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Crescita, aumentano i segni di un rallentamento in sincronia

Crescita, aumentano i segni di un rallentamento in sincronia

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

23 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • La frenata della domanda di beni capitali negli Usa e il rimpicciolirsi dell’indice del settore manifatturiero europeo sono le prime spie gialle di un rallentamento dell’economia mondiale

  • Il ciclo di inasprimento dei tassi condotto dalla Fed è giunto nella sua fase finale

  • I rendimenti decennali dei titoli di Stato sono in calo

Guy Wagner, chief investment officer e managing director del gestore patrimoniale Bli – Banque de Luxembourg Investments fa il punto sui segnali inequivocabili di rallentamento dell’economia. Con un approccio diverso rispetto agli altri gestori

L’anno passato si è chiuso con l’economia mondiale in rallentamento, è un fatto. Segni di debolezza chiari sono arrivati dal comparto automobilistico e immobiliare Usa, i quali nell’ultimo trimestre hanno interessato anche la domanda di beni capitali, non più crescente.

Guy Wagner, chief investment officer e managing director del gestore patrimoniale Bli – Banque de Luxembourg Investments, nella sua analisi macroeconomica mensile, aggiunge poi che “Il progressivo dissolversi delle misure (trumpiane, ndr) di stimolo fiscale all’economia peserà sulla crescita nel 20192. Aggiungendo poi che a fine dicembre l’indice del settore manifatturiero è arrivato ad un passo dalla soglia che divide l’espansione dalla contrazione (50 punti base).

I segnali del rallentamento dell’economia

La performance dei mercati azionari

Se la frenata della domanda di beni capitali negli Usa e la prossimità dell’indice manfatturiero europeo alla contrazione non bastassero a convincere gli investitori, l’analista sottolinea come in genere dicembre sia un mese propizio al mercato delle azioni. Così non è invece stato il mese scorso, quando l’indice S&P500 ha subito la sua peggiore correzione dal 1931 a questa parte.

La Fed

La decisione della Banca centrale Usa di portare da tre a due gli aumenti del tasso di interesse di riferimento nel 2019 è stata fatta in accordo con la prospettiva di rallentamento dell’economia americana. Il che suggerisce che il ciclo di inasprimento dei tassi iniziato dalla Fed nel 2015 in accorso con la crescita Usa, sia giunto alla sua fase finale. Sul fronte Bce poi, dice l’economista, non si segnalano concreti mutamenti: i tassi sono fermi.

I rendimenti delle obbligazioni governative

Per quanto riguarda l’obbligazionario statale, i rendimenti sono in calo. Diminuiscono quelli dei treasury a 10 anni, calano quelli italiani dopo il temporaneo accordo raggiunto fra Governo e Commissione. L’Italia comuque si pone come uno dei problemi più scottanti dell’attuale interconnesso scenaio economico mondiale, come sottolineato durante il Wef di Davos.

“Date prospettive di un rallentamento dell’economia, i rendimenti dei bond Usa a 10 anni continueranno a diminuire”, dice l’analista della Banque de Luxembourg Investments. E le previsioni non sono diverse per tutta l’Eurozona, con i rendimenti di bund e obbligazioni spagnole pure in diminuzione. L’unica che al momento parrebbe avere i tassi sulle obbligazioni di Stato in aumento è la Francia. Tuttavia, conclude il Cio Guy Wagner, “Dato il loro basso livello attuale, non c’è potenziale per ulteriori riduzioni dei rendimenti nell’eurozona”.

 

Teresa Scarale
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