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Ecco perché la Bce dovrebbe fare un passo indietro sui dividendi

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Redazione We Wealth
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27 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Le dichiarazioni dell’ex ministro sono arrivate durante la presentazione del documento di Programmazione Annuale relativa al 2021

  • Il focus, la delicata situazione emergenziale cui il sistema bancario si trova a far fronte

Secondo il presidente dell’Associazione di fondazioni e cassa risparmi Francesco Profumo, la Banca Centrale Europea dovrebbe rivedere lo stop assoluto alla distribuzione dei dividendi bancari, “una politica che oggi sta zavorrando i bilanci delle fondazioni e penalizzando i territori”

Ci vorrebbe da parte della Banca Centrale Europea un intervento selettivo, con attenzione per le banche che hanno bisogno dei dividenti – e quelle che invece no. E’ questo il pensiero espresso da Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo e dell’Associazione di fondazioni e cassa risparmi, a margine della presentazione del documento di Programmazione Annuale relativa al prossimo anno.

 

 

“Crediamo che la Bce ci stia lavorando”, ha spiegato l’ex ministro. “Abbiamo fiducia che qualche cosa possa cambiare” Un endorsement all’amministratore delegato di Intesa San Paolo Carlo Messina, che in passato aveva sottolineato come sottrarre risorse alle fondazioni e al territorio si possa rivelare fatale in un momento di crisi come quello innescato dalla pandemia di covid-19. “Noi auspichiamo che l’azione della Bce sia selettiva: ci sono banche che hanno bisogno dei dividendi per la loro capitalizzazione, altre meno. Crediamo che questa sarebbe la linea giusta da tenere e che Francoforte ci stia lavorando. Abbiamo fiducia che qualche cosa possa cambiare”.

Carico fiscale per le fondazioni

“Stiamo lavorando con il governo e in particolare con il ministero dell’Economia per vedere se ci sono le coperture necessarie per avviare un processo graduale di recupero per la riduzione della fiscalità”, ha aggiunto Francesco Profumo a proposito delle fondazioni. “La definizione delle ipotesi di spesa per il prossimo anno – ha sottolineato – tiene conto della situazione attuale e del fatto che la Bce a fine luglio 2020, ha confermato la raccomandazione alle banche nazionali di non procedere alla distribuzione di utili almeno sino al 31 dicembre 2020, e intende prendere una decisione nel quarto trimestre 2020 riguardo all’approccio da seguire dopo il primo gennaio 2021. Abbiamo, pertanto, gestito il nostro conto economico previsionale con un approccio prudenziale, cosa che ci ha portato a non formulare stime di dividendi per il 2021 da parte di Intesa“.

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