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Elezioni europee alle porte, riflettori sui mercati finanziari

Elezioni europee alle porte, riflettori sui mercati finanziari

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

20 Maggio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • “E’ plausibile che le elezioni aggiungano altra volatilità. Bisogna puntare sui trend demografici e tecnologici”, spiega Giacomo Calef di Notz Stucki

  • “Uno spostamento a favore dei partiti politici di centro e di posizioni pro-euro alle elezioni europee potrebbe costituire un fattore positivo per i titoli italiani”, aggiunge Kurt Schappelwein di Raiffeisen Capital Management

  • “Un aumento dei voti legati ai populisti potrebbe comportare delle ripercussioni sui mercati finanziari, ma solo di breve periodo”, conclude Giovanni Cuniberti di Gamma Capital Markets

I mercati finanziari si preparano alle possibili ripercussioni delle elezioni europee ma, tra volatilità e turbolenze, le preoccupazioni sembrano essere contenute. Parola a Notz Stucki, Gamma Capital Markets e Raiffeisen Capital Management

Le elezioni europee sono ormai alle porte e tutti i riflettori sono puntati sulle possibili ripercussioni sui mercati finanziari, ma senza troppe preoccupazioni. Secondo i recenti sondaggi, infatti, il panorama politico europeo non dovrebbe destare sorprese o cambiamenti radicali che potrebbero, di conseguenza, destabilizzare i mercati.

“Il populismo avrà indubbiamente un impatto sulle elezioni europee, favorendo uno spostamento dai partiti politici di centro a quelli di destra – spiega Kurt Schappelwein, responsabile multi asset allocation di Raiffeisen Capital Management – Un’ampia vittoria dei partiti di destra è tuttavia piuttosto improbabile e il Parlamento europeo non è così forte, ma influirebbe comunque sulla capacità del Parlamento europeo di agire sulle riforme strutturali”.

In particolare, secondo Giovanni Cuniberti, responsabile consulenza fee-only di Gamma Capital Markets, un aumento dei voti legati ai populisti potrebbe comportare delle ripercussioni sui mercati finanziari, ma solo di breve periodo. Se la loro presenza rimanesse ridotta, l’impatto sarebbe nullo. Al contrario, un aumento del 10% potrebbe causare delle ripercussioni di breve periodo. “Nel passato, tutte le ripercussioni politiche non hanno determinato shock di lungo periodo, da Trump alla Brexit”, spiega Giovanni Cuniberti.

Sullo stesso focus anche Giacomo Calef, country manager di Notz Stucki. Secondo quest’ultimo, nonostante la probabilità di un peso maggiore dei partiti nazionalisti in Parlamento, le elezioni europee non dovrebbero riservare sorprese. Ciononostante, bisognerà tenere sott’occhio la volatilità.
“E’ plausibile che tali elezioni aggiungano altra volatilità, ripresa a salire a causa della guerra commerciale USA-Cina e del rallentamento economico in Europa e a livello globale – aggiunge Giacomo Calef – Inoltre c’è il rischio che la situazione europea possa peggiorare per via della minaccia di Trump di imporre dazi sul settore automobilistico e della complicata gestione del debito italiano”. Di conseguenza, secondo Calef, per superare i momenti di volatilità bisognerebbe puntare sui trend demografici e tecnologici, in grado di generare profitti sopra la media ed essere anti-ciclici nel lungo periodo, ovvero la Digital Disruption, l’Healthcare e il mercato del lusso nei mercati emergenti. “Si consideri che il mercato obbligazionario, rispetto a quello azionario, non ha totalmente recuperato le perdite subite nel 2018, dato che i tassi di interesse sono bassi. L’equity, invece, ha visto un rimbalzo significativo, anche se probabilmente permarranno i fattori di incertezza dello scorso anno”, conclude Calef.

“Se sull’azionario una turbolenza può essere recuperata nel breve, sono un po’ più negativo sul mercato obbligazionario perché in questo caso potrebbe portare a un aumento generalizzato dei rendimenti e, di conseguenza, a una discesa dei prezzi sia a livello corporate che dei titoli di stato soprattutto in aree periferiche”, aggiunge Cuniberti. Secondo quest’ultimo, lo scudo protettivo della Banca centrale europea si è ridotto rispetto al passato. Di conseguenza, le obbligazioni bancarie italiane stanno anticipando una possibile turbolenza, aumentando i rendimenti rispetto alle corporate tradizionali o ai titoli di Stato. Se da un lato, infatti, non dovrebbero esserci impatti rilevanti sul mercato azionario europeo, alcuni risvolti inaspettati potrebbero ricadere sull’Italia, la Germania o il Regno Unito.

“Nel caso dell’Italia, vediamo una forte possibilità di nuove elezioni. Questo potrebbe quindi ripercuotersi sui titoli obbligazionari in entrambe le direzioni – spiega Kurt Schappelwein – Uno spostamento a favore dei partiti politici di centro e di posizioni pro-euro alle elezioni europee potrebbe costituire un fattore positivo per i titoli italiani, mentre un ulteriore spostamento verso partiti euroscettici potrebbe portare a una maggiore incertezza e instabilità politica e, quindi, a un allargamento dello spread”.

La situazione si fa calda anche per il Regno Unito. Dopo il referendum sulla Brexit e le elezioni politiche del 2017, le elezioni europee rappresenteranno il primo voto orientativo, in un momento ancora di incertezza sul processo di Brexit. “Un’eventuale vittoria dei movimenti europeisti potrebbe portare a una soft Brexit, a un secondo referendum o a nuove elezioni nel Regno Unito”, avverte Kurt Schappelwein.

Rita Annunziata
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