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Elezioni Usa? I mercati temono più la pandemia

Elezioni Usa? I mercati temono più la pandemia

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Livia Caivano
Livia Caivano

16 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • “L’economia a livello globale ha beneficiato delle politiche economiche espansive: i tassi d’interesse sono rimasti bassi e di conseguenza è stato possibile gestire la volatilità sui mercati finanziari”

  • “Secondo noi il vero rischio sarebbe non sconfiggere il virus tra il primo e il secondo trimestre del 2021”

  • “Oggi dobbiamo allargare le nostre scelte sempre più ai temi che accompagnano la crescita globale”

Dopo un agosto tranquillo e un settembre pensieroso, ottobre ci sta tenendo attaccati ai monitor. Tanti i fattori di incertezza da monitorare ma Generoso Perrotta, responsabile Financial Advisory di Banca Generali, non ha dubbi. Fino a metà 2021 a condizionare l’andamento dei listini sarà soprattutto il covid

Anche se le cose vanno meglio di quello che temevamo non è il caso di sedersi sugli allori. La pandemia di covid-19 ha avuto effetti devastanti sul fronte sanitario ed economico a livello globale da marzo in poi, ma dall’estate (almeno) i mercati finanziari sembrano aver tirato un sospiro di sollievo. Cosa ci aspetta per la fine del 2020? Secondo Generoso Perrotta, responsabile Financial Advisory di Banca Generali, il focus va spostato al secondo trimestre del 2021, quando potremo finalmente dire se la pandemia è stata sconfitta.

 

“L’economia a livello globale ha beneficiato delle politiche economiche espansive: i tassi d’interesse sono rimasti bassi e di conseguenza è stato possibile gestire la volatilità sui mercati finanziari”, spiega Perrotta a We Wealth. Oggi però ci troviamo a fare i conti con la seconda ondata di contagi del virus, che volente o nolente ci trova ancora impreparati: “Lo vediamo anche sul fronte delle performance: negli ultimi sei mesi abbiamo avuto in alcune aree geografiche un andamento positivo e l’economia di alcuni Paesi, come la Cina,  ha addirittura ripreso a crescere. É vero che la pandemia ha sconvolto i mercati a marzo e ad aprile, ma la razionalità dell’intero sistema economico – finanziario ha rimesso in carreggiata la situazione: il 2020 potrebbe addirittura sorprendere in positivo chiudendosi senza danni importanti per i mercati”. Anche nonostante le elezioni americane, o la possibilità di una hard Brexit? “Secondo noi il vero rischio sarebbe non sconfiggere il virus tra il primo e il secondo trimestre del 2021”, prosegue il responsabile della Financial Advisory di Banca Generali. “Fino a gennaio avremo politiche economiche che tenderanno a supportare domanda e offerta – e di conseguenza i mercati finanziari. Il rischio è che la pandemia si confermi tale per un periodo molto prolungato. Le elezioni Usa avranno un impatto significativo solo in caso dovessero avere un esito incerto: ma chiunque vinca non farà una grande differenza. Che vinca Donald Trump o Joe Biden avremo comunque una banca centrale accomodante”. Sicuramente le elezioni avranno una rilevanza, ma il punto di svolta sarà solo la sconfitta della pandemia.

Strategia prudente ma con un occhio all’equity

Ma nel frattempo possiamo permetterci di essere aggressivi nelle nostre strategie di investimento o è meglio temporeggiare? Risponde Perrotta: “A prescindere dai principi di costruzione del portafoglio come diversificazione, ottimizzazione ed efficientamento degli investimenti a livello geografico e valutario, che devono essere sempre applicati, oggi dobbiamo allargare le nostre scelte sempre più ai temi che accompagnano la crescita globale. Oggi per esempio guardiamo alla blockchain e il fintech – oltre, ovviamente, all’Esg, che spesso sono proprio i clienti a richiedere. Non bisogna poi trascurare il mondo degli alternativi e degli illiquidi che possono rappresentare una buona opportunità per via del loro maggior livello di decorrelazione dai mercati tradizionali”.

Livia Caivano
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