PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Credit Suisse: ripresa lenta nel 2021

Credit Suisse: ripresa lenta nel 2021

Salva
Salva
Condividi
Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

24 Novembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • La politica monetaria espansiva delle banche centrali e gli sviluppi politici, tra cui le recenti elezioni presidenziali Usa, nel 2021 influiranno sull’allocazione dei patrimoni da parte degli investitori

  • Le economie dell’Ue impareranno a convivere con il virus e riusciranno a superare la pandemia. Questo porterà ad una crescita del 4,6%

Nel 2021 ci sarà una ripresa economica. A livello europeo per rendere il rimbalzo forte e duraturo si dovranno fare i conti anche con una politica fiscale seria

L’economia globale dovrebbe registrare una crescita del 4,1% nel 2021, con i tassi d’interesse destinati a rimanere a livelli prossimi o inferiori allo zero in tutte le principali economie sviluppate, i mercati azionari dovrebbero continuare a garantire rendimenti interessanti. Secondo nell’investment outlook 2021 di Credit Suisse, il perdurare della pandemia di covid-19 e il suo impatto sull’aumento dei livelli del debito pubblico, la politica monetaria espansiva delle banche centrali e gli sviluppi politici, tra cui le recenti elezioni presidenziali Usa, nel 2021 influiranno sull’allocazione dei patrimoni da parte degli investitori. “Continuiamo a ritenere che le azioni offrano le opportunità di rendimento più interessanti.

I supertrend di Credit Suisse, la cui rilevanza è ulteriormente cresciuta per effetto della pandemia, si estendono a diversi settori e regioni consentendo agli investitori di trarre vantaggio dalle opportunità di business e investimento a livello globale prodotte da profondi cambiamenti sociali. Inoltre prevediamo che obbligazioni e azioni dei mercati emergenti registreranno un’outperformance e che il dollaro statunitense continuerà a indebolirsi”, si legge dal report.
Secondo il Global Chief Investment Officer presso Credit Suisse, Michael Strobaek, le misure di stimolo adottate dall’inizio della pandemia, insieme alla ripresa economica, supporteranno gli investimenti finanziari, in primo luogo le azioni. “Tuttavia vi sono rischi che occorre monitorare attentamente. Per preservare il patrimonio e rispettare gli obblighi a lungo termine, gli investitori dovrebbero investire in strategie multi-asset ben diversificate con una quota consistente dei portafogli investita in azioni” conclude Strobaek.

La geografia nel 2021

Stati Uniti. Credit Suisse prevede che nel 2021, con la ripresa dell’economia dalla recessione causata dalla pandemia, gli Stati Uniti cresceranno a un tasso superiore al potenziale pari al 4,2%. L’inflazione, pur rimanendo moderata, dovrebbe aumentare fino a superare leggermente l’obiettivo della Federal Reserve. Prevediamo che l’Usd riprenderà la sua tendenza al ribasso, dal momento che ha perso il suo vantaggio in termini di tasso d’interesse rispetto alle altre valute.
Eurozona. Le economie impareranno a convivere con il virus e riusciranno a superare la pandemia. Questo porterà ad una crescita del 4,6%. Tuttavia, a causa della profonda recessione del 2020, un pieno recupero del Pil ai livelli precedenti alla pandemia non avverrà prima del 2022. Una ripresa duratura dipenderà anche molto dall’ulteriore efficacia dell’integrazione politica e fiscale, a partire dal recovery fund europeo.
Svizzera. Sebbene sia stata duramente colpita dalla crisi di coronavirus, l’economia svizzera ha resistito meglio di altre. Nel 2021 è prevista una crescita del Pil del 3,5%.
Cina. Dopo essere stato il primo paese a essere colpito dalla pandemia, la Cina è stato anche il primo a revocare con successo le restrizioni e tornare alla normale attività economica. Non solo la Cina sarà una delle poche economie a registrare una crescita nel 2020, ma l’accelerazione dell’incremento del Pil del 7,1% indica che probabilmente nel 2021 guiderà la ripresa economica globale.
Giappone. L’economia giapponese dovrebbe crescere dell’1,5%, dal momento che la tendenza negativa della crescita demografica è compensata da incrementi stabili della produttività dovuti all’innovazione tecnologica costante.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
Condividi l'articolo
ALTRI ARTICOLI SU "Outlook e Previsioni"
ALTRI ARTICOLI SU "Credit Suisse"
ALTRI ARTICOLI SU "Europa"