PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Debito: la crisi presenta il conto alle grandi economie

Debito: la crisi presenta il conto alle grandi economie

Salva
Salva
Condividi
Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

05 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • Secondo i dati raccolti da Bloomberg, i governi dei paesi del G7 e  di alcune economie emergenti potrebbero dover rinnovare il 51% in più di debito rispetto al 2020

  • Le politiche accomodanti delle banche centrali dovrebbero mantenere i tassi e, di conseguenza, i costi di rifinanziamento su livelli sostenibili

  • Il commento di Giacomo Alessi, senior fixed income analyst di Marzotto Sim

Stando ai dati elaborati da Bloomberg, nel 2021, i paesi del G7 e alcune tra le principali economie emergenti si troveranno a dover rifinanziare debito per un totale di 13 mila miliardi di dollari

13 mila miliardi di dollari. È questo l’ammontare complessivo del debito dei paesi del G7 e alcune tra le principali economie emergenti in scadenza nel 2021. Un’amara eredità lasciata dalla crisi finanziaria che porterà questi paesi a far fronte potenzialmente ai maggiori rifinanziamenti del debito nell’ultimo decennio. A fare i calcoli è Bloomberg, che stima che i governi in questione potrebbero dover rinnovare ben il 51% in più di debito rispetto al 2020, sottolineando tuttavia che non tutte queste scadenze saranno necessariamente prolungate con nuove emissioni di debito.

Guardando alla lista dei paesi con maggiore necessità di rifinanziamento (aggiornata al 31 dicembre 2021) in cima alla classifica ci sono gli Stati Uniti, con 7,7 mila miliardi di dollari di debito in scadenza nel 2021, seguiti dal Giappone (2,9 mila miliardi) e dalla Cina (577 miliardi). Con 433 miliardi di dollari, l’Italia ha il conto più pesante in Europa, seguita dalla Francia (348 miliardi).

2021's Biggest Debt Maturities
Debito in scadenza nel 2021. Fonte: Bloomberg

Ma il contesto attuale gioca a favore di questi emittenti governativi. In particolare, le politiche accomodanti delle banche centrali in risposta allo shock pandemico combinate all’appetito degli investitori per le obbligazioni dovrebbero mantenere i tassi e, di conseguenza, i costi di rifinanziamento su livelli sostenibili.

“Con il Covid i rapporti debito-pil sono in forte aumento. Questo è un importante tema di fondo che dovrà essere affrontato ma non penso che sia un problema di quest’anno” spiega a We Wealth Giacomo Alessi, senior fixed income analyst di Marzotto Sim. “Tutte le banche centrali stanno adottando politiche monetarie espansive che attutiranno enormemente il problema della liquidità” prosegue Alessi. A detta dell’analista, in questo contesto, l’Europa merita un discorso a parte, considerata l’emissione nell’anno in corso di un nuovo debito comune per finanziare il Recovery Plan. “Questo potrebbe portare, ad esempio, l’investitore a cui scade il Bund ad allocare la propria liquidità su un titolo della Commissione Europea invece che nuovamente sul Bund, poiché hanno un rating simile”. Infine, conclude Alessi, bisogna considerare come la performance debole del dollaro contro le altre valute influisca sull’ammontare finale del debito pubblico di alcuni paesi.

Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri
Condividi l'articolo