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Eurzona batte Usa nel 2021, parola di Assiom Forex

Eurzona batte Usa nel 2021, parola di Assiom Forex

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Laura Magna
Laura Magna

21 Dicembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Dal prossimo anno è attesa una forte accelerazione del Pil: del 4,2% nel 2021 e del 3,3% nel 2022 per gli Usa; e addirittura superiore per l’Eurozona (+4,4% e +3,5%).

  • Il primo trimestre sarà caratterizzato sull’azionario da una tendenza positiva guidata dall’espansione dei multipli. Ne beneficeranno i fallen angels, ovvero quei settori particolarmente colpiti dalla pandemia e rimasti indietro e sottopesati da parte degli asset manager e i titoli value.

Secondo gli analisti finanziari, il termini di Pil il Vecchio Continente crescerà di più. Ma l’Asia, che ha dimostrato di essere la più capace contro il virus, sarà imbattibile. E se l’effetto dei vaccini farà bene ai bond dell’Europa core, attenzione all’effetto dell’eccessivo ottimismo sulle azioni

Se il 2020 si chiuderà con un calo del Pil globale del 4,4% (stime Fmi) sugli abbi a venire le prospettive sono rosee secondo l’outlook di Assiom Forex, l’associazione degli operatori dei mercati finanziari. Tanto rosee da vedere nell’eccesso di ottimismo il vero rischio per il 2021, perché potrebbero avere un impatto sulle politiche monetarie che finora hanno consentito ai mercati non solo di restare a galla, ma di crescere, nonostante la crisi pandemica.

Pil 2021: Eurozona batte Usa (e la Cina vola)
“Il 2020 ci lascerà con la grande attesa di un ritorno ad una normalità pre-COVID entro l’estate quando la diffusione dei vaccini permetterà di controllare la pandemia, e il risparmio elevato sosterrà i consumi, in presenza di politiche economiche espansive”, scrivono gli analisti di Assiom Forex. Il risultato di questa nuova dinamica sarà innanzitutto una forte accelerazione del Pil, del 4,2% nel 2021 e del 3,3% nel 2022 per gli Usa; e addirittura superiore per l’Eurozona (+4,4% e +3,5%).

Il livello dei disavanzi pubblici sarà elevato per tutti i Paesi europei, mentre l’inflazione salirà nella parte finale dell’anno, restando comunque ben al di sotto del 2%. Nel Regno Unito, si intensificano i negoziati sulle modalità di uscita dall’Ue: secondo Assiom Forex un accordo stile Fta avrebbe un impatto di mezzo punto percentuale di Pil mentre l’uscita senza accordi potrebbe pesare per più dell’ 1%. 
Se il quarto trimestre per l’Europa sarà ancora debole, con la seconda ondata che ha travolto di nuovo tutti i Paesi, in Cina la ripresa economica sta proseguendo anche nel finale d’anno, estendendosi ai servizi e ai consumi privati, che saranno ulteriormente supportati dalle politiche fiscali nel 2021. L’impulso del credito continuerà a sostenere la ripresa degli investimenti almeno nella parte iniziale del nuovo anno, mentre la normalizzazione della politica monetaria e l’enfasi sul controllo del rischio finanziario ne freneranno poi la dinamica nella seconda metà dell’anno: la crescita del PIL è attesa in aumento a +8% a/a nel 2021 e a 5,5% nel 2022 dal 2% nel 2020.

Effetto vaccino sui bond
Quanto ai mercati, nel primo semestre dell’anno l’effetto vaccino potrebbe avere un impatto relativo sui rendimenti dei governativi dell’area euro. Anche se con una certa volatilità determinata dall’eterogeneità dei sistemi sanitari europei che genererà tempistiche di diffusione non omogenee, accoppiate alle incertezze iniziali riguardo alla fruibilità e l’efficacia dei diversi vaccini disponibili. Se i vaccini confermeranno la loro efficacia, nella seconda parte dell’anno ci potranno essere importanti rialzi dei rendimenti dei governativi europei guidati dai bond dei paesi core (il rendimento del Bund tedesco potrebbe salire arrivando ad un intervallo tra -0.30% e -0.45%), e si ricomincerà a prestare importanza alla sostenibilità dei debiti, soprattutto per i Paesi come l’Italia.
Nel frattempo la ricerca di rendimento da parte degli investitori porterà nel 2021 ulteriori interessi in acquisto sulla curva italiana che è l’unica ad avere rendimenti positivi su scadenze sopra i 5 anni, secondo Assiom Forex. “La presenza di un programma di acquisto flessibile che partendo da 750 miliardi di euro è arrivato a dicembre 2020 a una potenza di fuoco di 1.850 miliardi, ha portato i rendimenti dei Btp a livelli storicamente mai raggiunti – scrivono gli analisti – La nascita del primo programma di emissioni comuni (Sure e Ngeu) e la conferma da parte delle agenzie di rating che il deficit a doppia cifra non è una problema fino a quando è presente la Bce a supportare l’emissione di debito, potrebbe portare nel 2021 i rendimenti italiani verso nuovi minimi storici”. A patto che il governo tenga: in questo caso lo spread Btp-Bund potrebbe continuare la corsa verso la rottura dei 100 punti base, per attestarsi a fine 2021 in un’area compresa tra 80 e 100 punti base.

Asia über alles
Quanto alle aree geografiche, gli analisti finanziari, ritengono che “la Cina, il Giappone, la Corea e l’India saranno aree geografiche da sovrappesare nel 2021. In modo specifico segnaliamo il Giappone, particolarmente esposto all’industria e agli investimenti cinesi, con indici azionari relativamente a sconto e con dei Roe finalmente visti al rialzo”.
Fuori dall’Asia – che si è dimostrata fra le aree mondiali quella nella quale si sia gestita meglio la crisi sanitaria – molta attenzione anche all’Inghilterra: se si troverà un accordo per la Brexit, i titoli Uk, sottopesati da tutti i gestori da giugno del 2016, saranno da riconsiderare.

I rischi dell’eccesso di ottimismo sull’equity
In questi mesi di paradosso Assiom Forex ne individua uno nell’eccesso di recovery: se “lo scenario per i prossimi mesi dovesse effettivamente confermarsi molto positivo, le banche centrali potrebbero decidere di mettere un freno all’immissione di liquidità prima del previsto con effetti negativi sui mercati”.
Il 2020 si ricorderà, oltre e ovviamente che per la prima pandemia mondiale dell’era moderna, anche per l’anno degli eccessi finanziari: l’S&P500, dopo un primo inizio d’anno «normale», ha incomincia a perdere forza ed è arrivato a marzo a segnare -35% dai massimi del mese prima. Successivamente, grazie ai «vaccini finanziari», ovvero ai supporti straordinari e sincroni delle principali banche centrali, intervenute per compensare il crollo della domanda di beni e servizi, i principali indici azionari hanno inanellato rialzi storici, con l’S&P500 che ad oggi ha registrato, dai minimi di marzo, un corposo +69%.

Rotazione settoriale verso il value
A vincere sul listino sono stati, anche questo abbastanza prevedibilmente, i comparti tech e il neonato «stay at home», in netta sovraperformance rispetto all’S&P500: il Nasdaq dai minimi di marzo sta segnando un +90% mentre lo Stay Home index il 100%. In questo movimento sono cresciuti in particolare alcuni mercati emergenti, come lo Shenzhen (+28% da inizio anno) e il Kospi coreano (+22% da inizio anno), mentre in Europa i principali indici azionari stanno chiudendo l’anno negativamente, ma con alcune importanti eccezioni come: il Danese Omx (+26%), lo svedese Omx (+10%) e lo Star italiano (+11%).

Il primo trimestre del nuovo anno sarà caratterizzato dunque da una tendenza positiva guidata dall’espansione dei multipli. “I così detti fallen angels, ovvero quei settori particolarmente colpiti dalla pandemia e rimasti indietro e sottopesati da parte degli asset manager, saranno da preferire con una particolare attenzione, in riferimento al mercato americano, al settore High Beta”. Ma anche i titoli value verso cui già negli due mesi si è osservata una fortissma rotazione dei portafogli. Che proseguirà periodicamente, soprattutto in coincidenza dei risultati trimestrali aziendali. “Molte società oggi trattano a multipli importanti e solo risultati e guidance sopra alle attese permetteranno ai titoli ad alto Pe di poter continuare la loro sovraperformance”, concludono gli analisti.

Laura Magna
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