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Fiducia degli investitori, a gennaio declino senza precedenti

Fiducia degli investitori, a gennaio declino senza precedenti

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Livia Caivano
Livia Caivano

30 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • State Street Investor Confidence Index a gennaio: 70,2 punti

  • State Street Investor Confidence Index a dicembre: 79,6 punti

  • State Street Investor Confidence Index in Nord America: da 74,5 a 66,8 punti; in Europa: da 92,9 a 90,5; in Asia: da 110,5 100,2

Secondo lo State Street Investor Confidence Index, la fiducia degli investitori globali a gennaio 2019 cala di circa 10 punti in Nord America e Asia e di ‘soli’ 2,6 punti in Europa. Anche se non si tratta (ancora) del minimo storico, i dati rimangono preoccupanti

A livello globale l’indice State Street Investor Confidence studia le preferenze degli investitori, e nel primo mese dell’anno è sceso a quota 70,2, in calo di 9,4 punti rispetto ai 79,6 del mese di dicembre, trainato dalla riduzione della fiducia degli investitori del Nord America, passata da 74,5 a 66,8 punti. Analogo andamento si riscontra in Europa e Asia, dove l’indice è calato rispettivamente di 2,6 punti (a quota 90,3) e 10,3 punti (100,2).

“A mano a mano che ci addentriamo nel 2019, il nostro Investor Confidence Index riflette una velocissima riduzione della fiducia degli investitori – commenta Kenneth Froot di State Street Associates, la divisione di servizi di ricerca e consulenza di State Street Global Exchange – Se da un lato la fiducia in sé non ha necessariamente toccato i minimi storici, dall’altro il declino senza precedenti riportato in questo mese evidenzia la straordinaria rapidità della ritirata degli investitori professionali. Degno di nota è il fatto che questo calo è stato persistente per tutta la terza settimana di gennaio, anche se i prezzi delle azioni sono parzialmente risaliti dopo i minimi toccati la vigilia di Natale. Ovviamente, i gestori stanno esprimendo le loro costanti preoccupazioni in merito alla crescita globale e al percorso di inasprimento della politica monetaria e fiscale degli Stati Uniti”.

La fiducia nell’economia e nei mercati dei capitali è un fattore critico delle fluttuazioni economiche e finanziarie e del ciclo economico. Quando aumenta la fiducia, i consumatori e gli investitori vogliono acquistare beni di consumo, beni durevoli e investire a prezzi correnti. Quando la fiducia diminuisce, la spesa e l’assunzione di rischi tendono a diminuire.

Gli investitori si dicono fiduciosi quando le notizie sul futuro sono buone e i prezzi delle azioni stanno aumentando. Tuttavia, l’aumento dei prezzi è legato sia a buoni fondamentali, come la crescita della produzione industriale e della produttività, sia al sentimento di fondo o all’umore degli investitori. Una buona misura di fiducia dovrebbe indicare se, per un dato insieme di fondamentali, gli investitori hanno un aumento o una diminuzione della propensione al rischio.

“Ancora una volta, ciò che colpisce questo mese è che, mentre il mercato si concentra sul deterioramento del contesto globale, sia per via dei dati economici cinesi più deboli o dei crescenti rischi di recessione in Europa, il calo della fiducia degli investitori è più netto negli Stati Uniti che in qualsiasi altra regione. Questo panico – e il termine non è più un’esagerazione – riguarda tanto lo scoppio della bolla delle aspettative statunitensi quanto la debolezza dei fondamentali al di fuori degli Stati Uniti”, ha affermato Michael Metcalfe, senior managing director e responsabile di Global Macro Strategy, State Street Global Markets.

Livia Caivano
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