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Fed colomba: confermate le previsioni degli analisti

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

30 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • E’ terminata la due giorni di riunioni della Fed, che il 30 gennaio, alle ore 20 italiane, ha annunciato le sue nuove decisioni in materia di politica monetaria

  • Il mercato dava per scontato il permanere dei tassi nella forchetta tra il 2,25 e il 2,50%, e così è stato

Coerentemente con quanto previsto da tutti gli analisti internazionali la Fed ha confermato la sua nuova politica morbida e attendista, comportandosi da colomba. E per la prima volta pronuncia la parola “pazienza”

Come previsto dalla maggioranza degli asset manager, la Fed ha iniziato l’anno da colomba. Per la prima volta inoltre, la Banca centrale Usa ha tenuto una conferenza stampa senza un aggiornamento del Summary of Economic Projections. Secondo François Rimeu, head of multi asset e senior strategist di La Française Asset Management, il presidente della Fed Jerome Powell si sta trovando di fronte a una vera e propria sfida comunicativa, considerate le recenti turbolenze sui mercati finanziari. Per non citare poi la mancanza di informazioni aggiornate a causa del recente, lunghissimo e imbarazzante shutdown ammnistrativo americano.

La Fed “colomba”

Powell come previsto ha preso tempo e ha trasmesso un messaggio attendista, ribadendo che la Fed sarà flessibile se necessario. I rischi associati all’outlook economico restano sostanzialmente senza variazioni rispetto alla riunione di dicembre.

La politica sul rialzo dei tassi sarà tuttavia molto sfidante. L’obiettivo sarà quello di dare un segnale di pausa, ma non certo di stop al corso di rialzi. Ci si aspetta adesso un passaggio a toni “da colomba” e un approccio più legato ai dati reali.

L’approccio di Powell

Una conferma del cambio di rotta era già stato delineato del resto dal governatore della Fed nel suo ultimo discorso di Jackson Hole. Discorso in cui Powell ha evidenziato l’importanza della dipendenza dai dati reali.

Secondo John Bellow, portfolio manager e research analyst di Western Asset, affiliata Legg Mason, “Se il discorso di Jackson Hole ha delineato una possibile via da seguire, il problema è che la transizione verso questa nuova strategia è stata finora molto titubante. In diversi casi Powell e altri membri della Fed hanno confuso le acque, ritornando apparentemente indietro, o semplicemente non essendo chiari sul loro impegno verso questo nuovo approccio”. Ora la Fed pare averlo fatto davvero, questo passo indietro, confermando anche le attese di Bellows: “Ci aspettiamo che lapproccio di Jackson Hole prenda gradualmente piede, ponendo fine alle vecchie strategie, e che la Fed giunga pienamente ad una strategia attendista nel corso del 2019″.

Le motivazioni ufficiali della decisione dovish della Fed

Sia l’inflazione globale che quella per beni diversi da cibo ed energia resta vicina al 2% su base annua. Tuttavia, le aspettative sull’inflazione di lungo termine si sono leggermente ridotte. “Coerentemente con il suo mandato statutario, la Commissione cerca di sostenere il massimo impiego con la stabilità dei prezzi”. E proprio per supportare questi obiettivi, “la Commissione ha deciso di mantenere la forchetta obiettivo per i tassi dei fondi federali fra il 2,25 e il 2,50%”.

L’outlook della Fomc

La Federal Open Market Committee continua a vedere un’espansione robusta dell’attività economica, solide condizioni del mercato del lavoro e un’inflazione vicina a quella target del 2%. Ma alla luce dei recenti sviluppi delle condizioni economiche e finanziarie globali e delle mutate pressioni inflazionistiche, “la Commissione sarà paziente” nel percorso di aggiunstamento dei tassi, compatibilmente con i dati dell’economia reale.

Qui il testo integrale e originale della riunione odierna della Fomc.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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