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Ethenea: previsioni e outlook per il 2019

16 Novembre 2018 · Teresa Scarale · 3 min

  • Come bilanciare il portafoglio con la Brexit e la fine del Qe alle porte

  • Una stoccata all’Italia probabilmente eccessiva, ma da prendere molto sul serio

  • Il segreto degli utili Usa

  • Qualche indicazione sul portafoglio valutario

Nel rumore del protezionismo e di condizioni monetarie che si prospettano meno accomodanti, Ethenea indica a cosa guardare. E per gli asset italiani ha parole molto poco lusinghiere. Forse ingiuste, ma senz’altro indicative degli occhi con cui ci guardano gli investitori internazionali

Thomas Herbert, head of portfolio management di Ethenea

L’intervista

We Wealth ha intervistato in esclusiva Thomas Herbert, head of portfolio management di Ethenea

Il 2019 si profila incandescente: la fine del Qe in Europa e il probabile ritorno dell’inflazione. La Brexit non consensuale. Le tensioni politiche fra l’Italia e l’Unione Europea. Come dovrebbe comportarsi un investitore, in che modo dovrebbe bilanciare il suo portafoglio?

I prezzi degli asset globali sono stati supportati da condizioni monetarie accomodanti, crescita globalmente sincronizzata, miglioramento degli scambi internazionali grazie alla cooperazione. Ed è stato così per tutte le asset class. Tuttavia, con il rallentamento della crescita cinese ed europea, il disturbo dato dall’aumento del protezionismo e politiche monetarie meno accomodanti, questo quadro sta per cambiare. Gradualmente, almeno. Gli sviluppi politici spesso fanno molto rumore, ma in realtà contano molto poco a livello dei fondamentali. La grande domanda è se crediamo che i politici europei troveranno in qualche modo un compromesso per evitare di scivolare nell’abisso. La risposta è si. Nel frattempo, mentre loro si danno da fare per trovare una soluzione politica definitiva, le baruffe saranno causa di volatilità. Le politiche monetarie delle maggiori banche centrali sono del resto ancora accomodanti, soprattutto in Europa, dove la Bce è ben lungi da un’impostazione di politica monetaria neutrale. Benché la crescita dell’eurozona stia rallentando, dovrebbe rimanere al di sopra del suo potenziale per la maggior parte del 2019. Un portafoglio difensivo e ben diversificato offrire rendimenti soddisfacenti con una volatilità ragionevole. Per quanto riguarda l’azionario in particolare, raccomandiamo un’esposizione agli Stati Uniti e alla Cina.

E per quanto riguarda gli investitori italiani?

Ciò che è giusto su una scala più globale può non esserlo a un livello più idiosincratico. L’economia italiana sta rallentando e le sue inefficienze strutturali non stanno certo aiutando a invertire facilmente le dinamiche in una direzione positiva. Crediamo inoltre che le azioni dell’attuale governo stiano danneggiando l’Italia, più che il resto dell’Europa. Guardando agli sviluppi degli ultimi sei mesi, è chiaro che sono stati gli asset italiani a soffrire maggiormente l’atteggiamento polemico del governo. A meno che non inizi un dialogo costruttivo, raccomandiamo un posizionamento molto cauto o addirittura nullo sull’azionario e l’obbligazionario italiano. Gli investitori italiani dovrebbero considerare di diversificare le loro proprietà e cercare opportunità anche al di fuori dell’Europa.

Sul fronte degli Stati Uniti, le imprese continuano a macinare record. Dov’è che hanno le radici questi profitti? Che impatto, dal suo punto di vista, che impatto avrà la guerra tariffaria fra Usa e Cina nei prossimi mesi?

L’economia statunitense è fortemente supportata dalla domanda domestica. Investimenti, consumi, spesa pubblica stanno spingendo tutte sulle dinamiche positive. Alcune di queste sono alimentate dalla politica fiscale ultra espansionista dell’amministraione Trump. Le esportazioni contano davvero poco nel Pil degli Usa. Benché l’impatto positivo della politica fiscale diminuirà l’anno prossimo, crediamo che l’economia Usa continuerà a crescere sopra il suo potenziale. Ad oggi, non si sa che fine farà la guerra commerciale. Ma in entrambi gli scenari i suoi effetti non saranno disastrosi.

Dal punto di vista valutario, che posizioni consiglia?

Da un punto di vista di medio-lungo termine, ci aspettiamo un assottigliamento del differenziale dei tassi fra Europa e Stati Uniti. Nello stesso tempo prevediamo un aumento dei deficit gemelli negli Usa. Presa nel suo insieme, questo dovrebbe indebolire il dollaro nei confronti dell’euro. Il rumore politico, insieme con l’incertezza di breve periodo relativa al sentiero delle politiche della Bce e la Fed potrebbero supportare il dollaro, ma prevediamo che si tratti di una situazione temporanea. Fino a che il dollaro è ancora supportato, e c’è la possibilità che i rendimenti Usa aumentino, restiamo cauti sulle valute emergenti e preferiamo posizionarci sulla sterlina, nel caso torni di nuovo ai minimi. Date le sue caratteristiche di porto sicuro, lo yen giapponese potrebbe essere una buona opzione per stabilizzare il portafoglio nei periodi di volatilità.

 

 

 

 

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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