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Esg fattore vincente per l'asset management

Esg fattore vincente per l'asset management

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

19 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Oggi, l’analisi di sostenibilità è uno degli elementi essenziali nei processi di investimento, nella gestione del rischio e soprattutto nella comunicazione finale con il cliente, sempre più attento a far investimenti “giusti”

  • L’integrazione dei fattori Esg è sempre più complessa. Perciò, la si guida grazie ad analisi sistematiche, rielaborando i dati grezzi per renderli utili ai processi d’investimento già in uso presso ciascuna società di asset management

Gli investimenti che “fanno bene” in senso lato sono considerati sempre più un fattore vincente nella produzione di rendimenti. La pensa così anche Rodolfo Fracassi di MainStreet Partners

Negli ultimi anni l’integrazione dei criteri environmental social governance (Esg) nell’asset management sta assumendo contorni sempre più sofisticati. Gli investimenti che “fanno bene” in senso lato a tutta la comunità degli esseri umani sono considerati sempre più un fattore vincente nella generazione di rendimenti. Questo, anche alla luce delle preferenze dei Millennials, le cui esigenze di sostenibilità sono sempre più forti. La pensa così pure l’asset manager Rodolfo Fracassi, direttore e co-fondatore di MainStreet Partners.

Gli Esg in MainStreet Partners

L’integrazione Esg viene utilizzata dagli asset manager e dai consulenti per vari scopi. In origine, veniva impiegata come puro strumento di screening nella fase di costruzione del portafoglio. Oggigiorno, l’analisi di sostenibilità è un fattore essenziale nel processo di investimento, nella gestione del rischio e nella comunicazione finale con il cliente. Si nota infatti una sempre maggiore attenzione da parte degli asset manager a tre temi centrali nel campo della sostenibilità. Eccoli.

Un’integrazione più sofisticata

Gli asset manager si dotano sempre più spesso di consulenti esterni. Oppure, allargano i team interni al fine di non usare semplicemente i dati provenienti da fonti terze. L’integrazione dei fattori Esg risulta sempre più complessa e guidata da analisi sistematiche che rielaborano i dati grezzi al fine di allinearne l’utilizzo ai processi d’investimento già adottati da ciascuna società di gestione.

Un engagement più forte

Questo, sia a livello di asset management in generale che di singolo prodotto. Sono infatti sempre più forti le spinte ad utilizzare l’engagement ed i diritti di voto per indirizzare le aziende verso tematiche ambientali e sociali. Si pensi ad esempio alle azioni concrete per combattere il cambiamento climatico, abbattere il livello di emissioni di CO2 o per gestire e riciclare in modo efficiente le risorse naturali.

La reportistica non finanziaria

E’ inoltre sempre più presente una reportistica sulla sostenibilità e sui dati extra-finanziari dettagliata, puntuale e sistematica. Sia gli emittenti che gli investitori si stanno muovendo in questo senso per adeguarsi alle normative europee e per rendere maggiormente trasparenti i processi decisionali.

I regolatori e gli investitori vogliono conoscere sempre meglio i risultati non solo finanziari ma anche d’impatto in campo ambientale e sociale. Fracassi nota poi giustamente un’attenzione effettiva verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, utilizzati sempre di più per dare un linguaggio comune agli obiettivi ed alla reportistica da parte di aziende e gestori.

Teresa Scarale
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