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M&G, emozioni e scelte di investimento: impatto sull'offerta delle reti

M&G, emozioni e scelte di investimento: impatto sull'offerta delle reti

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

04 Aprile 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Le emozioni umane possono indurre ad errori nelle scelte di investimento. Questi errori però sono anche il bacino più prezioso cui attingere per imparare. Perché vincere non è lo stesso che “non perdere”

  • In un mondo in cui lo “stop loss” dei robo-advisor vorrebbe neutralizzare le emozioni che influenzano il processo di investimento, è ai fondamentali che bisogna tornare, avendo “l’umiltà di imparare a carpire quello che sentono le persone”

  • Ed è proprio sui fondamentali che si poggia la filosofia multiasset di M&G Investments, che ha recentemente lanciato il fondo multi-asset sostenibile M&G (Lux) Sustainable Allocation Fund

C’è qualcosa, nelle scelte di investimento vincenti, che conta di più rispetto alle previsioni “precise” dell’andamento dei mercati. Si tratta delle emozioni. M&G Investments ha spiegato perché al SdrX

Non siamo né computer, né irrazionali. Siamo solo umani
BY Juan Nevado, M&G Investments

L’evento di M&G Investments (“Emozioni & scelte di investimento: impatto sull’offerta delle reti“) al Salone del risparmio 2019 ha preso vita grazie alla concretezza dei gestori Juan Nevado (manager dei fondi M&G Lux Conservative Allocation Fund e Dynamic Allocation Fund) e Maria Municchi (manager dell’M&G Lux Sustainable Allocation Fund e vice gestore di M&G Lux Income Allocation Fund). Introdotti sul palco da Matteo Astolfi, country head Italy & Greece di M&G Investments, i due gestori hanno affrontato il tema delle emozioni nelle scelte di investimento, oltre che della sempreverde sempreverde sostenibilità.

Investimenti: chi vince fra emozioni e logica

“Noi siamo i nostri peggiori nemici”. Dice questo Juan Nevado introducendo il suo discorso sulla finanza comportamentale. “Gli esseri umani in quanto tali, fanno degli errori” e noi “dobbiamo imparare ad imparare dai nostri errori. Saper modificare il proprio comportamento in seguito a valutazioni errate può dare infatti vantaggio rispetto agli errori che altri operatori di mercato commetteranno.

Il cervello umano è un computer complicato

Un emisfero del cervello è dominato dalla logica e l’altro dall’intuito, da “quello che sentiamo: i ricordi, l’amore”. Questo aspetto non può “essere corretto”, proprio perché è caratterizzante degli esseri umani. La logica del cervello umano dal canto suo ha a che fare con il modo in cui si elaborano le informazioni, elaborazioni che spesso sono vittime delle bias emozionali del cervello. “Per un investitore il problema principale, e anche il suo peggior nemico, è lui stesso”.

Non perdere è più rassicurante che vincere?

Per esempio, le persone preferiscono di solito piccoli piaceri nell’immediato piuttosto che aspettare, con la prospettiva di una ricompensa più grande. E’ il caso della mezza tavoletta di cioccolato oggi invece di una intera domani. Si dà inoltre maggiore peso agli eventi negativi. Nevado ricorda che in una relazione matrimoniale occorrono cinque ricordi positivi per cancellarne uno solo negativo. “Gli esseri umani soffrono il dolore della perdita molto più acutamente rispetto alla gioia del guadagno”. Il timore di perdere una piccola somma di denaro per gli investitori è più forte dell’eventualità di guadagnare la stessa somma, continua il gestore.

Avere ragione ed essere unici. E poi?

Come ridurre gli errori indotti dalle emozioni umane sulla selezione di portafoglio? Pur scegliendo solo azioni con i fondamentali “giusti”, l’eventualità di sbagliare non sparirà. Ma Nevado, riferendosi al premio Nobel per l’economia Rober Shiller, dice che il mercato azionario non è che l’insieme del valore attuale scontato dei profitti futuri. Ma conoscere il futuro non aiuta a fare previsioni per il mercato azionario. Una previsione corretta non garantisce il guadagno: essa fa guadagnare solo se è diversa dal consenso. E’ “capire quello che la gente sente” a far guadagnare, non “indovinare i profitti”. Una previsione “perfetta” del futuro farà guadagnare solo se diversa da tutte le altre. Ma anche così, il guadagno non è garantito, perché i mercati subiscono le emozioni umane. Saperle capire è la chiave per gestirle.

Emozioni come premio al rischio per l’investimento

Il gestore ribadisce che non bisogna sprecare tempo a fare previsioni ma concentrarsi sulle valutazioni e ricorda che pessimismo ed ottimismo eccessivi sono spesso segnali su cui porre attenzione. “Il segreto è sapere dove ci troviamo, non dove stiamo andando”. Viviamo in un periodo in cui il rendimento reale sul denaro è negativo”. L’attuale, elevato premio al rischio che si ottiene investendo in azioni dipende in parte dall’eccessivo pessimismo dei mercati. Gli investitori sono oggi avversi al rischio perché conservano il ricordo del 2008 in modo indelebile. In assenza di una recessione incipiente, detenere un portafoglio di azioni globali diversificate rappresenta una buona scelta, “come nella strategia multi-asset di M&G”.

Il comportamento “folle” degli algoritmi

Gli algoritmi sono obbligati a vendere in presenza di elevata volatilità, ma in questo modo la alimentano ancora di più. Meglio sempre guardare i fondamentali.

Le obbligazioni emerging

Aggiunge Nevado che le obbligazioni dei paesi emergenti rappresentano una opportunità oggi in termini di valutazioni. La Cina sta stimolando la propria economia, la guerra dei dazi pare stia giungendo a più miti consigli, la Fed non alzerà i tassi.

Andro Wekua Untitled, 2017 Aluminum and bronze with black patina Wolf: 57 7/8 x 83 7/8 x 42 1/8 inches (147 x 213 x 107 cm) Girl: 57 7/8 x 14 1/4 x 7 7/8 inches (147 x 36 x 20 cm) Edition 1 of 2 Courtesy Gladstone New York. Emozioni investimento
Andro Wekua, Untitled, 2017. Aluminum and bronze with black patina. Wolf: 57 7/8 x 83 7/8 x 42 1/8 inches (147 x 213 x 107 cm). Girl: 57 7/8 x 14 1/4 x 7 7/8 inches (147 x 36 x 20 cm). Edition 1 of 2. Courtesy Gladstone New York for Miart

Il fondo sostenibile di M&G Investments

Maria Municchi (gestore del fondo M&G Lux Sustainable Allocation Fund e vice gestore di M&G Lux Income Allocation Fund) esordisce poi ricordando che il concetto di Esg non è nuovo all’industria del risparmio gestito. Ciò che si è profondamente rinnovato negli ultimi anni è però l’approccio con cui questi fattori sono gestiti e integrati nel processo di investimento. L’approccio Esg ad oggi non ha mai generato sottoperformance. Per quanto riguarda il fondo M&G (Lux) Sustainable Allocation, l’allocazione neutrale sul mercato azionario è del 40% (con la flessibilità di spostarsi tra il 20% e il 60%). Su questa asset class, vengono preferiti mercati come l’Europa e il Giappone. Come prevedibile dopo la Abenomics, quest’ultimo mostra caratteristiche molto interessanti per quanto riguarda la “governance”, la “g” di Esg.

Il fondo ha poi una allocazione neutrale del 50% sul comparto obbligazionario e del 10% su altri asset. In termini di allocazione sostenibile, la parte core del portafoglio (che è in euro) è su investimenti ad impatto positivo (dal 10% al 30%). Il resto ha un filtro Esg, che ad esempio sulla parte a reddito fisso utilizza un primo screening basato su rating Msci. Per quanto riguarda le obbligazioni corporate, il rating richiesto è di tripla B o superiore, mentre, per i titoli di Stato, doppia B o superiore.

Le reti: parlano i responsabili prodotto

Per Mediolanum (Edoardo Fontana Rava), l’importante è dare coerenza alle scelte di investimento Esg e non solo: “noi siamo stati fra i primi ad offrire prodotti Sri”. Per Banca Generali quello della sostenibilità è un trend di lungo periodo: “Abbiamo circa 200 prodotti, e siamo stati fra i primi a distribuire il prodotto M&G Investments” (Claudia Vacanti). Fideuram (Anna Bagella) infine non trascura “le emozioni del cliente” nelle sue scelte di investimento, e per questo motivo la sostenibilità è il target più naturale, anche se bisogna disporre di “strumenti per tutti”. E a proposito di “tutti”…

Silver generation, Baby boomers, Millennials

Se le domande poste al cliente sono “alte” si trovano poche differenze nelle risposte. Ma se si scende nel dettaglio si scopre come siano i Millennials i più attenti alle esigenze di sostenibilità. I Baby boomers mettevano al primo posto l’imprenditorialità, il business. Le nuove generazioni invece sono attente non solo a quello che mangiano, ma anche a come spendono e a come risparmiano. Nel nome della sostenibilità emozionale.

Foto copertina: Joseph Kosuth, J.J. (F.W. #11), [yellow], 2009. Yellow neon mounted directly on the wall 12,5 x 223 cm. Courtesy Galleria Lia Rumma Milano/Napoli, credits Sebastiano Pellion per Miart
Nathaniel Mellors Fallen Neanderthal with Boxed Visions, 2015 Neanderthalise stunt-dummy, Y3 floreal tracksuit and boots, ornamental rocks, perspex boxes with pigment and silicon 89 × 187 × 203 cm unique Courtesy Monitor Gallery, Roma. Emozioni investimento
Nathaniel Mellors, Fallen Neanderthal with Boxed Visions, 2015. Neanderthalise stunt dummy, Y3 floreal tracksuit and boots, ornamental rocks, perspex boxes with pigment and silicon, 89 × 187 × 203 cm, unique. Courtesy Monitor Gallery, Roma per Miart
Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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