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Esg e blockchain finalmente insieme

28 Settembre 2018 · Redazione We Wealth · 3 min

La tecnologia blockchain non conosce battute d’arresto e i suoi utilizzi si moltiplicano, anche in campo Esg. Ecco il perché secondo David Sneyd, analista di Bmo Global Asset Management

Secondo, Morningstar, gli Esg rappresentano attualmente circa il 2% dell’universo dei fondi. Eppure, stando a quanto riportato da altre fonti, spesso le performance delle società improntate a principi etici sono più elevate rispetto alle altre (campione azionario dagli anni ’80 ad oggi).

Ora il quadro si arricchisce dell’analisi di David Sneyd, analista di Bmo Global Asset Management.

Cosa c’entrano gli Esg con la blockchain

La crescita sotenuta e la successiva forte contrazione del valore delle criptovalute come Bitcoin ed Ethereum nel corso di quest’anno hanno comprensibilmente suscitato a un acceso dibattito. A differenza delle valute tradizionali, che si appoggiano al sistema delle banche centrali, queste monete virtuali sfruttano la crittografia per semplificare le transazioni tra gli utenti di una rete in maniera decentralizzata.

Ma la blockchain è un altro discorso

Una certa parte degli investitori continui ad essere scettica a causa della natura speculativa delle cryptovalute. Ma bisogna saper andare oltre. La tecnologia blockchain, ossia l’architettura sottostante, sta crescendo in maniera molto interessante. Le stime segnalano investimenti pari a 2,1 miliardi di dollari nel 2018. Il doppio rispetto all’anno precedente, e un investimento potenziale pari a 9,2 miliardi entro il 2021.

Il contatto fra Esg e blockchain

Diverse blue chip stanno facendo importanti investimenti in questa tecnologia con l’obiettivo si sviluppare nuovi possibili utilizzi. Tra questi, fornire una soluzione a molti dei problemi legati alle tematiche Esg che le società affrontano ogni giorno. La blockchain permette di registrare informazioni in maniera più trasparente e sicura. Ma anche di condividerle con gli altri utenti.

Nonostante sia stata pensata per le criptovalute, le potenziali applicazioni sono innumerevoli, dato che la precisa e puntuale raccolta e distribuzione di informazioni è alla base dell’operatività di molte società.

Grazie a questa tecnologia le società sono in grado di tenere traccia di tutti i passaggi della filiera dei propri prodotti in maniera più accurata ed economica. Una volta che tutti i fornitori sono inseriti all’interno del network, ad ogni passaggio di mano del prodotto verrà creato un nuovo blocco, contenente il luogo e l’istante in cui il passaggio ha avuto luogo, permettendo di creare un registro di tutti i movimenti del prodotto dall’inizio della produzione al momento della vendita.

I vantaggi della blockchain

Per la grande distribuzione alimentare

Walmart, ad esempio, ha ridotto grazie alla blockchain il tempo necessario a risalire all’origine del prodotto alimentare venduto da sei giorni a un istante. Anche il gigante dell’ecommerce cinese JD.com ha recentemente annunciato un piano simile per monitorare tramite la tecnologia blockchain la filiera della carne per contrastare l’utilizzo di sostanze illegali nell’allevamento dei suini, una problematica particolarmente importante nella regione.

Per le istituzioni finanziarie

Anche le istituzioni finanziarie stanno implementando questa tecnologia, che permette di monitorare in tempo reale le attività dei clienti per meglio identificare possibili frodi o tentativi di riciclaggio di denaro.

La cybersicurezza

Archiviando i dati all’interno di un network, la tecnologia blockchain e l’utilizzo di un registro diffuso eliminano le debolezze connesse all’immagazzinamento dei dati in maniera centralizzata. In mancanza di un singolo punto di ingresso diventa più difficile per gli hacker avere accesso a o compromettere i dati. Nel 2018 la blockchain ha fatto la sua comparsa anche alle assemblee degli azionisti, all’assemblea generale di Banco Santander.

Un cambiamento radicale

A differenza delle criptovalute che hanno dato vita all’architettura sottostante, diverse società si stanno interessando alla tecnologia blockchain, e questo interesse si riflette nei loro investimenti. Ci troviamo di fronte a quello che potrebbe essere un cambiamento radicale nel modo in cui archiviamo e condividiamo le informazioni. Sono in fase di sviluppo una serie di applicazioni, tra cui molte che affrontano problematiche tradizionalmente legate all’ambito Esg, e i primi risultati appaiono incoraggianti.

Una transizione costosa

Detto questo, gli investitori devono tenere presente la portata dell’implementazione di una tecnologia relativamente recente e nelle prime fasi di sviluppo all’interno di processi istituzionalizzati e nell’ecosistema di una società. Questa transizione sarà costosa, richiederà diverso tempo e – con l’emergere di uno standard – determinerà vincitori e perdenti.
Quello che è certo è che, considerati gli attuali investimenti e le numerose applicazioni potenziali, la tecnologia blockchain è destinata a rimanere. Non farà notizia come nel caso delle criptovalute negli ultimi mesi, ma, in maniera più discreta, potrebbe fornire alle società diversi strumenti per affrontare una serie di tematiche legate alla sostenibilità.

David Sneyd, vicepresidente e analista del Team Gsi di Bmo Global Asset Management
Redazione We Wealth
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