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Dagli ego-sistemi agli ecosistemi, megatrend per investire

Dagli ego-sistemi agli ecosistemi, megatrend per investire

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

05 Novembre 2020
Tempo di lettura: 7 min
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  • La transizione digitale è un trend strutturale di sviluppo dell’economia e della società attuale. Ma le forze dei megatrend sono sempre esistite. Si pensi alla demografia. L’Africa nel 2050 avrà 2,5 miliardi di abitanti. La demografia è un fattore dirompente, ma è osservabile

  • Il segmento Star di Borsa Italiana “dal 2010 ha moltiplicato i suoi rendimenti di 4,6 volte rispetto alle due del resto del mercato”. L’Ue è comunque stata molto all’avanguardia rispetto ai temi esposti alla pandemia, come il biomedicale. Il covid gioca da grande acceleratore nella ricerca

  • Oggi è necessario mettere in parallelo, come su un binario, le dinamiche evolutive della biologia e quelle della tecnologia. Nella sfrenata corsa tecnologica attuale l’intelligenza collettiva è meglio di quella singola

  • Mentre tutti parlano di nuova normalità, di “new normal”, forse sarebbe meglio parlare di “never normal”. Quelle che la pandemia ha messo in moto sono onde, non linee

Saper investire nei megatrend è un’urgenza sempre più pressante. Alcuni di essi sono nati adesso – il covid stesso? – mentre altri sono vecchi quanto l’uomo. Cogliere il momento decisivo, essere in grado di selezionare, di guardare né troppo lontano né troppo vicino, convincere i risparmiatori. Sono tutte abilità che l’industria del risparmio gestito deve fare proprie, oggi come non mai

La potenza di fuoco delle banche centrali ha messo in campo 20.000 miliardi di liquidità, pari al 23% del pil mondiale. Con questo mega dato il vicepresidente di Assogestioni Santo Borsellino apre la conferenza digitale del ciclo R-Evolution, dedicata ai megatrend di investimento. Un ammontare di risorse che parla la lingua dei trend strutturali. Dalle politiche di bilancio al recovery fund, passando per il green deal, i fondi contro la crisi puntano sul digitale, sul green.

Investimenti verdi, puliti, inclusivi

“L’attenzione all’ambiente è importante, come abbiamo visto l’elemento popolare è dirimente”, ammette Pietro Martorella, ad di Axa Investment Managers Italia. “Ma ambiente non è tutto. Ci sono altri aspetti fondamentali della sostenibilità, come la cura per gli esseri umani, per i dipendenti. Gli investimenti in infrastrutture e strutture saranno fondamentali per rafforzare la coesione sociale”.

Sulla direttrice dei principi esg (ambientali, sociali, di governance) si sta sicuramente muovendo l’Europa. Gli esg sono un fenomeno socio-economico strutturale i cui frutti si manifestano nel lungo termine. Ma si manifesteranno, perché sono due i motori che li muovono. Da una parte c’è il consumatore che chiede sempre più sostenibilità, dall’altra il mondo aziendale, che pure lavora a un’offerta sempre più sostenibile.

Il termine “megatrend” evoca innovazione e progresso. Giusto. La transizione digitale è un trend strutturale di sviluppo dell’economia e della società attuale. Ma le forze dei megatrend sono sempre esistite. Si pensi alla demografia: esiste da quando l’uomo ha fatto la sua comparsa sulla Terra. Ed è una delle tendenze più potenti e trasformative che esistano. Un solo dato: l’Africa nel 2050 avrà 2,5 miliardi di abitanti. La demografia è un fattore dirompente, ma è osservabile, dice Davide Bergami, partner Ey. E poi ricorda che “la generazione Z è la più grande di sempre, 1,8 miliardi di persone”.

Investire nel megatrend tech: rendimenti x4,6

Ma è indubbio che un megatrend sia l’intenso sviluppo tecnologico attuale. “In Europa dobbiamo rincorrere due giganti, Usa e Cina”, afferma Borsellino. Per colmare questo divario ci vorrà tempo. Ma oggi possiamo investire in AI, robotica (Italia e Germania sono due eccellenze in tal senso), finech. “Investire 10 anni fa in questi settori significava essere esposti a un segmento immaturo. Oggi no”. Il segmento Star (segmento titoli ad alti requisiti) di Borsa Italiana (incentivato molto anche dai pir), “dal 2010 ha moltiplicato i suoi rendimenti di 4,6 volte rispetto alle due del resto del mercato”. L’Ue è comunque sempre stata molto all’avanguardia rispetto ai temi esposti alla pandemia, come il biomedicale. Il covid gioca da grande acceleratore nella ricerca, medica e tecnologica, conclude Borsellino.

Imparare in fretta

Davide Bergami, partner EY, ricorda la massima socratica “so di non sapere”, e vi aggiunge “ma so anche di dover imparare in fretta”. Lambiccarsi in previsioni astratte non ha senso. Oggi è necessario mettere in parallelo, come su un binario, le dinamiche evolutive della biologia e quelle della tecnologia. Nella sfrenata corsa tecnologica attuale l’intelligenza collettiva è meglio di quella singola. Il sistema attuale necessita di un salto culturale: dagli ego-sistemi agli ecosistemi, proclama Bergami. Sistemi che includano anche antropologia, sociologia, filosofia.

“Il caso, il ‘cigno nero’, è davvero casuale? Ormai esiste una cultura sufficiente per anticipare e prevedere”. Se solo si riuscisse a togliere un po’ del “rumore di fondo”. È necessario “isolare il segnale” afferma il moderatore Simone Spetia. Solo così potranno identificarsi le forze primigenie della tecnologia, demografia, ecologia, e del… covid.

Sui conti correnti degli italiani giacciono fermi 1600 miliardi. È come se la domanda fosse congelata. Bergami si chiede come fare. Forse con “lo stimolo gentile”, il nudge del nobel Richard Thaler.

Investire nei megatrend: il “never normal” e il ponte

Mentre tutti parlano di nuova normalità, di “new normal”, Davide Bergami dice che forse sarebbe meglio parlare di “never normal”. Quelle che la pandemia ha messo in moto sono onde, non linee, prosegue il partner di Ey. Abbiamo sempre ragionato in termini di linearità, ma il mondo funziona in termini esponenziali. I dati sono il nuovo petrolio, ma senza una loro corretta interpretazione perdono valore. L’economia comportamentale è più importante del dato in sé. E la pandemia, è un megatrend di per sé? Di sicuro “ha accelerato fenomeni di cambiamento che arrivano da molto lontano”, conviene Paolo Proli, head of retail division di Amundi Sgr.

L’addio alla “normalità” ricorda incessantemente che siamo in emergenza. “Ma il ponte fra emergenza e megatrend è l’innovazione. Ossia tutto ciò che in un modo o nell’altro crea ricchezza, accelerando lo sviluppo economico”, sottolinea Michele Quinto, country head e branch manager Italy di Franklin Templeton. Ciò che è fondamentale per investire con successo nei megatrend è saper captare la “velocità di innovazione, scoprire quando l’innovazione diventerà virale. E riuscire a posizionarsi sugli investimenti con tempismo”.

Alzare lo sguardo sopra l’orizzonte, il compito dell’asset management

Matteo Astolfi, managing director – Financial Intermediaries Capital Group ricorda l’ammonimento di Bill Gates. “Ci si concentra sui cambiamenti di qui a due anni, senza considerare quelli a dieci anni”. Per esempio, “come fare a non pensare che fra un decennio l’industria del turismo e della ristorazione non sarà tornata centrale?”. Per questo è importante imparare a investire nei megatrend. Selettività e focalizzazione sono abilità tipiche dell’industria dell’asset management. “Non tutte le imprese riusciranno a riprendersi, quindi è importante aiutare gli investitori a saper scegliere”. Un esempio. “Il consumo di contenuti in streaming passerà dall’attuale 30 all’80%. C’è poi il settore della telemedicina: fra il 20 e il 30% si faranno curare da casa nei prossimi due tre anni”. Sono informazioni vitale per l’investitore. Se i tassi di interesse rimarranno a zero, “dovremo infatti chiederci seriamente quanto investire in azioni, visto che le obbligazioni non rendono. Altrimenti, non sarà possibile remunerare il capitale investito”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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