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Emergenti e investimenti globali adesso. Secondo Amundi

04 Ottobre 2018 · Teresa Scarale · 5 min

  • Un’estate molto calda si è appena conclusa. Arriverà l’inverno a raffreddare il repricing selvaggio degli emergenti?

  • L’importanza delle politiche interne ed internazionali, la fase avanzata del ciclo

Le asset class dei mercati emergenti hanno vissuto un riprezzamento continuo negli ultimi mesi. Cosa accadrà d’ora in poi? Fattori come gli eventi politici e la maturità del ciclo avranno sempre maggior peso sulle scelte di investimento

Emergenti protagonisti dell’estate conclusa

Anche secondo gli analisti di Amundi l’estate per i mercati emergenti è stata molto calda.

Riprezzamenti forsennati

Questo è stato uno dei temi più discussi nel mondo degli investimenti. Secondo Pascal Blanqué (Cio del gruppo) e Vincent Mortier (vice Cio del gruppo) la percezione degli investitori del resto continua a risentire delle perduranti tensioni commerciali tra Aquila e Dragone. Ma è anche vero che le vicende di paesi come Turchia, Argentina e Sudafrica hanno contribuito al riprezzamento indiscriminato degli asset degli emerging, a partire dal crollo delle loro valute.

La prospettiva di Amundi

Secondo l’asset manager, nei mesi a venire c’è da aspettarsi una fase di rallentamento della dinamica dell’economia mondiale, oltre che di maturità del ciclo economico. Verranno inoltre considerati con grande attenzione gli eventi politici. In questa nuova fase, i mercati direzionali lasceranno spazio ai mercati meno direzionali, con maggiori divergenze tra stili e fattori, oltre ad una maggiore rotazione dei temi di investimento.

Potrebbero presentarsi delle opportunità in alcuni segmenti ad elevata qualità e value dei mercati azionari e anche negli scambi che sfruttano gli spread fra le varie banche centrali.

 Guerre commerciali e rallentamento sincronizzato

Secondo Philippe Ithurbide, global head of research, Monica Defend, head of Strategy, vicecapo del settore ricerca e Didier Borowski, head for macroeconomic research, la situazione è quella che segue.

Interferenze generalizzate

Sui mercati vi sono delle “interferenze generalizzate”. La volatilità finanziaria è dovuta soprattutto alla difficile situazione della politica globale che ha scosso gli investitori, ma non ha ancora destabilizzato i fondamentali economici e macroeconomici. È però emerso un trend fortemente divergente, con gli Stati Uniti che stanno crescendo molto più velocemente rispetto al resto del mondo. Finora i fondamentali hanno dimostrato una buona tenuta all’incertezza. Tuttavia, si ritiene che l’inasprimento delle condizioni finanziarie, riguardante anche i tassi di cambio e i tassi di interesse, potrebbe scatenare tensioni significative sui mercati agli attuali livelli di valutazione.

I tassi long e gli emerging

I tassi di lungo sono sotto pressione. La curva dei rendimenti Usa resta piatta, e secondo gli analisti lo rimarrà anche in futuro per via della difficoltà di scontare un premio accettabile sull’inflazione negli Usa e dell’indebolimento dei fondamentali di altre economie.

Per i mercati emergenti,il maggior rischio riguarda le possibili ricadute delle valute dei mercati emergenti sulle obbligazioni e sulle azioni. La Turchia sembra il paese più esposto a questa dinamica, ma non è il solo. Altre economie vulnerabili sono quelle più fragili, con grandi esigenze di finanziamento, come Sudafrica e Cile. Tuttavia, pur se il contesto è difficile, gli analisti ritengono che i timori sui rischi siano eccessivi.

L’importanza di rimanere neutrali e di cercare il valore

“In questo contesto rimaniamo prudenti sull’esposizione agli attivi rischiosi e ci focalizziamo invece su dei temi che sono supportati dalla forte dinamica economica o da valutazioni interessanti”. E’ quanto afferma Matteo Germano, head of multi-asset.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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