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Elezioni Usa: aspettando l’onda blu, vinti e vincitori a Wall Street

Elezioni Usa: aspettando l’onda blu, vinti e vincitori a Wall Street

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Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani

27 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Ubs ha pubblicato il report “Election Watch: Investment Implications of the Us elections” con il quale analizza quali potrebbero essere gli effetti delle elezioni sui settori economici statunitensi

  • A meno di una settimana Biden è in  vantaggio consolidato. Il secondo scenario più probabile è quello di mantenimento dell’attuale assetto istituzionale. Trump presidente, senato ai repubblicani e camera ai democratici

  • Energia pulita e infrastrutture accoglierebbero positivamente l’ingresso di un nuovo inquilino alla Casa Bianca, mentre una riconferma di Trump favorirebbe finanza e società petrolifere

I mercati a una settimana dal voto mostrano tutta la loro incertezza. Se l’onda blu è lo scenario più probabile, quali sono i settori su cui prendere posizione?

L’ultimo miglio di una campagna elettorale senza precedenti sta per essere percorso. Una settimana esatta e, al netto dell’ipotesi di pareggio e voto contestato, gli Stati Uniti d’America avranno un nuovo presidente. La trepidazione per l’esito delle urne si fa sentire anche sui mercati, sempre più volatili e a rischio ribassi. Il Volatility index, l’indice della paura, lunedì è tornato sopra la soglia dei 30 punti. Nello stesso giorno a Wall Street i principali indici azionari sono crollati. Il Dow Jones ha perso il 2,29%, lo S&P 500 l’1,86% e il Nasdaq l’1,64%. In questo contesto le domande che si pongono gli investitori sono due: Chi vincerà? Quali settori saranno premiati dall’elezione dell’uno o dell’altro? A questi interrogativi ha provato a dare una risposta Ubs, con il report “Election Watch: Investment Implications of the Us elections”.

La blu wave, aspettando il giudizio di Wall street

(Quasi) tutto è possibile. Secondo l’istituto elvetico a parte l’ipotesi di red wave, ovvero senato e camera entrambi sotto il vessillo repubblicano, gli altri scenari sono tutti da prendere in considerazione. Una vittoria netta di Biden, tale da sottrarre  il senato ai repubblicani, è quello che ragionevolmente ci si dovrebbe aspettare. Il clean sweep dem ha infatti una probabilità di verificarsi del 55%, seguito da una riconferma dell’amministrazione Trump con camera ai democratici (28%) e dalla vittoria di Biden ma con congresso diviso (15%). Stando ai sondaggi in molti stati che erano stati fautori della vittoria di The Donald nel 2016, Trump è dato in marcato svantaggio. Ma a decidere chi entrerà nella Casa Bianca il 3 novembre potrebbe essere la stessa Wall Street. Secondo uno studio di LPL Financial l’andamento dello S&P nei tre mesi precedenti l’election day ha previsto l’esito di tutte le elezioni dal 1984 e ha indovinato l’87% dei vincitori dal 1928. Se l’indice sale, il partito alla maggioranza viene riconfermato. Se scende, a spuntarla è il partito all’opposizione.

Chi sale e chi scende: i settori per non sbagliare

Secondo Ubs il driver principale sui mercati sarà il superamento della crisi sanitaria. Che dunque vinca Trump o Biden, augurandosi un vaccino nel 2021, c’è da aspettarsi un mercato al rialzo per il prossimo anno. Tuttavia qualcosa per i portafogli degli investitori cambierà.  Tant’è che il 62% degli investitori a livello globale sta pensando di fare dei cambiamenti in base a chi vincerà. A seconda dell’esito delle elezioni infatti ci saranno settori che performeranno meglio e altri peggio.

  1. Energia: il settore energetico beneficerebbe senza dubbio di una vittoria di Biden, il cui cavallo di battaglia in questa campagna elettorale è stato proprio quello dell’energia pulita.  Le rinnovabili, tra tutte l’energia eolica e solare, sarebbero le più favorite. Ma anche tecnologie come la carbon capture o energie basate sull’idrogeno e il nucleare avrebbero un importante spinta. Sotto l’amministrazione Trump invece troverebbe parziale conforto il settore dell’oil&gas. In entrambi gli scenari grava sul prezzo del petrolio il rischio macro del ripristino dell’accordo JCPOA, per il quale l’Iran potrebbe aumentare l’offerta globale del 2-3%
  2. Servizi finanziari: il settore finanziario crescerà indipendentemente dal vincitore. Nel complesso, come si è potuto apprezzare dalle trimestrali, le banche americane hanno retto bene difronte allo shock provocato dall’epidemia, dimostrando di avere sufficiente capitale e liquidità per sostenere la ripresa. Inoltre anche i prezzi borsistici sono molto attraenti, con rapporti prezzo/utili particolarmente bassi. Motivo per credere che anche con Biden presidente il settore si riprenderà. Inoltre la tassazione più alta, il ritorno alla regolamentazione, programma portato avanti dai democratici, probabilmente saranno compensate dei benefici macroeconomici dovuti all’aumento della spesa pubblica.
  3. Tecnologia: al netto dell’aspetto regolamentare –  entrambi i candidati convergono nel dire di voler limitare l’uso del digitale – il driver principale sarà la politica fiscale. La vittoria di Biden potrebbe portare a un peggioramento delle valutazioni. La politica espansiva dei democratici infatti probabilmente si accompagnerà con un aumento dei tassi di lungo periodo e dunque a valutazioni delle società più basse. L’ipotesi alternativa di un congresso diviso, proprio perché vorrebbe dire scendere a compromessi sul lato fiscale, non muterà il quadro di riferimento per le società tech.
  4. Healthcare: l’insediamento di Biden alla Casa Bianca porterebbe importanti novità per il settore dei servizi sanitari. Similmente a quanto accaduto nel 2009, allorché le società operanti nel settore toccarono minimi storici, si pensa che le riforme sanitarie portate avanti dai democratici avranno effetti positivi solo nel momento che vi sarà una chiarezza normativa (nel 2015 raggiunta con l’Affordable Care Act). Una spinta al rialzo nel breve con Biden presidente ci sarebbe solo nel caso di congresso diviso. In tal caso si dovrebbe scendere a compromessi con il senato repubblicano. Ma anche l’incertezza  circa la strada che vuole intraprendere Trump non fa pensare che i rialzi saranno molto ampi.
  5. Infrastrutture: l’onda blu è l’ipotesi più favorevole per il settore delle infrastrutture, che assieme alla green economy, è il perno del piano fiscale, da 2000 miliardi di dollari, promesso in campagna elettorale. Le principali industrie a beneficiarne sarebbero l’edilizia e ingegneria, prodotti chimici apparecchiature elettroniche e materiali da costruzione. Con la rielezione di Trump invece probabilmente si assisterebbe di nuovo ad uno stallo o comunque ad un piano fiscale di più esigua ampiezza.
Lorenzo Magnani
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