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Dollaro diversificatore dell’anno: e nel 2019? Parla Natixis

28 Dicembre 2018 · Livia Caivano · 5 min

Come si sono mossi l’investitori nel 2018? Parola d’ordine: diversificazione. Insieme a Alessandro Marolda, senior consultant e portfolio research per Natixis abbiamo provato a capire cosa è successo per capire cosa succederà nel 2019

Il mercato non è stato generoso nel 2018 ma chi ha investito nel dollaro spesso è stato ripagato. Alessandro Marolda, senior consultant e portfolio research per Natixis, ci aiuta a capire perché. “I portafogli che abbiamo ricevuto nel 2018 hanno avuto un cambiamento enorme. Eravamo abituati a un trend molto chiaro, quello di vendere la componente obbligazionaria e sostituirla con alternative e fondi multi-asset”. I rendimenti del comparto obbligazionario, com’è ormai noto, sono calati nell’anno, specie in Europa e chi ha investito sui fondi alternative l’ha fatto “nella speranza di ottenere un rendimento più elevato, ma sempre con le caratteristiche dell’obbligazionario, cioè bassa volatilità e bassa correlazione con il portafoglio”. Poi un’inversione di tendenza: “Anche a causa del più elevato costo di copertura per i prodotti non in euro, i portafogli dei nostri clienti hanno incrementato la parte obbligazionaria di tantissimo e hanno addirittura venduto i fondi multi-asset”.

Posizioni in dollari

Specie dalla primavera in poi “tanti dei nostri clienti si sono buttati sull’obbligazionario europeo alla ricerca di rendimenti più elevati e costo di copertura limitato”. Nonostante le strategie, per molti investimenti l’anno è stato difficile. “Dei portafogli ricevuti quest’anno una piccolissima parte è stata positiva, 4 su 87 (al 4 dicembre 2018) e questi pochi, lo sono stati grazie a una buona esposizione al dollaro, praticamente l’unico asset che è andato bene quest’anno. In generale il portafoglio medio moderato ha il 20-25% investito in dollaro, non una concentrazione enorme, ma la maggior parte tiene comunque una parte investita in dollari soprattutto da parte degli investimenti azionari non coperti. Si comprano fondi globali, fondi Us e sull’azionario non vanno a coprire l’esposizione valutaria: quindi su questo fronte all’interno del portafoglio hanno rischio dollaro mentre sull’obbligazionario vanno a coprire il rischio cambio”.

foto di Donald Trump
Donald Trump - presidente Usa

Il rischio, però, è che con il diluirsi degli effetti benefici della riforma fiscale di Donald Trump – che in molti prevedono per il 2019 – vada a esaurirsi anche il momento positivo della valuta americana. “Può essere che quella che è stata un’opportunità quest’anno si trasformi in rischio. Sul dollaro ci sono aspetti sia positivi che negativi. L’esposizione deve essere valutata non dal punto di vista del rendimento ma per la diversificazione che può apportare. Il dollaro è un asset che può andare bene – lo ha fatto in passato – anche in contesto difficile”.

Livia Caivano
Livia Caivano
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