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Covid: crescita Europa a picco, è recessione storica

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

06 Maggio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • In media, la contrazione del Pil per l’Eurozona nel 2020 dovrebbe essere del 7,7%, per poi crescere del 6,3% nel 2021

  • La Commissione prevede inoltre che entro la fine del 2020, sette economie dell’Eurozona avranno un rapporto debito/Pil superiore al 100%, così come il blocco complessivo

  • Bruxelles ammonisce che la mancanza di una risposta fiscale comune potrebbe causare danni permanenti

Le previsioni economiche di primavera della Commissione europea sanciscono la recessione per l’Europa: -7,7% di Pil nel 2020. E la ripresa del 2021 sarà solo parziale

La crisi pandemica in corso sta minacciando la stabilità dell’Unione europea. Non servivano certo le “previsioni economiche di primavera” della Commissione europea per subodorarlo, ma ora il pericolo ha la veste dell’ufficialità. In media, la contrazione del Pil per l’Eurozona nel 2020 dovrebbe essere del 7,7%, per poi crescere del 6,3% nel 2021. Ma è nelle differenze fra i paesi che vive la drammaticità della crisi.

Recessione: peggio dell’Italia, solo la Grecia

Il paese che soffrirà maggiormente per la crisi Covid sarà la Grecia, con una contrazione prevista del Pil per 9,7%. Al secondo posto, con -9,5%, si colloca l’Italia. Subito dopo, Spagna e Francia. La Spagna in particolare soffrirà molto per l’aumento della disoccupazione. Si tratta dei paesi membri che più hanno spinto per l’emissione di debito comune.

Il livello di disoccupazione dovrebbe salire in tutta l’Ue. Le misure già messe in campo dovrebbero limitarne l’impatto. Di contro, l’inflazione dovrebbe calare significativamente. La Commissione prevede inoltre che entro la fine del 2020, sette economie dell’Eurozona avranno un rapporto debito/Pil superiore al 100%, così come il blocco totale. Bruxelles è molto chiara: ammonisce che la mancanza di una risposta fiscale comune potrebbe causare danni permanenti.

A causa della graduale revoca delle misure di contenimento negli Stati membri, “un forte piano di ripresa europeo deve integrare le azioni nazionali”, si legge nel rapporto. “Il rischio altrimenti è che la crisi porti a gravi distorsioni all’interno del mercato unico”. E soprattutto, “a radicali divergenze economiche, finanziarie e sociali tra gli Stati membri dell’area dell’euro che potrebbero in definitiva minacciare la stabilità dell’Unione economica e monetaria”.

La Commissione mette poi in guardia dai rischi di ribasso “straordinariamente elevati” a causa del lockdown più lungo del previsto. Il che ha causato una prolungata interruzione delle catene di approvvigionamento globali. Fra i rischi di ribasso Bruxelles cita anche l’eventuale imposizione di tariffe tra Regno Unito e Ue in caso di fallimento dei colloqui commerciali.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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