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Eurizon: politica fiscale e tensioni commerciali nel 2020

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Redazione We Wealth
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09 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Secondo Eurizon, la guerra commerciale Usa e Cina potrebbe avere un risvolto positivo entro i primi mesi del 2020 e questo potrebbe essere sufficiente per guardare con tranquillità al proseguimento dei negoziati nel corso dell’anno

  • Il pacchetto degli stimoli di natura monetaria o fiscale nel 2020 non saranno sfruttati. Forse nel 2021 c’è uno spiraglio ma le incognite sono tante

Eurizon delinea le sue previsioni per l’anno appena iniziato. Il 2020 vedrà come protagonista la guerra commerciale tra Usa e Cina dagli esiti incerti e le non politiche fiscali aggressive

Un 2020 in balia dei negoziati Usa- Cina e di bassi stimoli fiscali. Il grado di (ri)accelerazione della crescita economica dipenderà dunque dagli esiti del negoziato Usa e Cina sul commercio. L’ipotesi più probabile, secondo Eurizon, prevede il raggiungimento di un accordo parziale entro i primi mesi del 2020 e questo potrebbe essere sufficiente per guardare con tranquillità al proseguimento dei negoziati nel corso dell’anno. In questo caso vi sarebbero spazi per revisioni al rialzo nei tassi di crescita attesi rispetto ai numeri di consenso attuali (1,8% per gli Usa, 1,0% per l’Eurozona e 4,5% per gli emergenti). Ovviamente, di segno contrario, sia per l’economia sia per i mercati, l’impatto di una inattesa ripresa delle tensioni, con nuova applicazione di dazi reciproci.

Altro elemento non propriamente positivo è il pacchetto degli stimoli di natura monetaria o fiscale nel 2020. Tra le grandi banche centrali, solo la Federal Reserve ha spazio per abbassare ulteriormente i tassi di interesse, ma lo farebbe solo a fronte di una inattesa, e indesiderata, prosecuzione del rallentamento economico. Probabile invece che proseguano le azioni di allentamento da parte delle banche centrali dei paesi emergenti.

L’aumento degli interventi di natura fiscale sarà tema di discussione, ma difficilmente vedrà sviluppi concreti già il prossimo anno. Eurizon sottolinea in fatti come negli Usa le elezioni presidenziali di novembre 2020 rendono quasi impossibile interventi di natura fiscale concordati tra l’attuale Presidente (repubblicano) e il Congresso (misto tra repubblicani e democratici). E in Ue le Leggi di Bilancio 2020 sono già state presentate. Quasi tutte hanno un modesto allentamento fiscale. Per ipotizzare interventi più sostanziosi bisognerà attendere il 2021 se i piani della nuova Commissione sugli investimenti verdi saranno effettivamente trasformati in realtà.
Il paese che avrebbe le maggiori possibilità di incrementare lo stimolo fiscale è la Cina, ma lo farebbe solo a fronte di un indesiderato peggioramento delle condizioni cicliche. Nello scenario base, secondo Eurizon, le autorità cinesi continueranno a dosare i propri interventi con l’obiettivo di guidare un rallentamento controllato dell’economia, contenendo i rischi sia di brusca frenata, sia di surriscaldamento.

Le incertezze politiche

Tra gli eventi politici nel 2020, le elezioni presidenziali Usa di novembre attireranno l’attenzione.
Secondo lo scenario di Eurizon ci sono tre scenari di rischio:
1 – Una ripresa delle tensioni commerciali Usa – Cina, come già detto, rappresenterebbe una sorpresa negativa in grado di prolungare il rallentamento globale, trasformandolo potenzialmente in recessione.

2 – Un secondo sviluppo negativo sarebbe un ulteriore indebolimento degli indicatori del ciclo industriale, anche in assenza di nuove tensioni Usa – Cina, smentendo le indicazioni di stabilizzazione mostrate negli ultimi due mesi. Sarebbe l’evidenza che lo stimolo monetario del 2019 non è stato sufficiente a contenere il deterioramento di un ciclo economico in fase matura e richiederebbe ulteriori azioni di sostegno all’economia, i cui spazi appaiono però limitati.

3 – Da annoverare tra gli scenari di rischio anche l’ipotesi opposta alla precedente, ovvero, una accelerazione oltre le attese degli indicatori macro che farebbe salire in modo rapido i tassi governativi. All’inizio questo sviluppo potrebbe essere di sostegno ai mercati azionari, ma ad un certo punto riaccenderebbe timori di recessione globale come già accaduto in questo ciclo economico ogni volta che i mercati obbligazionari hanno tentato una normalizzazione dei tassi troppo rapida.

Mercati

In termini di durationsi esprime un giudizio negativo sui titoli governativi tedeschi e quasi core dell’area Euro (negativi e a rischio rialzo, anche per eventuale calo dell’incertezza di natura politica), mentre si mantiene un approccio neutrale per quelli Usa (positivi e tra i più elevati per gli emittenti di qualità, oltre che in grado di fungere da protezione in caso di ritorno di volatilità sulle attività di rischio). Il giudizio sui titoli periferici dell’area Euro è neutrale” si legge nella nota della società.

Per quanto riguarda le obbligazioni a spread, in caso di tassi governativi core fermi o in tendenziale rialzo, la loro remunerazione attesa si limita al rendimento cedolare. Si esprime comunque un giudizio positivo su questi titoli e in particolare sulle componenti High Yield e mercati emergenti.
In un contesto di tassi bassi ed in graduale rialzo, gli investitori dovrebbero continuare a considerare interessante il premio al rischio offerto dalle azioni, che troverebbero anche sostegno in un moderato tasso di crescita dei profitti. Il giudizio sui mercati azionari è positivo, con preferenza per le azioni Usa e attenzione particolare su quelle europee il cui peso potrebbe essere aumentato a fronte di sviluppi positivi sul contesto istituzionale dell’Eurozona.

Redazione We Wealth
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