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Dati Pmi: Europa e Cina verso la ripresa

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Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani

01 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Ihs Markit ha rilasciato i dati dei principali indici Pmi relativi a Europa e Cina per il mese di agosto

  • L’indice Pmi manifatturiero europeo si è attestato a un livello di 51,7, mentre quello cinese a 53,1

  • Gli indici azionari hanno avuto performance leggermente positive, con una crescita intorno all’1%

Mentre ad agosto l’espansione dell’industria manifatturiera europea ha conosciuto una leggera flessione, quella di Pechino ha sovraperformato le aspettative degli economisti. È quanto emerge dagli indici Pmi rilasciati da Ihs Markit. Buone performance anche per i listini azionari

Tra gli indicatori macroeconomici più seguiti da economisti e gestori ci sono gli indici Purchasing Manager Index. Sulla base delle risposte a questionari inviati a molti responsabili d’aziende, questi indici sono in grado di dire come il settore, di cui sono rappresentativi, si sta muovendo. Le variabili prese in considerazione sono produzione, nuovi ordini, occupazione e consegne dei fornitori. Un valore al di sotto della soglia 50 indica una situazione di contrazione, viceversa segnala un’espansione dell’industria.

La produzione è in espansione in Europa

L’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona definitivo di agosto, elaborato da Ihs Markit, si è attestato a 51,7 punti, in calo marginale dai 51,8 punti di luglio. Il dato tuttavia non preoccupa in quanto da una parte è in linea con la stima preliminare e dall’altro riflette un ottimismo che non era così alto da due anni a questa parte. Il sotto-settore dei beni di consumo è stato quello che ha riportato i risultati migliori, registrando un forte tasso di espansione. Crescite relativamente modeste sono state registrate invece dai sotto-settori dei beni intermedi e di investimento.

Entrando nel dettaglio dei singoli stati, il Pmi manifatturiero definitivo della Francia si è attestato a 49,8 punti, in calo rispetto ai 52,4 di luglio ma al di sopra dei 49 punti del preliminare. Quello della Germania è risultato pari a 52,2 punti, in aumento rispetto ai 51 del mese precedente. Infine, l’indice Pmi manifatturiero dell’Italia si è attestato a 53,1 punti, in aumento rispetto ai 51,9 di luglio. Un quadro tutto sommato positivo, che certifica come la ripresa economica stia procedendo.

Tuttavia, la prudenza è d’obbligo. Chris Williamson, chief business economist presso Ihs-Markit, analizzando i dati finali Pmi del manifatturiero dell’eurozona ha dichiarato: “È necessario tuttavia essere cauti nel valutare la probabile tendenza della produzione poiché, finora, sarebbe stata una sorpresa non osservare una ripresa della produzione e dell’ottimismo. Quello che desta preoccupazione è che la crescita dei nuovi ordini di agosto è diminuita leggermente, indicando che le aziende si stanno preparando ad un indebolimento a breve termine della domanda”

La ripresa della Cina convince

Guardando ad est i dati più sorprendenti sono quelli relativi alla Cina. Il Caixin/Markit manufacturing Pmi è cresciuto fino a 53,1 dal 52,8 di luglio, battendo le aspettative degli economisti la cui previsione per agosto era di 52,7. Secondo le due società di analisi si tratta dell’espansione mensile maggiore dal Gennaio 2011, anche con riferimento ai sotto-indici relativi a produzione e nuovi ordini. Una spinta decisiva è stata data dalla domanda estera tornata a crescere negli ultimi due mesi. Come infatti la pandemia ha rallentato la sua corsa, l’indice relativo ai nuovi ordini dall’estero è tornato in territorio positivo.

Andamento dell'indice Pmi manifatturiero della Cina rispetto alle previsioni degli economisti di Reuters. Source: Cnbc

La bontà della ripresa economica cinese è confermata anche dal National Bureau of Statistic che nei giorni scorsi ha annunciato che l’indice Pmi non-manifatturiero, che copre una grande varietà di settori, è cresciuto fino a 55,2 in agosto dal 54,2 del mese precedente. Trainanti sono stati i servizi, il cui indice in un mese è cresciuto dal 53,1 al 54,3. Questi dati si riflettono su proiezioni del Pil molto incoraggianti per la Cina. Con il coronavirus sotto controllo,Jp Morgan ha rivisto l’attesa di crescita del Pil cinese per il 2020 al 2,5% dal 1,3% di aprile.

I listini azionari ad agosto

Se quindi le previsioni sulla produzione e ripresa sono relativamente buone per l’Europa e ottime per la Cina, lo stesso si può dire per le rispettive borse. L’Sse 50 e L’Sse Composite, due dei principali indici azionari cinesi, hanno registrato nel mese di agosto rispettivamente il +1,9% e il +1,27%. A livello aggregato l’azionario europeo ha mostrato una performance più modesta. L’Euro Stoxx 600 è cresciuto dello 0,79%. Tra le borse più performanti vi è stata quella tedesca +2,36%, seguita da quella francese +1,46% e da quella italiana +1,3%. In territorio negativo invece il Ftse 100 che ha perso il 1,16%.

 

 

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