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La crescita nell’area euro continua ma a ritmi più contenuti rispetto al 2017

La crescita nell’area euro continua ma a ritmi più contenuti rispetto al 2017

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  • La crescita dell’economia dell’area euro prosegue a un ritmo più contenuto rispetto al 2017

  • La crescita dell’area euro potrebbe infatti essere influenzata dal proseguimento delle tensioni commerciali

Il report “l’espansione continua ma aumenta l’incertezza” pubblicato dall’Istat evidenzia come la crescita dell’economia nella zona euro continui, ma a ritmi più contenuti rispetto al 2017

La crescita dell’economia dell’area euro prosegue a un ritmo più contenuto rispetto al 2017. Questo quanto emerge dal report pubblicato dall’Istat “L’espansione continua ma aumenta l’incertezza”. Nel secondo e terzo semestre del 2018 il Pil della zona euro aumenterà dello 0,4%. Mentre nel quarto trimestre si prevede una leggera accelerazione dello 0,5%. L’attività economica sarà guidata dagli investimenti fissi lordi, che saranno supportati dalle condizioni favorevoli sul mercato del credito.

Stando ai dati Istat, nel secondo trimestre gli investimenti cresceranno dello 0,5% mentre nella seconda metà dell’anno dello 0,6%. L’Istat evidenzia anche come “le tensioni politiche interne e la diffusione di misure protezioniste a livello globale potrebbero rappresentare dei rischi al ribasso dell’attuale quadro previsto”.

 

E la produzione industriale?

 

La produzione industriale in questi primi mesi del 2018 ha registrato momenti altalenanti. A gennaio e febbraio si è registrato un calo dello 0,6% e dello 0,9%. A marzo una lieve ripresa, con un +0,5%. E ad aprile la produzione ha segnato un ulteriore calo dello 0,9%.

Buone notizie invece per il settore delle costruzioni. La produzione è infatti aumentata dell’1,8% ad aprile dopo il calo registrato nei primi mesi del 2018.

 

Indicatori anticipatori e coincidenti del ciclo economico

 

L’Istat evidenzia come gli indicatori anticipatori e coincidenti del ciclo economico, mostrano alcuni segni di incertezza.
Il Purchasing Mangers Index (PMI) è diminuito a febbraio dopo il picco raggiunto a gennaio. Il clima di fiducia nel settore manifatturiero e l’economic sentiment indicator hanno evidenziato un peggioramento negli ultimi mesi. Mentre l’indicatore di fiducia dei consumatori è rimasto stabile anche dopo il leggero calo che si è registrato nei primi mesi del 2018.

Inflazione in accelerazione

L’inflazione misurata dall’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è aumentata a maggio registrando un +1,9%, condizionata anche dell’aumento dei prezzi dell’energia. Nei primi mesi del 2018, l’inflazione core è oscillata invece tra un +1,2% e un +1,3%. Stando alla relazione Istat “entrambe le misure di inflazione cresceranno nell’orizzonte di previsione”. L’incremento su base annua dell’indice IPCA dovrebbe attestarsi all’1,7% nel secondo trimestre e salire al 2,0% nel terzo trimestre. Nel quarto trimestre, invece, la dinamica dovrebbe rallentare, condizionata dal confronto con i forti rincari di fine 2017 dei prodotti energetici (+1,7%). Nell’orizzonte di previsione l’inflazione core è prevista in aumento, con una forte accelerazione prevista nella seconda metà del 2018.

 

Crescita zona euro in pericolo

 

Le prospettive per l’area dell’euro mostrano dei possibili rischi al ribasso. La crescita dell’area euro potrebbe infatti essere influenzata dal proseguimento delle tensioni commerciali. Queste avrebbe effetti sia sulla crescita delle esportazioni sia sulla produzione. Di conseguenza questo farà rallentare anche gli investimenti delle imprese. Inoltre, il consolidamento dell’economia statunitense, insieme al alle misure fiscali messi in campo, potrebbe accentuare il processo al rialzo dei tassi di interesse. Aspetto da non sottovalutare dato che un aumento dei tassi di interesse potrebbe condizionare sia il mercato del credito dell’area euro sia la spesa per interessi dei paesi con un debito più elevato.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
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