, “l’indice della paura”. A parlare è Benjamin Melman, cio asset allocation and sovereign debt of Edmond de Rothschild AssetManagement

Usare prudenza nell’allocazione di portafoglio. Questa in sintesi la raccomandazione di Benjamin Melman, cio asset allocation and sovereign debt of Edmond de Rothschild AssetManagement. “Il calo del mercato è stato relativamente lieve e le ragioni alla base della nostra recente cautela sono ancora valide”.

Fine ciclo: non abbandonare la prudenza

Il gestore sottolinea che nel breve periodo, il rischio di una guerra commerciale esiste e il mercato è diventato più rischioso. Sono numerosi infatti i posizionamenti short sul Vix, il cosiddetto indice “della paura“, quello che misura la volatilità attesa sull’S&P 500. Nel medio periodo invece, saranno sempre più evidenti i segnali di avvicinamento alla fase conclusiva del ciclo. Le valutazioni di mercato attualmente non sono troppo care, ma nemmeno particolarmente interessanti. Segno ulteriore questo di una prossimità alla fase matura del ciclo.

La guerra commerciale Usa Cina

I mercati hanno già prezzato parzialmente l’aumento del rischio di una guerra commerciale. Ma nel 2020 ci saranno le elezioni Usa, e Donald Trump è sicuro di vincerle: una certa retorica protezionista quindi continuerà a rumoreggiare fino alle prossime presidenziali. Sulla Cina però, anche i Democratici ormai sono d’accordo con la strategia commerciale di Donald Trump.

Un minimo accordo con la Cina Trump comunque lo firmerà. Subito dopo, si concentrerà sul settore auto ed Europa. La portata delle importazioni di auto degli Usa è significativa. Inoltre, nel caso in cui l’accordo Nafta 2.0 dovesse passare, le case automobilistiche statunitensi perderebbero ulteriormente competitività, a causa degli accresciuti costi di produzione

Le banche centrali cercano di scaldare i minori entusiasmi

Gli ultimi dati di Pmi e Ifo hanno un po’ attenuato gli auspici degli investitori per una possibile ripresa di Cina ed Europa nel secondo semestre 2019. Secondo Melman, “la grande differenza con la fine dei cicli precedenti è che adesso le banche centrali sostengono il ciclo, potendo ancora una volta intraprendere politiche monetarie accomodanti.

Il sostegno della Fed però non è illimitato, dice Melman. “La sua posizione al momento è neutrale senza uno specifico orientamento, per cui il taglio di 25 punti base che i mercati hanno prezzato entro la fine del 2019, è puramente una scommessa per gli investitori”. Un reale intervento della banca centrale americana avverrebbe solo in un contesto di deciso peggioramento. Per questo motivo, è molto probabile che il sostegno della Fed ai mercati sia già del tutto incluso nei prezzi delle azioni. Solamente una severa correzione del mercato potrebbe portare ad un suo intervento significativo.

“Allo stato attuale, il nostro posizionamento di portafoglio è ancora relativamente prudente. Inoltre, a seguito dell’aumento della pressione politica su tematiche quali il commercio internazionale, Brexit e l’Iran, abbiamo leggermente aumentato l’esposizione al dollaro” è la conclusione del gestore.

In copertina, Alighiero Boetti, Aerei, 1983. Penna a biro su carta intelata
Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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