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Equita: le quotate italiane mostrano solidità finanziaria

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Redazione We Wealth
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06 Maggio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Equita: le aziende italiane quotate mostrano una leva finanziaria ragionevole

  • Il rapporto net debt/ebitda delle società italiane quotate sul Ftse Mib alla fine del 2019 è di 1.9x

  • Escludendo alcuni settori strategici (servizi pubblici, telecomunicazioni, trasporti) il dato per il Ftse Mib  è persino inferiore a 1x.

  • La fotografia del settore bancario è migliore rispetto al passato

Una nuova ricerca di Equita evidenzia come le aziende italiane quotate siano finanziariamente solide, delineando così un quadro rassicurante nonostante il coronavirus

Le aziende italiane quotate hanno subito un duro colpo a causa della pandemia, con il Ftse mib che è sceso del 27% da inizio anno (rispetto al -16% del Global Equity index e al -18% dell’Eurostoxx600). Nonostante ciò, guardando alla leva finanziaria delle società quotate a Piazza Affari, il quadro appare rassicurante, anche a fronte della crisi del coronavirus. Questo quanto emerso da una nuova ricerca a cura di Luigi de Bellis, co- head Ufficio Studi di Equita, intitolata Improved resiliency to face uncertainty. Il report, che analizza la leva finanziaria delle società quotate italiane, evidenzia come queste risultino finanziariamente solide.

Guardando ai numeri, il rapporto medio tra indebitamento netto e margine operativo lordo (net debt/ebitda) delle società italiane quotate sul Ftse Mib alla fine del 2019 è di 1.9x e 1.85x per quanto riguarda l’intero universo di società coperto da Equita (ovvero il 96% della capitalizzazione di mercato italiana). Un risultato sostanzialmente nella media: in linea con il dato del Ftse 100 londinese, leggermente peggiore rispetto al dato delle quotate sul Dax e positivo se paragonato alla media dell’indice spagnolo Ibex35.

Stando al report, il 22% delle società del Ftse Mib, escludendo i titoli finanziari, ha una posizione finanziaria netta positiva (NFP). Se si considerano le eccellenze italiane (definite dallo studio “italian champions”), ovvero quelle aziende che hanno registrato “i più alti tassi di crescita e le performance di Borsa più elevate negli ultimi 10 anni” il quadro migliora ulteriormente, con un rapporto medio net debt/ebitda di 1.3x alla fine del 2019, con il 25% di queste società che segnalano posizioni di liquidità nette (net cash) positive. Escludendo alcuni settori strategici (servizi pubblici, telecomunicazioni, trasporti) il dato, sia per il Ftse Mib che per l’universo coperto da Equita, è persino inferiore a 1x. “Possiamo quindi affermare che la leva delle società del settore industriale e dei servizi, quelli con il maggior numero di imprenditori e che rappresenta la spina dorsale dell’economia italiana, è molto contenuta” evidenzia il report.

Inoltre, la fotografia del settore bancario è migliore rispetto al passato, con l’npl ratio – il rapporto tra crediti deteriorati e impieghi – che è sceso dal 18.6% nel 2015 al 7.3% nel 2019 (nel 2009 era pari al 9,3%) e il Cet1 ratio (indicatore che riflette la solidità patrimoniale delle banche) che è quasi raddoppiato, passando dal 7,3% nel 2009 al 13,5% nel 2019.

Redazione We Wealth
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