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Deutsche Bank lascia Londra e sceglie Francoforte

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  • Deutsche Bank lascia Londra e sceglie Francoforte

  • Altre società come Bmw, Citigroup, Airbus, Bmw e Simens stanno invece pensando di lasciare la Gran Bretagna per la Francia

La Brexit inizia a mietere la prime vittime. La Deutsche Bank ha spostato quasi la metà delle sue attività di compensazione dal Regno Unito a Francoforte

Dalle parole ai fatti. La Deutsche Bank ha spostato quasi la metà delle sue attività di compensazione in euro da Londra a Francoforte. Il gigante tedesco ha spiegato come la sua esposizione complessiva al rischio di derivati denominati in euro liquidati a Francoforte, negli ultimi mesi, è aumentata allo stesso livello di quelli liquidati a Londra. “Per ridurre al minimo il rischio di stabilità finanziaria è indispensabile che (la compensazione euro-derivati) sia soggetta ad una forte regolamentazione e supervisione in conformità con gli standard dell’Ue” ha spiegato Olaf Scholz, ministro delle finanze tedesco.

La compensazione dei derivati sui tassi di interesse denominati in euro è diventata uno dei principali campi di battaglia della Brexit, fin dal suo annuncio, per le banche e le attività di regolamentazione. La Deutsche Bank non svela tutte le sue carte, ma di certo la sua mossa deve essere letta come un attacco al business di Lch, camera di compensazione con sede in Europa che lavora per le borse internazionali, dopo la Brexit. Lch, come sottolinea il Financial Times, è stato il leader indiscusso per la compensazione degli swap sui tassi d’integrazione.

La notizia non deve però sorprendere più di tanto perché nell’ottobre del 2017 Eurex, sussidiaria della Deutsche Bank, ha lanciato uno schema di incentivi per incoraggiare le banche a passare da Londra a Francoforte. Fino ad ora 29 banche, insieme a Deutsche Bank, JP Morgan, Commerzbank, BNP Paribas hanno aderito al progetto di incentivi.

Il London Stock Exchange Group (Holding nata dall’aggregazione tra la Borsa di Londra e Borsa Italiana), scrive il Financial Times, ha avvertito come questa operazione porterà ad una perdita di 100 mila posti di lavoro a Londra.

Se dunque alcuni colossi bancari stanno scegliendo come meta finale Francoforte altre società come Blackrock, Citigroup, Airbus, Bmw e Simens, stanno invece pensando più alla Francia come meta finale.

Secondo i recenti dati annunciati dal gruppo Paris Europlace (organizzazione incaricata a sviluppare il mercato finanziario a Parigi), la Brexit porterà ad un incremento di 3.500 posti di lavoro nel settore finanziario francese. Gli effetti positivi non finisco però qua. L’arrivo di grandi colossi potrebbe innescare un flusso positivo che porterà a circa altri 20 mila posti di lavoro indirettamente collegati al mondo della finanza.

La Francia, guidata da Emmanuel Macron, non sta facendo mistero della sua strategia, anche dal punto di vista fiscale. Nei mesi scorsi ha infatti dato vita a una nuova tassa sui patrimoni. L’obiettivo è dunque creare agevolazioni nella tassazione per i contribuenti più abbienti, per i redditi da capitale e per i dividendi. Mosse che sono state accolte molto positivamente dal mondo della finanza francese. “Rispetto a 13 anni fa, abbiamo fatti grossi passi in avanti” ha dichiarato il presidente di Paris Europlace, Gerad Mestrallet.

A giungo il ministro dell’economia francese, Bruno Le Maire, ha dichiarato come l’obiettivo francese è “rendere la Francia più attraente, nel quadro della concorrenza globale (in preparazione a marzo 2019 quando la Gran Bretagna uscirà dell’Ue)”.

Giorgia Pacione Di Bello
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