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Crisi e Bce, decisioni rimandate a dicembre, cambio giù

Crisi e Bce, decisioni rimandate a dicembre, cambio giù

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

29 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il cambio euro/dollaro è sceso infatti sui minimi da trenta giorni a questa parte, a 1,1680. La numero uno dell’Eurotower ha affermato che l’economia sta perdendo slancio più velocemente del previsto

  • La Bce conferma gli acquisti d’emergenza di titoli pubblici ‘Pepp’ da 1.350 miliardi. Almeno “fino a fine giugno 2021 e in ogni caso fino a quando non giudicherà che la fase di crisi del coronavirus è esaurita”

  • “Non spetta a noi dare valutazioni politiche sul voto negli Stati Uniti il 3 novembre. Ma chiaramente, assieme all’esito del negoziato su Brexit, è uno dei due grandi rischi geopolitici all’orizzonte”

Torna ai minimi da un mese, il cambio euro/dollaro, dopo la riunione Bce nel mezzo della recrudescenza della crisi. Francoforte si prende ancora un mese e mezzo di tempo per ricalibrare i suoi strumenti di politica monetaria. Per la prossima riunione ci si potrà attendere tutto, anche un nuovo taglio dei tassi. Perché, se un messaggio chiaro è emerso da questo meeting, è che “la Bce c’era durante la prima ondata del virus, ci sarà anche durante la seconda”. Le borse ringraziano

Tutto invariato (il tasso principale rimane fermo a zero, il tasso sui depositi resta a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%). Per il momento. Nella penultima riunione Bce del 2020 la presidente Lagarde lascia i tassi fermi, ma ribadisce che un ripensamento della politica monetaria è allo studio. Lasciando intendere in conferenza stampa il 29/10/2020 che potrebbe non essere solo uno degli strumenti di politica monetaria ad essere potenziato a fine anno. Perché “la Bce c’era durante la prima ondata del virus, ci sarà anche durante la seconda ondata”. E a chi mette in dubbio la ‘potenza di fuoco’ della banca centrale, risponde: “Lo abbiamo dimostrato chiaramente nella prima ondata, possiamo realizzare nuovi strumenti, rivederli e ricalibrarli. Come abbiamo già fatto”.

La Bce procederà a dicembre con una “ricalibrazione di tutti gli strumenti. “Non date per scontato che sarà uno strumento solo, li esamineremo tutti”, ha precisato Lagarde. Per questo motivo, gli osservatori non escludono un ulteriore taglio dei tassi. Una mossa che avrebbe impatto sull’euro, che già ne ha risentito. Il cambio euro/dollaro è sceso infatti sui minimi da trenta giorni a questa parte, a 1,1680. La numero uno dell’Eurotower ha infatti affermato che l’economia sta perdendo slancio più velocemente del previsto, esprimendo una forte preoccupazione per l’aumento dei contagi covid.

Uno dei giornalisti collegati alla conferenza stampa domanda cosa esattamente la Bce intenda per “ricalibrare” gli strumenti di politica monetaria. Lagarde risponde che la Bce ha in mente di “espandere” l’intervento monetario. Del resto, “la risalita dei contagi presenta nuove sfide ai sistemi sanitari e alle prospettive di crescita”.

In ogni caso il consiglio direttivo “valuterà attentamente le informazioni, inclusa la dinamica della pandemia, la prospettiva di diffusione di vaccini e gli sviluppi sul mercato dei cambi“. Saranno le nuove stime macroeconomiche della Bce a consentire un “ripensamento delle prospettive economiche”. Nel frattempo, la Bce conferma gli acquisti d’emergenza di titoli pubblici ‘Pepp‘ da 1.350 miliardi. Almeno “fino a fine giugno 2021 e in ogni caso fino a quando non giudicherà che la fase di crisi del coronavirus è esaurita”. Confermato anche il potenziamento del precedente programma di acquisto asset (App) fino a fine anno, per 20 miliardi al mese. Christine Lagarde crede molto anche nei nuovi maxi-prestiti Tltro-3 per le banche, la cui prossima asta è il 9 novembre. Li definisce “una attraente fonte di finanziamento per le banche a sostegno dei prestiti a famiglie e imprese”.

Infine, un riferimento ai due rischi politici più prossimi. “Non spetta a noi dare valutazioni politiche sul voto negli Stati Uniti il 3 novembre. Ma chiaramente, assieme all’esito dei negoziati Brexit, è uno dei due grandi rischi geopolitici all’orizzonte” e dunque “bisogna tenerne conto” nelle valutazioni.

Le borse intanto apprezzano, e girano in parità. La conferma da parte della presidente di un intervento sicuro della Bce fra un mese e mezzo a sostegno dell’euroarea ha riportato le borse europee sulla parità. Unica eccezione Madrid, che perde l’1%. In Piazza Affari (Ftse Mib -0,1% dopo aver sconfinato in terreno marginalmente positivo) tra i titoli principali restano deboli Tenaris (-3,3%), Banco Bpm (-2,3%), Tim e Leonardo, entrambi in calo di due punti percentuali. In un clima che resta incerto, vanno bene Fineco (+2,7%) e Amplifon (+2,4%), mentre nel paniere a minor capitalizzazione spicca Mps in salita del 3% oltre la soglia di un euro.

Teresa Scarale
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caporedattore
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