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Elon twitta, il mercato compra: Bitcoin verso i $50 mila

Elon twitta, il mercato compra: Bitcoin verso i $50 mila

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Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani

09 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 5 min
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  • Tesla ha annunciato che lo scorso mese ha investito 1,5 miliardi di dollari sul bitcoin e che nel prossimo futuro accetterà la criptovaluta come metodo di pagamento

  • Secondo Enrico Malverti il prezzo del Bitcoin si potrebbe spingere già prima della fine dell’anno fino a 100 mila dollari, ma quella di Musk è una manipolazione permessa da un vuoto normativo

  • Il Financial Times solleva dei dubbi sulla valenza di questo investimento: il Bitcoin è un asset molto volatile che non si coniuga con le esigenze di tesoreria di Tesla

Non c’è futuro che non scriva Elon Musk: la mossa di Tesla nei confronti del Bitcoin potrebbe infatti scatenare una reazione a catena (e forse provocare qualche malumore alla Sec). Intanto gli investitori gongolano fiduciosi di un Bitcoin a 100 mila dollari già a fine anno

Elon tweeta, il mercato compra. L’ultimo hasthag comparso sul profilo twitter del da poco uomo più ricco del mondo che ha fatto animare le contrattazioni a Wall Street è stato: #bitcoin. Ma non è tutto. Musk questa volta si è spinto oltre e ha fatto sapere al mondo quale sarà il futuro: Tesla ha acquistato Bitcoin per un valore di 1,5 miliardi di dollari ed è prossima ad accettare pagamenti con la valuta digitale. Un’operazione che sa di rivoluzione (ma anche di manipolazione). Sembra già che Google ed Apple si dicono pronte a fare lo stesso.

Tesla un game changer per il Bitcoin

Il Bitcoin ha toccato nella mattinata di martedì il suo massimo storico di 48 mila dollari.  Il giorno precedente il prezzo era schizzato guadagnando il 12% in una sola ora. Dopo una profonda correzione di quasi il 25%, il bitcoin torna dunque a correre e lo fa per merito di Elon Musk. Per Simon Peters analista di eToro i tweet di Elon Musk in questo senso sono stati un gamechanger per la regina delle criptovalute. “La mossa di Tesla di investire nel Bitcoin e di iniziare ad accettare la criptovaluta come metodo di pagamento per i propri prodotti, ha davvero spostato l’ago della bilancia. Si parla già di mosse simili da parte di Apple e Google, che potrebbero inserire il Bitcoin tra propri sistemi di pagamento” afferma Peters che aggiunge: “crediamo che anche altre aziende, soprattutto quelle che vendono quasi esclusivamente online, cercheranno di fare altrettanto, utilizzando la criptovaluta sia come diversificatore, che come unasorta di polizza assicurativa per la svalutazione delle altre valute

Bitcoin vista 100 mila dollari. Ma è manipolazione?

C’è dunque da aspettarsi un nuovo rally prolungato del Bitcoin? Per Enrico Malverti, ceo di Ematrend e socio di Siat, le prospettive sono rosee. “Con la recente pausa di consolidamento e successiva accelerazione di ieri ci si può aspettare molto probabilmente un Bitcoin che nei prossimi giorni supererà la soglia dei 50 mila dollari e che forse potrebbe toccare già quest’anno i 100 mila dollari” afferma Malverti che puntualizza che nel breve ci potranno essere comunque importanti ritracciamenti. Secondo l’esperto di trading tuttavia la condotta di Musk ha un nome ben preciso: “Si tratta di una manipolazione evidente, se non duplice: da una parte sul Bitcoin e dall’altra sul titolo Tesla. E naturalmente a suo vantaggio: Elon Musk tweeta e tutti investono. Tuttavia rimane al momento un vuoto normativo rispetto a questi nuovi strumenti di manipolazione in parte già visti con il caso GameStop”. Intanto nelle ultime settimane Bitcoin e Tesla sono arrivate ad avere una correlazione dello 0,95: i prezzi si muovono quasi all’unisono.

Un investimento non da tesoreria

Infine il Financial Times solleva un interrogativo sulla valenza di questa operazione. Secondo il quotidiano britannico infatti per una società con una capitalizzazione dell’entità di Tesla investire la propria liquidità su un asset così rischioso come il Bitcoin non è linea con un’assennata gestione di tesoreria: nel grande ribasso di marzo, la criptovaluta era arrivata a perdere fino al 60% del suo valore. Se è vero che l’investimento attualmente cuba solo per 1,5 miliardi di dollari e dunque perdite eventuali non sarebbero sostanziali per i bilanci di Tesla, va anche detto che si potrebbero verificare problemi di redditività. Dal momento che la società di Musk tratterà le sue partecipazioni in criptovalute come un bene immateriale dovrà rivalutarle regolarmente e prendere qualsiasi calo di valore come un costo contro i profitti. Contrariamente qualsiasi aumento di valore potrà essere realizzato solo quando Tesla venderà la partecipazione. Certamente Musk, prendendo questa decisione, avrà prima consultato il futuro, ma forse non ha fatto lo stesso con il presente.

Lorenzo Magnani
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